20
2002
A dinner with sharks
Un carnevale di lucine rosse e verdi si inseguiva sul volto contrariato dell’assistente. Con uno sbuffo controllò per l’ennesima volta i valori sul monitor, non poteva credere di stare sprecando così un altro sabato sera. Infilò la mano nella tasca del camice ed estrasse una provetta che aveva preventivamente riempito di brandy, ne trasse una fugace sorsata mentre guardava il soggetto sulla sua destra fluttuare in una colonna di plexiglass riempita di liquido amniotico. Trafitto da un paio di dozzine tra sonde ed elettrodi gli ricordava un grottesco puntaspilli.
Ancora nulla Ibiki?
La voce lo fece trasalire, mentre si voltava per rispondere si augurò che il dottore non l’avesse notato mentre faceva sparire furtivamente la fialetta. Il suo stato di servizio aveva già troppe macchie. L’anziano dottore non mostrò il minimo segno di essersi accorto di nulla, era troppo interessato dal soggetto e viveva questi esami con piglio monomaniacale. – Abbiamo registrato un altro picco poco fa
Continuano a riaffiorarne di quei, come li ha definiti Dottore? Fantasmi Neurali?
abbiamo anche un paio di ottime scansioni, si tratta sempre della stessa donna…il soggetto è poco fantasioso eh?
Ibiki fu interrotto da un nuovo bip dell’attrezzatura che iniziò a crescere di insistenza.Pare che ne arrivi un altro
Il Dottor M non lo ascoltò nemmeno e gli passò accanto come fosse stato un pezzo dell’arredamento e gli si parò davanti bloccandogli la visuale del monitor.
Ibiki scartò a destra e vide una sagoma farsi avanti sullo schermo.
Cos’ abbiamo questa volta Doc? uno…
Squalo
.
Questa volta era riuscito a sorprenderlo
H- sedeva in penombra ad un tavolino defilato della sala osservando la scena intorno a lui.
Le luci soffuse e bluastre conferivano un’atmosfera estremamente irreale al ristorante e facevano risaltare le sue vene e la pelle bianca mentre giocava col coltello da portata
(and scrape my skin with razor blades)
ed intanto annotava mentalmente i volti e le tipologie dei clienti, la coppia di uomini d’affari grassocci che dovevano essersi attardati dopo una riunione ed ora, dopo un paio di birre Asahi di troppo occhieggiavano la sparuta fauna femminile dandosi di gomito, la coppia al tavolo tre con lei bionda e raffinata che si guardava intorno come a cercare una via di scampo mentre lui consultava sul palmare la homepage di Zetics o qualche altra boiata da dotcom generation, gli occhi di lei lo incontrarono per un istante resi ancora più irreali dalla luce azzurrina.
(quegli occhi… another time, another place)
Spostò meccanicamente lo sguardo, non c’erano distrazioni per lui, contava solo il tavolo centrale dove l’oyabun era appena arrivato con i suoi uomini di fiducia.
L’uomo di tre quarti sorseggiava una Coronita alla canna, reggendola con la mano monca di un mignolo. Avrebbe scommesso qualche centinaio di euro che quella che aveva intravisto sotto la sua giacca era una Luger.
La distrazione ti costerà un altro dito, pensò.
H- si trovò a riflettere su quanto fosse paradossale quel ristorante, le pareti erano in realtà vasche d’acquario, il più grande del continente, e vi nuotavano placidamente alcuni degli ultimi esemplari rimasti di elasmobranchii.
In tutto una dozzina abbondante di squali.
Il locale, ricavato dallo spazio tra le vasche degli squali era diventato presto una delle maggiori attrazioni dell’acquario, ammesso di poter pagare il conto. Era uno dei luoghi preferiti da uomini d’affari e yakuza. Squali che cenano in mezzo ad altri squali.
Ovviamente sebbene la cucina orientale fosse la specialità della casa non si servivano zuppa di pescecane o altre ricette ormai fuorilegge. Che si potesse scegliere uno squalo dalla vasca e farselo preparare come fosse un’aragosta era solo una leggenda urbana.
Non era sicuro che fosse una legenda urbana quella che voleva alcuni se non tutti i pescecani del locale essere stati rimpiazzati da macchine.
Ne scrutò meglio quello più vicino a lui che sembrava quasi venirgli incontro dal vetro con la sua corona di denti impressionante e letale. Affascinato H- si domandò cosa ci fosse veramente dietro quegli occhi piatti, gli sovvenne come molti anni prima, in gita scolastica all’acquario, fosse rimasto paralizzato davanti ad una colonna in cui nuotava un branco di pirañas, osservando come in trance per svariati minuti il muoversi ritmico delle loro mascelle, cercando di capire il loro criptico messaggio. Poi era arrivata una compagna di scuola e l’aveva afferrato per una ciocca di capelli tirando forte tanto da strapparla e da scuoterlo dalla rivelazione che i pesci avevano in serbo per lui.
(another time, another place)
Con lo sguardo annebbiato vide la coppia del tre alzarsi in fretta, lei pareva innervosita mentre si apprestava a passare accanto alla vasca del suo amico squalo, lei lo trafisse ancora con quegli occhi di grigio ed iridio.
(another time, another place)
Signore, signore cosa fa stia attento con quel coltello…ecco diosanto signore si è tagliato le porto un medikit?
Il blaterare del cameriere lo portò a rifocalizzare la situazione, aveva appena commesso una grave distrazione, rischiava di mandare tutto all’aria. I ricordi gli facevano sempre venire un po’ d’emicrania nei casi migliori e questo non lo era di certo: sentiva come una pulsazione elettrica forargli i lobi temporali, anche il suo amico sembrava inquieto e iniziava ad agitarsi nella vasca, chissà cosa percepivano le sue Ampolle di Lorenzini.
Al passaggio della donna lo squalo scosse la sua possente massa cartilaginosa e si scagliò con tutta la violenza che aveva in corpo contro il vetro della vasca.
La donna lanciò un urlo di puro ed acuto terrore sebbene l’impatto fosse stato assorbito egregiamente dalla spessa parete che si era solo lievemente incrinata.
L’evento fu tuttavia sufficiente a mettere in moto una catena di reazioni di panico in sala. La maggior parte dei clienti si alzò di scatto e altrettanto lesti furono gli uomini al tavolo dell’oyabun, il bevitore di Coronita si mosse rapidamente facendo intravedere un bagliore metallico da sotto il completo sartoriale.
H- constatò con un sorriso amaro di avere appena vinto la scommessa. Lo squalo si scagliò ancora contro la parete in preda ad una furia ingiustificata.
Le prime gocce d’acqua iniziarono a cadere sul pavimento del ristorante.
tweets
- un'amica mi scrive "mi sono sciolta al concerto dei Moda'". ma è il tipo che canta "poi ti graffio poi ti frusto con il boa di struzzo"? bah
- E comunque assumetemi, miglioriamo la convention! Io propongo Las Vegas in hotel 5 stelle con concerto di Elvis
- Miglioramento della user experience del sito Internet e ottimizzazione delle convention del canale Internet (attività di SEM) #jobads #fail
- @dilestella quindi stai tweetando nuda?
- @Hazelycious ahh dal Mac dici. no, avevo fretta di infilarmi in metro e tornare a casa...








