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	<title>La Rupe di Sparta &#187; Blog</title>
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	<description>nato per fustigare i mediocri</description>
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		<title>Romanzo Criminale</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2005 08:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[Al Bar del Giambellino mi chiamavan Drago&#8230;
ed a giudicare dai tempi di digestione della grigliata di ieri sera capisco anche perch&#233;, penso che con opportune contrazioni di diaframma potrei estrudere un soffio di lava incandescente e succhi gastrici.

Ieri abbiamo riscontrato che un discreto numero di persone di et&#224; media intorno ai 28 anni una volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><cite>Al Bar del Giambellino mi chiamavan Drago&#8230;</cite></p>
<p>ed a giudicare dai tempi di digestione della grigliata di ieri sera capisco anche perch&eacute;, penso che con opportune contrazioni di diaframma potrei estrudere un soffio di lava incandescente e succhi gastrici.</p>
<p><span id="more-139"></span></p>
<p>Ieri abbiamo riscontrato che un discreto numero di persone di et&agrave; media intorno ai 28 anni una volta chiuse in un ufficio deserto preferisce perdersi nello schermo del proprio portatile piuttosto che parlarsi. Per combattere questo tipo di alienazione due colleghe hanno deciso di metterci tutti a fare qualche stupido test.<br />
Pi&ugrave; produttiva ai fini della socializzazione &egrave; stata la sortita per cenare in un posto al sopracitato Giambellino dove ho superato non senza un certo fastidio il mio ribrezzo per il mangiare senza posate e mi sono ingozzato di carne alla griglia innaffiata da tre bocce di Primitivo di Manduria.<br />
Ha fatto seguito la visione del film Romanzo Criminale a rendermi difficile la digestione e siccome non trovo il thread in cui se ne parlava su asphalto dico qui la mia, mi &egrave; parso <span style="position:relative;color:black;width:166px;background:white;border-width:  3px 0px 3px 0px ;border-style: double;border-color: --;filter:alpha(opacity=25);-moz-opacity:.25;opacity:.25;float:right;padding: 0.2em; margin: 1em;font-family:Verdana,Arial, Helvetica,Georgia;font-size: 24px;line-height:26px; text-align: right;"><span style="filter:alpha(opacity=75);-moz-opacity:.75;opacity:.75;">un </span><b> </b>Forrest <br><b></b>Gump <br><b>del </b>&#8220;nero&#8221; <br><b>italiano con </b>tutti <br><b>i </b>difetti <br><b>tipici del </b>cinema<span style="filter:alpha(opacity=90);-moz-opacity:.90;opacity:.90;"> de&#8217;noantri.</span></span>un Forrest Gump del &#8220;nero&#8221; italiano con tutti i difetti tipici del cinema de&#8217;noantri.</p>
<p>Il film percorre circa vent&#8217;anni di storia e la trama poliziottesca ispirata alla Banda della Magliana si intreccia a tutto l&#8217;intrecciabile del torbido italico: il &#8216;77, l&#8217;arrivo dell&#8217;ero, servizi segreti deviati, caso moro, strage di bologna, cosche siciliane e banchieri milanesi con tanto di uso ed abuso di footage originale del tg rai</p>
<p><cite>tutto tutto sulla mafia, tutto tutto sulla p2<br />
tutto tutto sul mio fegato, tutto e niente</cite></p>
<p>mancano giusto ustica e la monetina in testa a pap&agrave; alemao.<br />
La tesi dell&#8217;autore &egrave; che tutti questi eventi siano legati da un filo nero che come la piuma dell&#8217;amico Forrest fluttua leggero in un mare di piombo, sangue e merda.</p>
<p><cite>e le stragi senza nome tutte passano da roma</cite></p>
<p>In un buon film italiano non pu&ograve; mancare l&#8217;impegno politico e quindi tutta la meglio giovent&ugrave; si schiera in prima linea. Italiani, grandi professionisti, pure Er Patata recita di diaframma. Eppure questo modo di recitare mi indispone, temo sia un mio limite.<br />
Totalmente pretestuosa la <em>liason</em> tra la bella troia ed Accorsi che come sempre preferivo ai tempi del maxib&ograve;n. Totalmente ruffiane le scene dell&#8217;attentato al papapolacco ed il triplice &#8220;campioni del mondo&#8221;.<br />
Totalmente bah il libro di Evola intravisto nella borsa del killer. Il Nero. <em>(sic)</em></p>
<p><cite>tutto tutto sul mio fegato, tutto e niente</cite></p>
<p>Ore 2:00 al mio stupido hotel a guardare il soffitto, complici troppi cazzi miei, il lavoro schedulato per stamane e come dice Leggo dovrei smetterla di dare la caccia ai fantasmi.<br />
Di fronte al letto ho un quadro con un ovale, al buio mi ricorda The Ring.<br />
Ore 3:00 idem</p>
<p><cite>tutto tutto sul mio fegato, tutto e niente</cite></p>
<p>Ore 5:30 sveglia, devo essere in redazione alle 8:00. In ascensore una ragazza mi chiede se lavoro al Niguarda. Sulla metro alle 6:00 ci sono tutti gli extracomunitari che non ho visto in questi giorni. Evidentemente i BPC (Bianchi Padani Cattolici) fanno tutti i lavori con orario da ufficio.<br />
Badge alle 07:48. Per un errore di palinsesto la mia attivit&agrave; e quella dell&#8217;altro collega in turno sono in conflitto. Diamo la precedenza alla prima edizione del TG5.</p>
<p><cite>tutto tutto sul mio fegato, tutto e niente</cite></p>
<p>troppi silenzi, troppi cazzi miei, troppi fantasmi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Butterfingers (palabras de co&#241;o)</title>
		<link>http://www.neoprene.it/butterfingers-palabras-de-coo/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2004 18:05:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[sex]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi hai portato mezzo pandoro avanzato da capodanno, si &#232; seccato pure lui, &#232; diventato stopposo, stantio.
Daremo la colpa al tempo, all&#8217;ossigeno non so, tanto negherai tutto come al solito.
Hai messo anche lo zucchero a velo che ha formato una patina dolciastra e collosa.
Odio quella merda di zucchero a velo, l&#8217;avr&#242; detto un milione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi hai portato mezzo pandoro avanzato da capodanno, si &egrave; seccato pure lui, &egrave; diventato stopposo, stantio.<br />
Daremo la colpa al tempo, all&#8217;ossigeno non so, tanto negherai tutto come al solito.<br />
Hai messo anche lo zucchero a velo che ha formato una patina dolciastra e collosa.<br />
Odio quella merda di zucchero a velo, l&#8217;avr&ograve; detto un milione di volte<br />
<em>tanto parlo sempre al vento</em><br />c&#8217;&egrave; una sola situazione in cui non mi infastidisce avere le dita appiccicose e non &egrave; certo questa.</p>
<p><span id="more-132"></span></p>
<p>A furia di voltare pagina mi si sono consumati i polpastrelli.<br />
Meglio cos&igrave; questa volta non voglio lasciare tracce.</p>
<p><img src="/images/cameltoe.jpg" width="450" height="313" align="right" alt="non vi siete persi niente solo un po di figa" title="as low as you go" /><cite>Well you<br />
Are you in there?<br /> <br />
Iâ€™m stuck outside you<br />
Ooh ooh<br />
&nbsp;<br />
We could use<br />
One another<br />
Another like you<br />
Ooh ooh<br />
&nbsp;<br />
Youâ€™ll be my<br />
Passerby<br />
Iâ€™m the only<br />
One to pass through<br />
&nbsp;<br />
Screws inside<br />
Turned so tight<br />
Turn it on you<br />
Iâ€™ll hang it on you<br />
Ooh ooh<br />
&nbsp;<br />
Baby blue<br />
Donâ€™t go nowhere<br />
Iâ€™m right beside you<br />
Ooh ooh<br />
&nbsp;<br />
And you<br />
Go nowhere<br />
Iâ€™m right beside you<br />
Ooh ooh<br />
&nbsp;<br />
Youâ€™ll be my<br />
Passerby<br />
Iâ€™m the only<br />
One to pass through<br />
&nbsp;<br />
Screws inside<br />
<strong>Turned so tight</strong><br />
Turn it on you<br />
Iâ€™ll hang it on you<br />
&nbsp;<br />
Take it as low as youâ€™ll go<br />
Low as youâ€™ll go<br />
Low as youâ€™ll go<br />
Low as youâ€™ll go</cite><br />
<strong>Foo Fighters- Low</strong> (One by One 2002)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Emogoblin</title>
		<link>http://www.neoprene.it/emogoblin/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2003 23:07:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[angst]]></category>
		<category><![CDATA[The Cure]]></category>

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		<description><![CDATA[
Whisper your name in an empty roomWhisper your name in an empty room
You brush past my skin
You brush past my skin
As soft as fur
As soft as fur
Taking hold
Taking hold
I taste your scent
I taste your scent
Distant noises
Distant noises
Other voices
Other voices
Pounding in my broken head
Pounding in my broken head
Commit the sin
Commit the sin
Commit yourself
Commit yourself
And all the [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-129"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/ch03.jpg" width="400" height="500" align="right" alt="emogoblin.jpg" title="commit a sin commit  a crime commit yourself" />Whisper your name in an empty room<br /><em>Whisper your name in an empty room</em><br />
You brush past my skin<br />
<em>You brush past my skin</em><br />
As soft as fur<br />
<em>As soft as fur</em><br />
Taking hold<br />
<em>Taking hold</em><br />
I taste your scent<br />
<em>I taste your scent</em><br />
Distant noises<br />
<em>Distant noises</em><br />
Other voices<br />
<em>Other voices</em><br />
Pounding in my broken head<br />
<em>Pounding in my broken head</em><br />
Commit the sin<br />
<em>Commit the sin</em><br />
Commit yourself<br />
<em>Commit yourself</em><br />
And all the other voices said<br />
<em>And all the other voices said</em><br />
Change your mind<br />
<em>Change your mind</em><br />
You&#8217;re always wrong<br />
<em>You&#8217;re always wrong</em><br />
Always wrong<br />
<em>Always wrong</em></p>
<p>Come around at christmas<br />
<em>Come around at christmas</em><br />
I really have to see you<br />
<em>I really have to see you</em><br />
Smile at me slyly<br />
<em>Smile at me slyly</em><br />
Another festive compromise<br />
<em>Another festive compromise</em><br />
But I live with desertion<br />
<em>But i live with desertion</em><br />
And eight million people<br />
<em>And eight million people</em><br />
Distant noises<br />
<em>Distant noises</em><br />
Of other voices<br />
<em>Of other voices</em><br />
Pulsing in my swinging arms<br />
<em>Pulsing in my swinging arms</em><br />
Caress the sound<br />
<em>Caress the sound</em><br />
So many dead<br />
<em>So many dead</em><br />
And all the other voices sing<br />
<em>And all the other voices sing</em><br />
Change your mind<br />
<em>Change your mind</em><br />
You&#8217;re always wrong<br />
<em>You&#8217;re always wrong</em></p>
<p><strong>The Cure &#8211; Other Voices</strong> (Faith-1983)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Werke Ohne Opuszahl 59</title>
		<link>http://www.neoprene.it/werke-ohne-opus-59/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2003 19:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[hope]]></category>
		<category><![CDATA[love]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sei la bambina imbronciata che guarda l&#8217;orizzonte, occhi tristi che riflettono il mare, quel mare che mi hai mostrato in fotografia con la spiaggia piccola dove si scende a fatica lungo il sentiero stretto dei cespugli.
Ho visto le nuvole scure nel cielo ed avrei voluto proteggerti dalla tempesta, portarti dove nulla ti possa fare male.
Sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-127"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/woo59.jpg" align="right" width="270" height="414" alt="child staring at the sea" title="Eninstein disse che Dio non gioca a dadi. Io nemmeno"/>Sei la bambina imbronciata che guarda l&#8217;orizzonte, occhi tristi che riflettono il mare, quel mare che mi hai mostrato in fotografia con la spiaggia piccola dove si scende a fatica lungo il sentiero stretto dei cespugli.<br />
Ho visto le nuvole scure nel cielo ed avrei voluto proteggerti dalla tempesta, portarti dove nulla ti possa fare male.<br />
Sei la bambina che ha dentro un mare cos&igrave; grande che non lo puoi trattenere; mi hai preso per mano lungo la discesa per mostrarmelo ed io mi sono avvicinato in silenzio come chi non sa nuotare.<br />
Quel mare &egrave; il tuo mare ed io che il mare l&#8217;ho davanti agli occhi tutti i giorni il mare non l&#8217;avevo visto mai.<br />
Sei la ragazza buffa che fa le smorfie guardando in camera, sorriso da cartone animato incroci gli occhi e mi prendi in giro e quando ti vedo cos&igrave; penso di aver trovato la tua canzone.<br />
Conosco a memoria le parole ma ancora non le dico perch&eacute; i desideri non si avverano se li dici a voce alta.<br />
Sei la donna dal trucco pesante ed il vestito leggero, maschera che non basta a nascondere il pulsare delle vene, la carne sensuale ed il calore della pelle e quando ti vedo cos&igrave; ho paura di te come la falena ha paura del fuoco.<br />
Sei il fiume in piena che mi ha travolto in una notte e non c&#8217;era bisogno di nient&#8217;altro.<br />
Sei deserti di silenzi carichi d&#8217;attesa e grevi di mistero come luoghi sconosciuti sotto i  cieli d&#8217;asia minore.<br />
Sei semplicemente complessa, intera e frantumata, in piedi nella penombra, con una domanda sopesa nello sguardo e le labbra nervose; non conosco che pochi frammenti di ci&ograve; che sei davvero e mentre guardo fuori so che da qualche parte, in qualche modo stai lavando via la pioggia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Alessandro era ebbro la notte che ordin&#242; l&#8217;incendio di Persepoli</title>
		<link>http://www.neoprene.it/alessandro-era-ebbro-la-notte-che-ordin-lincendio-di-persepoli/</link>
		<comments>http://www.neoprene.it/alessandro-era-ebbro-la-notte-che-ordin-lincendio-di-persepoli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2003 01:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[alcohol]]></category>
		<category><![CDATA[amour fou]]></category>
		<category><![CDATA[tremendismo]]></category>

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		<description><![CDATA[I&#8217;m sick of spending these lonely nights training myself not to care

Quante belle parole, mi danno il voltastomaco. Quante frasi ad effetto, quante pose maudit, ma fottetevi. Come dite? Anche questa &#232; una posa? Beh, credo di essermi fottuto comunque abbastanza spesso con le mie mani (rigorosamente con la destra) per dichiarare il pari.
Queste bizzarre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><cite>I&#8217;m sick of spending these lonely nights training myself not to care</cite></p>
<p><span id="more-125"></span></p>
<p><img src="/images/daggerb.jpg" width="277" height="358" align="right" alt="artwork by jan saudek" title="Is this a dagger which I see before me?" />Quante belle parole, mi danno il voltastomaco. Quante frasi ad effetto, quante pose <em>maudit</em>, ma fottetevi. Come dite? Anche questa &egrave; una posa? Beh, credo di essermi fottuto comunque abbastanza spesso con le mie mani (rigorosamente con la destra) per dichiarare il pari.<br />
Queste bizzarre coincidenze poi, non mi fanno sorridere nemmeno un po&#8217;.<br />
Siamo tutti alienati, recitiamo a soggetto.<br />
Vorrei convocare tutte le comparse per domattina alle sette, distribuirvi il soldo e dirvi di togliere il disturbo. Mi state rubando il palcoscenico e l&#8217;aria. Queste smanie da primadonna non mi fanno onore, certo, ma non importa. Avr&ograve; cura di rimuovere i passaggi incriminati dalla mia biografia rilegata in giallo stinto.</p>
<p>Alessandro era ebbro la notte che ordin&ograve; l&#8217;incendio di Persepoli, io ho sognato le mie labbra sulle tua costole amare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>El cobre no es una serpiente</title>
		<link>http://www.neoprene.it/el-cobre-no-es-una-serpiente/</link>
		<comments>http://www.neoprene.it/el-cobre-no-es-una-serpiente/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Oct 2003 20:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[humor]]></category>

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		<description><![CDATA[

p.s. se vi piacciono le vignette fate un butto qui
in altre nius, fate gli auguri allo zio Maffa
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-124"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/jolie.gif" width="288" height="584" alt="comic strip" title="my apologies to mr.Trudeau for borrowing his artwork" /><br />
p.s. se vi piacciono le vignette fate un butto <a href="http://www.livejournal.com/users/w_d/" target="_blank">qui</a></p>
<p>in altre nius, fate gli auguri allo zio Maffa</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nella cucina di un po&#8217; tutti proliferano gli insettucci&#8230;</title>
		<link>http://www.neoprene.it/nella-cucina-di-un-po-tutti-proliferano-gli-insettucci/</link>
		<comments>http://www.neoprene.it/nella-cucina-di-un-po-tutti-proliferano-gli-insettucci/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2003 00:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Deliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle ore 00:30 di ieri (di stanotte per i precisini di merda) mi sono alzato dalla mia postazione per andare a prendere un bicchiere d&#8217;acqua. All&#8217;improvviso ho scorto qualcosa di piccolo e scuro sul piano del lavandino. Era un piccolissimo fuochista, del tipo che infesta i bar facendo il suo regno delle macchine per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/images/tb_st.jpg" alt="i want you" title="i want you" align="left" />Alle ore 00:30 di ieri (di stanotte per i precisini di merda) mi sono alzato dalla mia postazione per andare a prendere un bicchiere d&#8217;acqua. All&#8217;improvviso ho scorto qualcosa di piccolo e scuro sul piano del lavandino. Era un piccolissimo fuochista, del tipo che infesta i bar facendo il suo regno delle macchine per il caff&egrave; e delle prese d&#8217;areazione dei macchinari.<br />
Scattato l&#8217;allarme massimo ho afferrato un pezzo di scottex e l&#8217;ho spiaccicato. Poi ho acceso fulmineamente al luce dell&#8217;angolo cucina ed &egrave; scoppiato il delirio.<br />
Improvvisamente era il fottuto pianeta Klendathu ed io ero il fottuto guardiamarina Johnny Rico solo che non mi scopavo la figa Dina Meyers e neppure il premio di consolazione la bruna Denise Richards. In compenso avevo almeno una mezza dozzina di piccoli sparsi sulla parete dietro il lavandino e con la coda dell&#8217;occhio ho scorto l&#8217;ombra di qualcosa di pi&ugrave; grande. La stramaledetta <em>hive-mother</em>. Ho compreso con la consapevolezza del condannato che il nucleo dell&#8217;invasione era il fornetto a microonde. L&#8217;<em>hive</em> doveva essere ormai infestato non mi restava che lanciare l&#8217;Exterminatus</p>
<p><span id="more-134"></span></p>
<p><img src="/images/strooper.jpg" alt="peraltro ho sempre preferito gli stones" title="peraltro ho sempre preferito gli stones" align="right" />Fermandomi solo per ricaricare mi sono dato alla caccia senza quartiere ad ogni singolo scout che osava avventurarsi fuori dalla protezione dell&#8217;hive strisicando da dietro la parete del micro.<br />
Questi piccoli, ciecamente stolti ed inarrestabili orrori sciamavano in piccoli gruppetti come <em>hormagaunt</em>. Arginata la prima ondata mi sono asciugato il sudore dalla fronte con l&#8217;avambraccio ed ho spostato con circospezione il micro. Le fessure d&#8217;areazione mi fissavano come le orbite vuote di un teschio ma io riuscivo quasi a percepire la vita immonda e sciamante che sicuramente si nascondeva al loro interno.</p>
<p>Ho girato il forno sul fianco uccidendo alcuni piccoli che si erano fatti fregare dalla mossa. Poi mi sono messo i guanti di gomma e recitando mantra di autocontrollo mi sono messo a lavare i piatti l&igrave; accanto tenendo sempre un occhio sulle prese d&#8217;areazione sapendo che prima o poi avrebbe accettato la sfida.<br />
Alla fine &egrave; uscita, marrone ed orrenda la pseudoblatta, l&#8217;<em>hive-mother</em>. Non sapremo mai se &egrave; arrivata da qualche bar nascondendosi nel carico o se sia risalita dalla finestra durante queste torride sere d&#8217;estate.<br />
Una leggenda inquietante vuole che il microonde, un ammaccatissimo residuo di un bar avesse gi&agrave; subito l&#8217;onta di un infestazione e che le uova al suo interno possano restare in una sorta di animazione sospesa in attesa di condizioni propizie, come accade talvolta, nelle estati pi&ugrave; calde.</p>
<p>In frenzy assoluta mi sono avventato sull&#8217;orrore xenomorfo riducendolo ad un oscena poltiglia.<br />
Ma non poteva certo essere sufficente. Mi sono vestito rapidamente e vincendo il disgusto ho sradicato il macchinario aspettandomi nuovi attacchi ma nulla &egrave; emerso dalle fessure.<br />
Mi sono solo vagamente reso conto di un insistente rumore oltre la finestra. Nella mezz&#8217;ora di furia si erano scatenati gli elementi.<br />
La pioggia che mi aveva irriso tutto il giorno facendomi girare con l&#8217;ombrello e causando un ingorgo di proporzioni bibliche nonostante, di fatto, non fosse caduta una goccia era arrivata sotto forma di cataratte divine.<br />
Incurante degli elementi ho trascinato fuori il pericoloso ed ormai condananto fardello ed ho chiamato l&#8217;ascensore.</p>
<p>Non prendo quasi mai l&#8217;ascensore anche se abito al quarto piano perch&eacute; quella macchina infernale ha la tendenza a bloccarsi almeno una volta al mese impigionando chi &egrave; cos&igrave; stolto da farne uso.<br />
Tuttavia negli ultimi giorni in cui mi sentivo vinto da un inspiegabile stanchezza delle membra e da una pi&ugrave; abituale vaghezza cerebrale ne avevo fatto uso sfidando la sorte. E cos&igrave; ho fatto anche stanotte.</p>
<p>Arrivato al piano terra mi si sono fatti incontro due ragazzoni biondi che non avevo mai visto prima. Erano inzupapti fradici ed uno dei due era torso nudo con la tshirt sulla spalla.<br />
Magari sono due papponi albanesi appena trasferitisi nel mio palazzo, magari sono una coppia gheis (<em>devo smetterla di guardare Will&#038;Grace, ma quanto &egrave; figa la roscia</em>?) ma nel mio delirio devo averli scambiati per Space Marine. Credo di aver fatto il saluto militare al primo mentre si scostava per farmi passare con il pericoloso fardello.</p>
<blockquote><p><strong>Adeptus albanism</strong>:<q>Signore c&#8217;&egrave; l&#8217;inferno l&agrave; fuori!</q> &#8211; l&#8217;altro annuiva in silenzio come un pretoriano<br />
<strong>Syn</strong>:<q>Fatevi da parte devo sbarazzarmi di questo ricettacolo d&#8217;infestazione sganciandolo nel M&aelig;lstrom o sar&agrave; la fine</q><br />
<strong>Adeptus2</strong>:<q>Le apro il portellone signore</q><br />
<strong>Syn</strong>:<q>Grazie, lasciate il portellone aperto e mettetevi in salvo</q><br />
<strong>A</strong>:<q>Praised be the emperor!*</q><br />
&nbsp;</p>
<p>*<small>dramatization: i fatti potrebbero non essersi svolti in questo modo</small>
</p></blockquote>
<p>Mi sono lanciato fuori nel m&aelig;lstrom sotto la pioggia scrosciante ed ho scaricato il microonde accanto ai bidoni della rumenta avendo cura di capovolgerlo in modo che la pioggia ne riempisse le feritoie rendendolo inutilizzabile per la maghrebanza tutta che come avvoltoi sarebbe calata alla fine della tempesta per depredarne la carcassa. Inoltre speravo che quell&#8217;olocausto di flutti potesse in qualche modo purificarne i meandri infetti.<br />
Tornato nell&#8217;atrio fradicio di pioggia ho cliccato il bottone dell&#8217;ascensore e mentre scendeva ho sentito un rumore sospetto e poi lo sbattere delle porte sconsolato che ne segnalava il guasto. Sono tornato su per le scale e quando ho rimesso piede in casa ha smesso di piovere. Il m&aelig;lstrom si era placato.</p>
<p>Ma l&#8217;Exterminatus non poteva dirsi concluso&#8230;</p>
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		<title>Everybody&#8217;s got an ego except me and my monkey</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2003 13:27:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[amour fou]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ci sono case vuote, disabitate da mesi, dove regna soltanto la polvere. Stanze deserte dove
non resta nulla, solo l&#8217;impercettbile traccia dell&#8217;odore delle foglie di t&#233;.
Ci sono case che non esistono pi&#249; soffocate da fiumi di inchiostro e carta bollata ammuffita.
C&#8217;&#232; chi crede che la soluzione ai problemi sia sempre e soltanto la fuga.
C&#8217;&#232; chi dimentica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-122"></span><!--noteaser--></p>
<p>Ci sono case vuote, disabitate da mesi, dove regna soltanto la polvere. Stanze deserte dove<br />
non resta nulla, solo l&#8217;impercettbile traccia dell&#8217;odore delle foglie di t&eacute;.<br />
Ci sono case che non esistono pi&ugrave; soffocate da fiumi di inchiostro e carta bollata ammuffita.<br />
C&#8217;&egrave; chi crede che la soluzione ai problemi sia sempre e soltanto la fuga.<br />
C&#8217;&egrave; chi dimentica. C&#8217;&egrave; chi proprio non ce la fa.<br />
Ci sono le note del piano di Monk a mezza via tra la parete e la punta delle dita.<br />
Ci sono microscopiche abrasioni in punti nascosti sotto la pelle.<br />
Ci sono parole mandate a memoria senza uno scopo preciso e rituali spogli di ogni misticismo.<br />
C&#8217;&egrave; una speranza sorda ed un&#8217;ansia cieca che giocano a dadi.<br />
C&#8217;&egrave; un bottino misero da spartirsi ed un fardello pesante dai lacci consunti.<br />
C&#8217;&egrave; chi arriva e guarda i commensali e senza neppure togliere il cappotto se ne va.<br />
Ci sono maschere di porcellana istoriata e parole dal suono affascinante che non significano nulla.<br />
Altro non c&#8217;&egrave;.<br />
<img src="/images/monk.jpg" alt="monkey and puppet" title="ignorance is bliss" width="400" height="322" /></p>
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		<title>Co.Co.Co.cocaine</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2003 21:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alcohol]]></category>
		<category><![CDATA[rant]]></category>
		<category><![CDATA[terziario avanzato]]></category>
		<category><![CDATA[web design]]></category>

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Ciao sono un Web Designer, una di quelle professioni che ti vergogni quasi a dirlo tanto pare una sparata per tirarsela un po&#8217;. Tanto vale dire sono un make-up artist che &#232; come un visagista solo un po&#8217; meno buliccio. Invece no, sono un Web Designer o meglio lo sarei se designassi un cazzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-121"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/html.jpg" alt="an ordinary webdesigner" title="c'&egrave; scritto: faccio codice in cambio di cibo. ridi ridi tua sorella stacca pompini in C.so Perrone. sostituisce tua madre mentre si lava i denti" align="left" width="280" height="320" />Ciao sono un Web Designer, una di quelle professioni che ti vergogni quasi a dirlo tanto pare una sparata per tirarsela un po&#8217;. Tanto vale dire sono un <em>make-up artist</em> che &egrave; come un visagista solo un po&#8217; meno buliccio. Invece no, sono un Web Designer o meglio lo sarei se <em>design</em>assi un cazzo di qualcosa (le cippe di minchia con l&#8217;indelebile sulla parete del cesso aziendale non contano <em>of course</em>), in realt&agrave; faccio la scimmia ammaestrata e smazzo quintali di codice a perdere senza neanche vedere se si tratta di aerei supersonici o pitali d&#8217;antiquariato.<br />Come in Matrix con la differenza che il cucchiaio esiste e ci mangio lo <em>yoghu</em></p>
<p>Mi piacerebbe cambiare, certo ma c&#8217;&egrave; grossa crisi, che in cinese significa cambiamento, opportunit&agrave; ed in genovese significa che non ci sono palanche. Io per&ograve; tengo duro. Ho avuto un&#8217;infanzia difficile, mio padre era un ufficiale e ci trasferivano di base in base ogni anno. Sono cresciuto a Camp Moron dove c&#8217;erano pi&ugrave; marmittoni che motorini e ci sono rimasto finche mio padre &egrave; stato trasferito nel golfo del Tonchino&#8230;<br />
no, un momento quella &egrave; la storia di Jim Morrison&#8230;<br />
Io ho avuto la tipica infanzia del cazzo di chi &egrave; cresciuto con i cartoni giapponesi tra la fine degli anni settanta ed i primi anni 80 e ritiene pertanto lecito piagare l&#8217;esistenza degli sfortunati suoi coetanei con spam mail su quanto erano belli quei cartoni. Ok, erano fighissimi per&ograve; mollatemi.</p>
<p>Dicevamo della crisi blah blah lavoro nuovo blah blah altisonante ma sbarazzino a sufficienza da sembrare una stronzata partorita da uno di quei generatori di terminologie fuffologiche random che si trovano su internet.</p>
<p><img src="/images/australia.jpg" alt="hamburger" title="cuntburger" align="right" width="164" height="146" />Ripensandoci, potrei fare il pubblicitario, il <em>copywriter</em>. Quelli specializzati a riempirvi la testa di stronzate tipo il gingle del chinotto con cui mi sono svegliato ieri mattina. Oppure come il fatto che tra i sette peccati capitali figurassero l&#8217;<em>avarizia</em> (in realt&agrave; sarebbe la <em>cupidigia</em> e si tratta di due cose semanticamente diverse) e soprattutto la <em>vendetta</em> (sic!).<br />
Per tacere delle bieche implicazioni subliminali del nuovo panino australiano di Macdonalds. S&igrave; quello con la figa sopra.</p>
<p>Manco a farlo apposta ho gi&agrave;  pronto uno <em>storyboard</em> di successo per la stagione estiva:</p>
<p>location casa di Picozza, arriva la simpatica <em>cumpa</em> per una serata di sano GDR, il Pic sempre inneffabile li accoglie con &#8220;<em>uei ciao ragazzi, prendetevi pure da bere in frigo ma ricordate</em>&#8221; &#8211; assume un&#8217;espressione seria che non gli compete &#8211; &#8220;<em>il mojito &egrave; solo mio</em>&#8220;. Sguardo d&#8217;intesa tra i pi&ugrave; smaliziati dei presenti (veeeery). Squilla il telefono e Pic va nell&#8217;altra stanza.<br />
Si apre il frigo e dalla ghiacciaia escono le bottigliette di mojito gi&agrave; pronto stile Bacardi Breezer ma senza retrogusto di Svelto che vengono distribuite tra i presenti.<br />
Si diffonde quel clima allegro e spensieratamente alcolico che fa tanto fiesta cubana. Pic ritorna e si ferma nel vano della porta della cucina, basito.<br />
&#8220;<em>Eh, ma siete delle merde&#8230;il mojito era mio</em>&#8221; inizia a lamentarsi, inaspettatamente suonano al campanello.<br />
Un sempre pi&ugrave; contrariato Pic apre la porta e tra lo stupore degli astanti entra col suo incedere maestoso ma da gran <em>beccio</em> un <strong>varano</strong>.<br />
Il rettile si ferma al centro della stanza e con voce alla Barry White (r.i.p) dice &#8220;eh no, <strong>il vero mojito &egrave; solo mio</strong>&#8220;.<br /><img src="/images/varano.jpg" alt="il mojito del varano" title="perch&eacute; il vero mojito &egrave; solo quello del varano" width="439" height="374" /></p>
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		<title>Whisky Sour</title>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2003 00:57:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[amour fou]]></category>
		<category><![CDATA[terziario avanzato]]></category>

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Si avverte nell&#8217;aria nell&#8217;istante stesso in cui parte la musica. Manca la poesia, questo &#232; vero, del gracchiare di statica del pick-up, quella sorta di vibrazione gonfia d&#8217;aspettativa come prima di sfilare le mutandine alla propria fidanzata del liceo, prima di abbassare il braccio meccanico e lasciare che la puntina scenda nel solco.
Il CD invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-119"></span><!--noteaser--></p>
<p>Si avverte nell&#8217;aria nell&#8217;istante stesso in cui parte la musica. Manca la poesia, questo &egrave; vero, del gracchiare di statica del pick-up, quella sorta di vibrazione gonfia d&#8217;aspettativa come prima di sfilare le mutandine alla propria fidanzata del liceo, prima di abbassare il braccio meccanico e lasciare che la puntina scenda nel solco.</p>
<p><img src="/images/only.jpg" width="480" height="259" alt="frozen heart" title="and now that i'm weary and i feel like i do" /><br />Il CD invece &egrave; freddo, sterile, come un&#8217;amante che trovi gi&agrave; nuda sul letto uscendo dalla doccia ma col tempo ci si abitua a tutto, anche al peggio ed il peggio non &egrave; certamente questo.<br />Si cerca di compensare, si campiona il vinile che gratta e scoppietta nei miei amplificatori da 80 watt, <em>so lo-fi and ohh so cool</em>.</p>
<p>Mi stendo sul divano, massaggio le tempie. Ho gli occhi pieni di spilli, forse potevo cercare di dormire pi&ugrave; di tre ore, forse &egrave; colpa del computer, forse non &egrave; nulla di tutto ci&ograve;.<br />
Qualcuno un tempo mi disse che ascoltare jazz <em>&egrave; sintomatico di terziario avanzato</em>, ma non porto pi&ugrave; la cravatta e neppure mi manca<br />
Apro la busta gialla e per un istante seguo le linee dorate. Non mi importa un cazzo della vostra carta di credito, non mi importa un cazzo di cosa potete offrirmi, di qualsiasi cosa mi venga costantemente offerta.<br />
Non mi serve nulla di tutto ci&ograve;.</p>
<p>Poi arriva la sua voce a trapassarmi le pareti del cranio cos&igrave; sottili e risonanti ed &egrave; subito piacere, &#8211; <em>oh Beth credo che potrei innamorarmi di una donna con questa voce (oh no, non di nuovo) </em>- mi strappa vene e tendini per suonarle come corde di violino. Lascio cadere la busta, come potrei concentrarmi? Come faccio a concentrarmi ogni giorno, a fare il mio numero da scimmia ammaestrata quando esiste questa voce e tutto il resto ?<br /> Ma non ora, non ancora.<br />Ti lascio fare Betty, portami via mentre si allungano le ombre.  Portami via da questa merda per un istante.<br />
Si accavallano le note mentre sciolgo i muscoli della schiena ma riesco a distinguere una nota di basso tra le altre (il sysadmin lass&ugrave; ha gran tempismo con le colonne sonore), &egrave; arivata posta.</p>
<p><cite>and It&#8217;s only you, who can tell me apart&#8230;</cite></p>
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