set
26
2004

A mandala begs roots

di Harlequin  //  Blog, Journal  //  Commenti disabilitati  // 

Quanto è grigia Milano a Settembre quando certi vuoti si fanno ingombranti.
Ho passato due ore a pensare ad altro cercando di distrarmi e puntualmente appena sceso dal treno ho voltato la testa nella tua direzione. Ovviamente non c’eri, come non c’eri allora in ritardo perenne, come non ci sei mai stata davvero in fondo.

Eppure quel movimento mi ha fatto più male di quanto potessi credere. Lo spazio vuoto davanti alla vetrina mi ha ferito quanto quell’ultima conversazione. Mi sono portato a casa un bagaglio di sensazioni ed una certezza.

Ci sono voci che tacciono da troppo tempo ed ora ho bisogno di ascoltarle, di lasciarle venire fuori a riempire lo spazio con la loro presenza familiare, con le loro storie che sono cocci di vetro sotto la pelle e punture di acido sotto la lingua.


It’s not like you to say sorry
I was waiting on a different story
This time I’m mistaken
for handing you a heart worth breaking
and I’ve been wrong, i’ve been down,
been to the bottom of every bottle
these five words in my head
scream porco dio che imbecille, addio

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