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set
26
2004

A mandala begs roots

di Harlequin  //  Blog, Journal  //  Commenti disabilitati

Quanto è grigia Milano a Settembre quando certi vuoti si fanno ingombranti.
Ho passato due ore a pensare ad altro cercando di distrarmi e puntualmente appena sceso dal treno ho voltato la testa nella tua direzione. Ovviamente non c’eri, come non c’eri allora in ritardo perenne, come non ci sei mai stata davvero in fondo.

Eppure quel movimento mi ha fatto più male di quanto potessi credere. Lo spazio vuoto davanti alla vetrina mi ha ferito quanto quell’ultima conversazione. Mi sono portato a casa un bagaglio di sensazioni ed una certezza.

Ci sono voci che tacciono da troppo tempo ed ora ho bisogno di ascoltarle, di lasciarle venire fuori a riempire lo spazio con la loro presenza familiare, con le loro storie che sono cocci di vetro sotto la pelle e punture di acido sotto la lingua.


It’s not like you to say sorry
I was waiting on a different story
This time I’m mistaken
for handing you a heart worth breaking
and I’ve been wrong, i’ve been down,
been to the bottom of every bottle
these five words in my head
scream porco dio che imbecille, addio

ago
16
2004

Mirror Mirror on the Floor…

di Harlequin  //  Blog, Journal  //  Commenti disabilitati

Seduto in postazione come Kreutzneuer assediato dall’acqua mentre aspetto che asciughi il pavimento non posso fare a meno di pensare come in fondo certe metafore siano appropriate. Solo pochi minuti fa stavo ancora raccogliendo i cocci di quella sera, grossi affilati pezzi di vetro finiti dietro il divano e sotto la torre dei cd e chissà ancora dove e qualcosa mi dice che ancora ne troverò nei mesi a venire, piccole schegge malevole pronte ad infilarsi sotto la pelle con la forza bruciante dei ricordo che non vorremmo più.
Adesso il pavimento è limpido, lucido, ma basterebbe poco a spezzare l’illusione, a rivelare le macchie di sangue e sudore
don’t come around here dancing barefoot anymore…
per certe macchie non basta la pioggia e la pioggia non è mai abbastanza eppure continuo ad invocarla, pioverà questa notte lo sento, in un modo o nell’altro…
avete mai fatto caso a quanto il vostro volto riflesso in una pozza assomigli a quello che avete scordato?

at last he pulled off, tears were running down in streams from her eyes like bitter milk on a mother’s breast. I’m scared, he said, and it all started slipping away.

ago
10
2004

So we’ll go nae more a-rowing

di Harlequin  //  Blog  //  Commenti disabilitati

La mia notte di San Lorenzo è fatta di stelle fosforesecenti incollate al soffitto, stelle di plastica così vicine da poterle sfiorare allungando il braccio,
come le fragole acerbe di un cielo che non mi appartiene più
stelle posticce che non possono esaudire alcun desiderio tranne uno che non è più così importante oramai…
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lug
28
2004

The Unbearable Frumiousness of Being

di Harlequin  //  Blog, Racconti  //  Commenti disabilitati

Uhm, ti va un daiquiri? – la guardo piegarsi leggermente in avanti ad aprire l’antina del mobile bar, quando si rialza tiene in mano due bicchieri ed uno shaker, fondo in acciaio, professionale.
Sono attrezzatissima sai? – osservo come la vestaglia leggera di cotone le scivola addosso sottolineando la curva dei seni piccoli ma ancora sodi, non ho bisogno di ricorrere all’immaginazione per farmene un’idea, il tessuto è impalpabile e comunque li ho già visti un mucchio di volte.

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lug
21
2004

water water everywhere

di Harlequin  //  Blog, Journal  //  Commenti disabilitati

Mi guardo riflesso nella parete di plexiglass blu e mi domando che cazzo ci faccio qui.
In realtà lo so e so benissimo che non dovrei esserci. Quando ho risposto al telefono lunedì ed ho sentito Buongiorno sono Sarcazzis della banca Mxxxxxxxx mi sono sentito mancare, nemmeno il tempo di rendermi conto che il mio conto non è alla Mxxxxxxx (“Noi siamo una banca commerciale, diversa dalle altre…”) e che non avevo nulla da temere ormai mi basta vedere un numero sconosciuto sul display del cellulare per sudare freddo.

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