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	<title>La Rupe di Sparta &#187; Deliri</title>
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	<description>nato per fustigare i mediocri</description>
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		<title>Nella cucina di un po&#8217; tutti proliferano gli insettucci&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2003 00:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Deliri]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle ore 00:30 di ieri (di stanotte per i precisini di merda) mi sono alzato dalla mia postazione per andare a prendere un bicchiere d&#8217;acqua. All&#8217;improvviso ho scorto qualcosa di piccolo e scuro sul piano del lavandino. Era un piccolissimo fuochista, del tipo che infesta i bar facendo il suo regno delle macchine per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/images/tb_st.jpg" alt="i want you" title="i want you" align="left" />Alle ore 00:30 di ieri (di stanotte per i precisini di merda) mi sono alzato dalla mia postazione per andare a prendere un bicchiere d&#8217;acqua. All&#8217;improvviso ho scorto qualcosa di piccolo e scuro sul piano del lavandino. Era un piccolissimo fuochista, del tipo che infesta i bar facendo il suo regno delle macchine per il caff&egrave; e delle prese d&#8217;areazione dei macchinari.<br />
Scattato l&#8217;allarme massimo ho afferrato un pezzo di scottex e l&#8217;ho spiaccicato. Poi ho acceso fulmineamente al luce dell&#8217;angolo cucina ed &egrave; scoppiato il delirio.<br />
Improvvisamente era il fottuto pianeta Klendathu ed io ero il fottuto guardiamarina Johnny Rico solo che non mi scopavo la figa Dina Meyers e neppure il premio di consolazione la bruna Denise Richards. In compenso avevo almeno una mezza dozzina di piccoli sparsi sulla parete dietro il lavandino e con la coda dell&#8217;occhio ho scorto l&#8217;ombra di qualcosa di pi&ugrave; grande. La stramaledetta <em>hive-mother</em>. Ho compreso con la consapevolezza del condannato che il nucleo dell&#8217;invasione era il fornetto a microonde. L&#8217;<em>hive</em> doveva essere ormai infestato non mi restava che lanciare l&#8217;Exterminatus</p>
<p><span id="more-134"></span></p>
<p><img src="/images/strooper.jpg" alt="peraltro ho sempre preferito gli stones" title="peraltro ho sempre preferito gli stones" align="right" />Fermandomi solo per ricaricare mi sono dato alla caccia senza quartiere ad ogni singolo scout che osava avventurarsi fuori dalla protezione dell&#8217;hive strisicando da dietro la parete del micro.<br />
Questi piccoli, ciecamente stolti ed inarrestabili orrori sciamavano in piccoli gruppetti come <em>hormagaunt</em>. Arginata la prima ondata mi sono asciugato il sudore dalla fronte con l&#8217;avambraccio ed ho spostato con circospezione il micro. Le fessure d&#8217;areazione mi fissavano come le orbite vuote di un teschio ma io riuscivo quasi a percepire la vita immonda e sciamante che sicuramente si nascondeva al loro interno.</p>
<p>Ho girato il forno sul fianco uccidendo alcuni piccoli che si erano fatti fregare dalla mossa. Poi mi sono messo i guanti di gomma e recitando mantra di autocontrollo mi sono messo a lavare i piatti l&igrave; accanto tenendo sempre un occhio sulle prese d&#8217;areazione sapendo che prima o poi avrebbe accettato la sfida.<br />
Alla fine &egrave; uscita, marrone ed orrenda la pseudoblatta, l&#8217;<em>hive-mother</em>. Non sapremo mai se &egrave; arrivata da qualche bar nascondendosi nel carico o se sia risalita dalla finestra durante queste torride sere d&#8217;estate.<br />
Una leggenda inquietante vuole che il microonde, un ammaccatissimo residuo di un bar avesse gi&agrave; subito l&#8217;onta di un infestazione e che le uova al suo interno possano restare in una sorta di animazione sospesa in attesa di condizioni propizie, come accade talvolta, nelle estati pi&ugrave; calde.</p>
<p>In frenzy assoluta mi sono avventato sull&#8217;orrore xenomorfo riducendolo ad un oscena poltiglia.<br />
Ma non poteva certo essere sufficente. Mi sono vestito rapidamente e vincendo il disgusto ho sradicato il macchinario aspettandomi nuovi attacchi ma nulla &egrave; emerso dalle fessure.<br />
Mi sono solo vagamente reso conto di un insistente rumore oltre la finestra. Nella mezz&#8217;ora di furia si erano scatenati gli elementi.<br />
La pioggia che mi aveva irriso tutto il giorno facendomi girare con l&#8217;ombrello e causando un ingorgo di proporzioni bibliche nonostante, di fatto, non fosse caduta una goccia era arrivata sotto forma di cataratte divine.<br />
Incurante degli elementi ho trascinato fuori il pericoloso ed ormai condananto fardello ed ho chiamato l&#8217;ascensore.</p>
<p>Non prendo quasi mai l&#8217;ascensore anche se abito al quarto piano perch&eacute; quella macchina infernale ha la tendenza a bloccarsi almeno una volta al mese impigionando chi &egrave; cos&igrave; stolto da farne uso.<br />
Tuttavia negli ultimi giorni in cui mi sentivo vinto da un inspiegabile stanchezza delle membra e da una pi&ugrave; abituale vaghezza cerebrale ne avevo fatto uso sfidando la sorte. E cos&igrave; ho fatto anche stanotte.</p>
<p>Arrivato al piano terra mi si sono fatti incontro due ragazzoni biondi che non avevo mai visto prima. Erano inzupapti fradici ed uno dei due era torso nudo con la tshirt sulla spalla.<br />
Magari sono due papponi albanesi appena trasferitisi nel mio palazzo, magari sono una coppia gheis (<em>devo smetterla di guardare Will&#038;Grace, ma quanto &egrave; figa la roscia</em>?) ma nel mio delirio devo averli scambiati per Space Marine. Credo di aver fatto il saluto militare al primo mentre si scostava per farmi passare con il pericoloso fardello.</p>
<blockquote><p><strong>Adeptus albanism</strong>:<q>Signore c&#8217;&egrave; l&#8217;inferno l&agrave; fuori!</q> &#8211; l&#8217;altro annuiva in silenzio come un pretoriano<br />
<strong>Syn</strong>:<q>Fatevi da parte devo sbarazzarmi di questo ricettacolo d&#8217;infestazione sganciandolo nel M&aelig;lstrom o sar&agrave; la fine</q><br />
<strong>Adeptus2</strong>:<q>Le apro il portellone signore</q><br />
<strong>Syn</strong>:<q>Grazie, lasciate il portellone aperto e mettetevi in salvo</q><br />
<strong>A</strong>:<q>Praised be the emperor!*</q><br />
&nbsp;</p>
<p>*<small>dramatization: i fatti potrebbero non essersi svolti in questo modo</small>
</p></blockquote>
<p>Mi sono lanciato fuori nel m&aelig;lstrom sotto la pioggia scrosciante ed ho scaricato il microonde accanto ai bidoni della rumenta avendo cura di capovolgerlo in modo che la pioggia ne riempisse le feritoie rendendolo inutilizzabile per la maghrebanza tutta che come avvoltoi sarebbe calata alla fine della tempesta per depredarne la carcassa. Inoltre speravo che quell&#8217;olocausto di flutti potesse in qualche modo purificarne i meandri infetti.<br />
Tornato nell&#8217;atrio fradicio di pioggia ho cliccato il bottone dell&#8217;ascensore e mentre scendeva ho sentito un rumore sospetto e poi lo sbattere delle porte sconsolato che ne segnalava il guasto. Sono tornato su per le scale e quando ho rimesso piede in casa ha smesso di piovere. Il m&aelig;lstrom si era placato.</p>
<p>Ma l&#8217;Exterminatus non poteva dirsi concluso&#8230;</p>
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		<title>Un amore di carta di riso</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jan 2003 00:26:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri]]></category>
		<category><![CDATA[Fiction]]></category>
		<category><![CDATA[love]]></category>

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		<description><![CDATA[La pioggia cadeva incessante fuori dalle finestre del palazzo dell&#8217;imperatore.
Il fossato scavato di fresco si andava riempiendo goccia a goccia andando ad alimentare  mille rigagnoli che confluivano molto pi&#249; in basso nel tumultuoso fiume sotterraneo.
L&#8217;uomo appoggiato al pannello spingeva lo sguardo oltre la superficie increspata dello stagno
cercando di penetrarla e scorgere le carpe ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La pioggia cadeva incessante fuori dalle finestre del palazzo dell&#8217;imperatore.<br />
Il fossato scavato di fresco si andava riempiendo goccia a goccia andando ad alimentare  mille rigagnoli che confluivano molto pi&ugrave; in basso nel tumultuoso fiume sotterraneo.<br />
L&#8217;uomo appoggiato al pannello spingeva lo sguardo oltre la superficie increspata dello stagno<br />
cercando di penetrarla e scorgere le carpe ben nascoste sul fondo limaccioso dove l&#8217;acqua era ferma e sicura.<br />
&#8220;Anche voi&#8221; pens&ograve; Kublah &#8220;rifuggite la mia malinconia, amiche dalla testa metallica&#8221;.</p>
<p><span id="more-101"></span></p>
<p><img src="/images/riso.jpg" width="169" height="519" align="left" alt="this is ground control to Major Tom" title="this is ground control to Major Tom" />Il vasto palazzo sembrava disabitato, nessun servitore da giorni osava avvicinarsi all&#8217;imperatore per paura dei suoi improvvisi sbalzi d&#8217;umore. Nessuno osava avvicinarsi eppure tutti da distante lo osservavano dietro i pannelli scorrevoli e le porte trabocchetto.<br />
Quando Kublah cadeva sfinito sul giaciglio, solitamente poco prima del sorgere del sole, provvedevano a sistemare nelle sue stanze vassoi di provviste e bevande rinfrescanti ed abiti nuovi e puliti.<br />
Tuttavia Kublah non abbandonava mai la sua vestaglia di seta pesante e ricamata; passava ore a guardare fuori dalla finestra oppure adagiato sui cuscini come in preda ad uno stupore ovattato. La sua mente andava ai giorni delle conquiste ormai passati e si vedeva cavalcare lungo le steppe sconfinate seguito dai suoi cavalieri vestiti di seta e d&#8217;acciaio. Si vedeva affondare nella neve livida sotto lune straniere e si sentiva ancora giovane e forte.<br />
Molto pi&ugrave; spesso, semplicemente, la sua mente andava al suo usignolo argentato, il suo tesoro perduto.<br />
La sua gabbia aperta era rimasta nella sua stanza come un monito imperituro della caducit&agrave; del suo potere.<br />
Possedeva terre e ricchezze oltre ogni dire, poteva fare saltare una testa con un gesto annoiato, eppure non era stato capace di tenere con s&eacute; un piccolo uccellino.</p>
<p>Mentre rimuginava su questa situazione fu ridestato da una vibrazione argentina nell&#8217;aria della stanza. Presto gli fu chiara la fonte di questo suono, era Lynn-mei, la pi&ugrave; fedele tra i suoi servitori, venuta a suonare il <em>guzheng</em> per alleviare la sua pena.<br />
L&#8217;imperatore si volt&ograve; a guardarla e non si sorprese di vederla l&igrave; dove era solita sedere con la cetra in grembo. I capelli bianchissimi che parevano tessuti nel latte di capra le scendevano in due ciuffi dritti e paralleli ad incorniciare un ovale di perla in cui spiccavano due mandorle color del topazio. Parlava raramente ma spesso cantava e quella sera cant&ograve; per lui con voce ferma ed armoniosa.<br />
Gli cant&ograve; del lago di Hali in cui si specchiavano le lune gemelle e dei porti dell&#8217;occidente battuti dal vento. Gli cant&ograve; di un imperatore saggio che aveva perduto il suo usignolo con la prima brezza dell&#8217;anno nuovo e di un imperatore scellerato che non si dava pace.<br />
Gli cant&ograve; di come ogni usignolo sia nato per volare libero fuori dai confini angusti di una gabbia ancorch&eacute; preziosa e sicura.<br />
Gli cant&ograve; infine di come l&#8217;usignolo era salito in cielo e si poteva scorgere tra le stelle della sera. A guardare bene c&#8217;era un filo argentato che lo teneva sempre legato all&#8217;imperatore. L&#8217;usignolo poteva andare dove voleva ma non si sarebbe mai perso nel freddo siderale.<br />
L&#8217;imperatore saggio aveva aperto la sua gabbia e lasciato che il destino seguisse il suo corso e l&#8217;imperatore scellerato non poteva fare nulla per cambiarlo.</p>
<p>Kublah prese un dattero intriso di oppio dal vassoio e si rimise a guardare fuori dalla finestra. La tempesta pareva essersi placata e le stelle brillavano tremule nell&#8217;oscurit&agrave;. Chiuse gli occhi e lasci&ograve; che una lacrima gli segnasse il volto mentre il palazzo si inclinava sul suo asse sotto la spinta dei razzi propulsori e si allontanava dall&#8217;orbita planetaria.</p>
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		<title>Another insignificance</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jan 2003 23:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[forse non ve ne siete accorti ma non importa un cazzo a nessuno. di chi siete, cosa fate, cosa pensate cosa scrivete, cosa volete, cosa provate. vedono solo quello che vogliono vedere, quando lo vogliono vedere, se lo vogliono vedere. forse non ve ne siete accorti ma è; tutto fottutamente inutile, qualsiasi cosa facciate, per quanto bravi crediate di essere. è tutto inutile, inutile, inutile]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-100"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/lena.jpg" width="250" height="534" align="right" alt="forse non ve ne siete accorti ma non importa un cazzo a nessuno" title="forse non ve ne siete accorti ma non importa un cazzo a nessuno" longdesc="forse non ve ne siete accorti ma non importa un cazzo a nessuno. di chi siete, cosa fate, cosa pensate cosa scrivete, cosa volete, cosa provate. vedono solo quello che vogliono vedere, quando lo vogliono vedere, se lo vogliono vedere. forse non ve ne siete accorti ma &egrave; tutto fottutamente inutile, qualsiasi cosa facciate, per quanto bravi crediate di essere. &egrave; tutto inutile, inutile, inutile." /></p>
<p align="justify">Lorem ipsum dolor sit amet, consectetuer adipiscing elit. Proin aliquet dui eget libero. Nullam purus nibh, vehicula id, congue ac, cursus a, mi. Donec sed arcu molestie wisi commodo sodales. Maecenas arcu. Sed vulputate ante. Aenean sit amet arcu. Donec molestie, velit quis tincidunt fringilla, purus turpis dignissim diam, quis ultricies tortor purus vitae pede. Pellentesque tincidunt, tortor id porta interdum, lorem dui blandit leo, at rhoncus ante libero quis turpis. Vestibulum sodales libero id pede. Nunc bibendum, elit nec adipiscing ultricies, nunc lectus blandit dui, at tincidunt urna lacus at sem. Maecenas vestibulum, felis in iaculis adipiscing, elit eros cursus erat, eget tincidunt lectus lorem sed eros. Aliquam sit amet orci in eros tristique<br />
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<p align="justify">Duis vitae est eget lorem porttitor ornare. Etiam felis sapien, convallis quis, euismod vitae, nonummy quis, orci. Integer congue eleifend nulla. Cum sociis natoque penatibus et magnis dis parturient montes, nascetur ridiculus mus. Integer in lectus. Donec quam. Morbi cursus posuere odio. Nam semper aliquam diam. Mauris viverra neque ac nulla. Nulla facilisi. Vivamus elit odio, porttitor eget, lobortis ut, blandit quis, dui.</p>
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		<title>AAA nuova ossessione cercasi</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jul 2002 21:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[



Mordimi. Tagliami. Mesci tequila e sale sulle mie ferite aperte.Offendimi. Colpiscimi. Fammi sentire vivo. Uccidimi
&#60;can you speak my language can you ?&#62;
Dea Kumari, meretrice e bambina
pugnali di perla dietro labbra di corallo
accetta in sacrificio queste vene,
danza al suono dei miei nervi scoperti
&#60;can you follow my rhymes can you ?&#62;

Ascoltami. Uccidimi. Scopami.
Uccidimi. Uccidimi. Uccidimi.
&#60;would you please [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-74"></span><!--noteaser--></p>
<table width="542" style="background-image: url(/images/obsession.jpg); background-repeat: no-repeat; background-position: top left;">
<tr>
<td align="left" valign="top">
<p><span style="color:#000;">Mordimi. Tagliami. Mesci tequila e sale sulle mie ferite aperte.<br />Offendimi. Colpiscimi. Fammi sentire vivo. Uccidimi<br />
&lt;<i>can you speak my language can you ?</i>&gt;</span></p>
<p><span style="color:#000;">Dea Kumari, meretrice e bambina<br />
pugnali di perla dietro labbra di corallo<br />
accetta in sacrificio queste vene,<br />
danza al suono dei miei nervi scoperti<br />
&lt;<i>can you follow my rhymes can you ?</i>&gt;</span></p>
<p><span style="color:#000;"><br />
Ascoltami. Uccidimi. Scopami.<br />
Uccidimi. Uccidimi. Uccidimi.<br />
&lt;<i>would you please kill me wouldn&#8217;t you ?</i>&gt;</span></p>
<p><span style="color:#000;"><br />
Ho voglia di sfregiare questa tela<br />
macchiata di troppo candore</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</td>
</tr>
</table>
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		<title>Im wundersch&#246;nen Monat Mai</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2002 00:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri]]></category>
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		<category><![CDATA[T.S. Eliot]]></category>
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Era il Maggio odoroso, almeno cos&#236; credo o forse &#232; semplicemente oggi la primavera intravista nel fotogramma successivo a quest&#8217;istante eternamente imperfetto dove il  cielo si &#232; ossidato in bizzarre alchemie e vapori di cromo.
Era il mese delle rose o  almeno cos&#236; credo, ho perso ogni cognizione del tempo, conosco solo fiori di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-58"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/mayqueen.jpg" align="left" width="140" height="330" alt="may queen" title="i would kiss you , i would kiss, you, i would kiss you, forever on a night like this" />Era il Maggio odoroso, almeno cos&igrave; credo o forse &egrave; semplicemente oggi la primavera intravista nel fotogramma successivo a quest&#8217;istante eternamente imperfetto dove il  cielo si &egrave; ossidato in bizzarre alchemie e vapori di cromo.</p>
<p>Era il mese delle rose o  almeno cos&igrave; credo, ho perso ogni cognizione del tempo, conosco solo fiori di sangue che sbocciano sulla mia pelle, vergogna e vanto di questo giardino mutilato</p>
<p><cite>&#8230;I want roses in my garden bower; dig?&#8230;</cite></p>
<p>Esacromia e lamette per la folla affamata.<br />
Il tempo ha in s&eacute; una qualit&agrave; sottile; avessi conosciuto il pudore avrei potuto trattenere lo squarcio sinch&egrave; era ampio abbastanza da misurarlo a braccia ma mi si &egrave; cristallizzato dentro questo amore scellerato che hai rispedito al mittente come un dono non gradito.<br />L&#8217;ho cesellato minuziosamente sino a renderlo liscio, immacolato.</p>
<p>Credere nel tuo disprezzo &egrave; ormai solo un costrutto fittizio, un delirio di onnipotenza. Il mio premio &egrave; l&#8217;indifferenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><cite>&#8216;You gave me hyacinths first a year ago;<br />
They called me the hyacinth girl.&#8217;<br />
&#8211;Yet when we came back, late, from the hyacinth garden,<br />
Your arms full and your hair wet, I could not<br />
Speak, and my eyes failed, I was neither<br />
Living nor dead, and I knew nothing,<br />
Looking into the heart of light, the silence.</cite></p>
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		<title>Whitenoise</title>
		<link>http://www.neoprene.it/whitenoise/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2002 17:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maffa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;era come un esperimento dissennato di darwinismo sociale, concepito da un ricercatore annoiato che tenesse premuto il pulsante di avanti veloce. Smetti un attimo di farti largo a spintoni, e affonteresti senza lasciar traccia; muoviti un po&#8217; troppo velocemente, e finiresti per spezzare la fragile tensione superficiale (&#8230;); in entrambi i casi spariresti senza lasciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8230;era come un esperimento dissennato di darwinismo sociale, concepito da un ricercatore annoiato che tenesse premuto il pulsante di avanti veloce. Smetti un attimo di farti largo a spintoni, e affonteresti senza lasciar traccia; muoviti un po&#8217; troppo velocemente, e finiresti per spezzare la fragile tensione superficiale (&#8230;); in entrambi i casi spariresti senza lasciare traccia&#8230;</em></p>
<p><span id="more-54"></span></p>
<p>Gente che ride, gente che ride. Cazzo ti ridi, vien da pensare, che hai mille problemi, lo vedo che non sei contenta, che sei facciata. Stupidissimi chabot a punta pitonati gialli sotto stupidissimi pantaloni slavati bluette, stupidissimi come ce l&#8217;hanno migliaia di altre sciacquette come te in tutta Milano. Ahahahahahahahah, te la ridi. Che ti ridi? Ma cosa ridi? Ti vedi camiciola bianca sotto il golfino, le punte del colletto che t&#8217;arrivano sotto le ascelle deodorate. Uscite tutte uguali da quelle boutique? Non c&#8217;&egrave; un cazzo di commesso che ha piet&agrave; di voi, magre, grasse, medie, piatte, tettone, che vi dice che non vi pu&ograve; vendere quel completino perch&egrave; ne ha venduti troppi uguali oggi? Non vi chiede per favore di passare domani, che magari c&#8217;&egrave; qualcos&#8217;altro, almeno di un altro colore? Ahahahahaahahah<br />
AHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAH. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.</p>
<p><img src="/images/whitenoise.jpg" width="200" height="150" alt="white noise" title="white noise" /></p>
<p>Il cielo l&agrave; fuori &egrave; grigio scuro come lo schermo di un televisore fuori sintonia. E se hai la testa dentro il cappuccio della felpa, riesci anche a sentire il rumore bianco. Ne vale la pena, la maggior parte delle volte, in citt&agrave; non c&#8217;&egrave; molto che valga la pena di sentire casualmente. Chiacchiere casuali, a volte musica da dentro i negozi &agrave;-la-page; ma &egrave; niente in confronto al traffico, l&#8217;onnipresente traffico. Un flusso continuo di gente che va e va (ma che vada, per&ograve;). E allora metti la testa dentro il cappuccio, che &egrave; un po&#8217; come appoggiare l&#8217;orecchio sulla conchiglia, l&#8217;effetto &egrave; pi&ugrave; o meno quello: rumore bianco.</p>
<p>Capita di essere frastornati, di essere feriti dall&#8217;elevato contrasto di un monitor, per ore e ore nella propria giornata. E a fine giornata ci si sente come se un gas si agitasse dietro la faccia, un gas denso che si sposta lento da una parte all&#8217;altra. Chiudi gli occhi, vedi il rumore bianco, senti il rumore bianco, vorresti magari anche toccarlo, abbracciarlo, perch&eacute; no, questo qualcosa neutro, riposante, defatigante, droga sinestetica che ti riporta all&#8217;Uno.</p>
<p>Il rumore bianco. Sublime sinestesia. Perch&egrave; bianco. Perch&egrave; &egrave; la somma di tutti i rumori, verrebbe da rispondersi. Tutti i rumori che si zittiscono a vicenda, shhh shhh, cercando un po&#8217; di quiete dentro la conchiglia. o dentro il mio cappuccio. O dentro la coclea dentro il mio cappuccio. Zitti, zitti. Shhhhhhhh. &Egrave; il rumore bianco.<br />
<strong>Shhhhhhhhhhhhhhhhhh.</strong></p>
<p></p>
<p>La pace nel nirvana di questo inverno muto.</p>
<p></p>
<p>Un cerchio nero su un campo bianco.</p>
<p></p>
<p>Rumore bianco.</p>
<p></p>
<p>Shhhhhh.</p>
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		<title>A cena con la scimmia</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2002 19:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri]]></category>
		<category><![CDATA[Other Voices]]></category>
		<category><![CDATA[alcohol]]></category>
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		<description><![CDATA[

grandangolo virtuale su situazione banale. una ragazza scrive cazzate seduta a un cazzo di tavolo di merda puttana deformate dalla rabbia escono distorte di distorsioni empatiche ematiche emicraniche masturbatorie le mie seghe mentali.
locali disfunzioni e metastasi dell&#8217;anima bianca e sua successiva clonazione istruzione perfezione e distruzione
il fumo spinto la mano lentissima traccia segni tra scorze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-46"></span><br />
<!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/notliving.gif" alt="NOT LIVING JUST KILLING TIME" title="NOT LIVING JUST KILLING TIME" align="left" /><span style="font-family:courier new; font-size:11px;">grandangolo virtuale su situazione banale. una ragazza scrive cazzate seduta a un cazzo di tavolo di merda puttana deformate dalla rabbia escono distorte di distorsioni empatiche ematiche emicraniche masturbatorie le mie seghe mentali.</span></p>
<p><span style="font-family:courier new; font-size:11px;"><em>locali disfunzioni e metastasi dell&#8217;anima bianca e sua successiva clonazione istruzione perfezione e distruzione</em></span></p>
<p><span style="font-family:courier new; font-size:11px;">il fumo spinto la mano lentissima traccia segni tra scorze di giorni lasciati a marcire e io sto semplicemente sola senza possibilit&agrave; di condividere di esternare di esportare questo stato di emergenza e profumo di inchiostro e mani amputate e luci fredde non hanno il potere di distogliere il mio sguardo mentale dal tuo io luminoso e carnale, come alcol rosa in bocce di vetro chiaro vetro scuro appese in fila al muro come dopo l&#8217;esecuzione capitale dei tempi immemori in cui chiudevo me dentro questa culla immobile questo viaggio instabile di luci e di sadismi sonnolenti, lasciami pregare per questa malia negra per questa danza lubrica per questo coltello che unisce sottilmente le fila della nostra quintessenza</span></p>
<p><span style="font-family:courier new; font-size:11px;">il mio signore mio dio mi ricatta e giunge a me attraverso mani alate che stringono cappi eterni e terribili</span></p>
<p><span style="font-family:courier new; font-size:11px;">dolore fisico liberami dalla mia spiritualitÃ  invadente angelo settoriale dalle lunghe dita squarcianti</span></p>
<p><span style="font-family:courier new; font-size:11px;">trapassa questo foglio il desiderio della mia parola, che ti giunga portata da scarabei stercorari, ambiziosa e ride e bercia convinta della propria verosimiglianza interiore all&#8217;esterno incoerente e ostinata e silente e solitaria priva di sferica serica verosimiglianza storica arcaica, penetra in profonditÃ  con la grazia subitanea e subliminale del rasoio</span></p>
<p><span style="font-family:courier new; font-size:11px;">il contatto freddo del metallo male affilato riporta alla realtÃ  la dormiente, un carico sulle spalle di parole inutili e immemori come sassi in fondo al pozzo della mia coscienza ubriaca.</span></p>
</div>
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		<title>Love bites</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2002 14:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri]]></category>
		<category><![CDATA[amour fou]]></category>
		<category><![CDATA[tremendismo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Finisco sempre qui. Confuso e tremante. Mi sono seduto in disparte ad osservarti in silenzio mentre brillavi  in mezzo agli altri e ti godevi la tua fetta di palcoscenico, corteggiata ed ammirata come &#232; giusto che sia.
Ho ingoiato ogni battuta amara ed ho pianto le mie lacrime in silenzio soddisfando ogni impulso masochista dentro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-45"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/sofar.jpg" width="245" height="207" align="right" alt="how did you get so sick?" title="how did you get so sick?" />Finisco sempre qui. Confuso e tremante. Mi sono seduto in disparte ad osservarti in silenzio mentre brillavi  in mezzo agli altri e ti godevi la tua fetta di palcoscenico, corteggiata ed ammirata come &egrave; giusto che sia.</p>
<p>Ho ingoiato ogni battuta amara ed ho pianto le mie lacrime in silenzio soddisfando ogni impulso masochista dentro di me. Ti inseguir&ograve; per sempre, come tu inseguirai qualcun altro, come cani rabbiosi in una giostra insensata. Le distanza rimangono costanti, immutabili. Non mi permetterai mai pi&ugrave; di colmare il vuoto tra di noi. Sono solo un ricordo fastidioso ed imbarazzante, nessuno di noi ha mai desiderato che questo accadesse.</p>
<p>Il rimorso, la colpa.<br />Non c&#8217;&egrave; nessuna colpa e la colpa &egrave; solo mia.</p>
<p>Siamo tutti dischi abrasivi e ci facciamo male l&#8217;un l&#8217;altro per il solo fatto di esistere.<br />
Non ero mai stato cos&igrave; felice. Non avevo mai sofferto cos&igrave; tanto.<br />
Probabilmente non avevo mai vissuto.<br />Ora che l&#8217;ho fatto trovo pi&ugrave; allettanti altre prospettive.</p>
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		<title>So What?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2002 21:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri]]></category>
		<category><![CDATA[alcohol]]></category>
		<category><![CDATA[amour fou]]></category>
		<category><![CDATA[angst]]></category>
		<category><![CDATA[The Cure]]></category>

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		<description><![CDATA[
Cake icing and decorating set
Special offerOnly 3 pound 30Save 1 pound 52 on recommended retail price
Give your cakes and pies a professional lookWith this superbDecorating set
I&#8217;m not meant to be hereBut so what?And nobody&#8217;s
Nobody&#8217;s taken your placeNobody&#8217;s taken your place
Each set includesA turntableA nine inch icing bagWith six high definition nozzles and adaptorWith a fifteen [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-42"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/cabine_uk.jpg"  width="237" height="320" align="right" alt="le parole di cameron" title="le parole di cameron" />Cake icing and decorating set<br />
Special offer<br />Only 3 pound 30<br />Save 1 pound 52 on recommended retail price<br />
Give your cakes and pies a professional look<br />With this superb<br />Decorating set</p>
<p>I&#8217;m not meant to be here<br />But so what?<br />And nobody&#8217;s<br />
Nobody&#8217;s taken your place<br /><strong>Nobody&#8217;s taken your place</strong></p>
<p>Each set includes<br />A turntable<br />A nine inch icing bag<br />With six high definition nozzles and adaptor<br />With a fifteen inch food decorating bag<br />
With three piping nozzles<br />Please send off this leaflet<br />Post it today</p>
<p><strong>And if you knew<br />Nothing could replace you<br />If you were sane<br />
Your heart wouldn&#8217;t ache<br />But so what?</strong><br />So what?<br />
So what?</p>
<p>Order now<br />Allow twenty one days<br />For deliver<br />This offer closes<br />
31st December 1979</p>
<p>British sugar bureau<br />When I told you what I<br />And I</p>
<p>And I wouldn&#8217;t ask you to pretend<br />That we were one<br />And still another time<br />Forget all the lies <strong>forgive me the wounds</strong><br />
And all the world was used to love<br />And yes we&#8217;d still be happy in another time<br />
But so what?<br />So what?</p>
<p>So please send me icing and decorating sets<br />I enclose a cheque and postal order number</p>
<p>So what?<br />So what?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sogni di Mercurio</title>
		<link>http://www.neoprene.it/sogni-di-mercurio/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Feb 2002 21:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Harlequin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri]]></category>
		<category><![CDATA[Fiction]]></category>
		<category><![CDATA[amour fou]]></category>
		<category><![CDATA[angst]]></category>
		<category><![CDATA[bad poetry]]></category>
		<category><![CDATA[cyberpunk]]></category>
		<category><![CDATA[death]]></category>
		<category><![CDATA[dreaming]]></category>
		<category><![CDATA[suicide]]></category>
		<category><![CDATA[Zena]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il canto modulato del muezzin lo strapp&#242; alla sua reverie costringendolo a sentire il vento pungente sferzargli il viso.
Tuttosommato  la vista non era pessima, l&#8217;orizzonte incendiato dal tramonto valeva la pena di un po&#8217; di grecale e poco importava che ad incendiarlo fosse una fiamma chimica.
La citt&#224; pareva meno meschina vista dall&#8217;alto ed il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-41"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/death_believe.gif" alt="verr&agrave; la morte ed avr&agrave; i tuoi occhi" title="verr&agrave; la morte ed avr&agrave; i tuoi occhi" width="349" height="246" align="right" />Il canto modulato del muezzin lo strapp&ograve; alla sua <em>reverie</em> costringendolo a sentire il vento pungente sferzargli il viso.<br />
Tuttosommato  la vista non era pessima, l&#8217;orizzonte incendiato dal tramonto valeva la pena di un po&#8217; di grecale e poco importava che ad incendiarlo fosse una fiamma chimica.<br />
La citt&agrave; pareva meno meschina vista dall&#8217;alto ed il mare verde e profondo come  in una vecchia canzone.</p>
<p>Solo un piccolo salto.</p>
<p><cite>&#8220;Nothing of him that doth fade<br />but doth suffer a sea-change<br />
into something rich and strange.&#8221;</cite></p>
<p>Un piccolo salto.<br />Le parole del muezzin risuonavano metalliche rimandate dai molti speaker posizionati strategicamente, allah &egrave; grande ed in ogni luogo ma un subwoofer  non avrebbe certamente sminuito la sua gloria.<br />
A levante il vessillo di San Giorgio sventolava sulla Grimaldina, due gradi ad est un videowall ricordava ai pi&ugrave; che c&#8217;era sempre tempo per terminare gli studi universitari, con un piccolo aiuto, nel frattempo mancavano circa otto minuti alla pioggia acida.</p>
<p>Annot&ograve; mentalmente come da tempo i momenti di maggiore soddisfazione li vivesse in comodi pacchetti da otto minuti, come gli otto minuti di sonno senza sogni che si concedeva al mattino. Un sonno piatto e asettico. Senza sogni di mercurio.</p>
<p>Chiuse le palpebre e lasci&ograve; che la sua mente si sintonizzasse sulla danzatrice nella sua testa. Nell&#8217;oscurit&agrave; gli si fecero subito incontro i suoi occhi.</p>
<p><cite>verr&agrave; la morte ed avr&agrave; i tuoi occhi</cite></p>
<p>quegli occhi di grigio ed iridio che mi tolgono il fiato ogni volta che mi ritrovo qui, prigioniero della mia ossessione, ossessione che scivola sotto pelle, pesante e sinuosa, mi fiacca le membra, fa tremare le vene e lentamente mi avvelena mentre faccio sogni di mercurio.</p>
<p><cite>Castelli di sale i miei<br />occhi<br />artigliati i tuoi<br />e non c&#8217;&egrave; cono d&#8217;ombra dove nascondersi.<br />Ratti,<br />nelle crepe del tempo,<br />consumiamo l&#8217;attesa</cite></p>
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