apr
22
2002

Available Veritas

di Erica  //  Other Voices  //  Commenti disabilitati  // 

tutte le facce mi erano sconosciute, e tutte le facce appartenevano a qualcuno di cui mi sarei dovuta ricordare.
rimbalzavo tra la folla tagliente, sorridevo, stringevo momentanei legami eterni, mi specchiavo e rompevo lo specchio infinitamente. e tutti gli spigoli e tutte le spine tranciavano per sempre un filo della ragnatela che mi ero tessuta intorno.
presto il ragno si troverà solo al centro esatto del suo capolavoro distrutto e si divorerà per fame.

gli occhi addosso.
certi mi fanno crescere un’armatura di squame, certi mi fanno desiderare di averla.
cerco tavoli vuoti dove tentare di fissarmi in mente il giro di chitarra che mi è arrivato fin dalla strada.

mi sta fissando, mi sta dicendo, mi sta chiedendo se so:
-da uno a due. com’è il retropassaggio? la disunione, la scissione suicida? com’è? fino a quale orlo si spinge il confine?
-(non sa, non dice, guarda la propria vita controluce e in terza persona.)
e arriva, mi prende, mi porta, fuori dai tavoli, fuori dalla luce, fuori dalla musica. ha un nome che non è un nome e un volto sempre nuovo, mi fa scappare mi fa tornare, tossicodipendente dalle molte verità.

una verità sei tu.

quietamente accontentare la mente e il cuore fino a che lo stomaco perde la capacità di sentire la fame. incredibilmente devolversi a favore di qualcuno. la verità ha cerchi d’oro intorno agli occhi, e mi invita a seguirla per la finestra. velocemente.

una verità sei tu.

simbiosi osmotica, ossessionante prospettiva. troppe unghie troppi segnali, troppe schegge di specchio nei tuoi occhi per chi non adora vedere la propria immagine riflessa. la verità  è sfuggente e puttana, e si trucca di nero.

una verità sei tu.

inibizioni abbassate, vene scure e porte chiuse. aspettiamo la notte chiaro-lattea per poterci liberare a vicenda di ciò che ci alleggerisce, per respirare risucchiando. più ti guardo e meno mi riconosco. è consolatorio, almeno so che da te non devo fuggire. la verità è a portata di mano. basta volerla vedere.

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