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	<title>Neoprene &#187; Other Voices</title>
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	<description>nato per fustigare i mediocri</description>
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		<title>Oni padme parimpam p&#249;</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jan 2004 21:33:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maffa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[amarcord]]></category>
		<category><![CDATA[dreaming]]></category>
		<category><![CDATA[the world]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra l&#8217;eco di conchiglie trombe campanefragore di tamburi di piattiLo sgretolarsi tremolante dei gong

A volte ricordo i sogni. Pi&#249; raramente, questi sogni valgono la pena di essere<a href="http://www.neoprene.it/oni-padme-parimpam-pu/">[continua...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/images/lagobiancoweb.jpg" width="250" height="158" alt="see the world" title="see the world" /><br /><em>Tra l&#8217;eco di conchiglie trombe campane<br />fragore di tamburi di piatti<br />Lo sgretolarsi tremolante dei gong</em></p>
<p><span id="more-131"></span></p>
<p>A volte ricordo i sogni. Pi&ugrave; raramente, questi sogni valgono la pena di essere raccontati.</p>
<p><img src="/images/cowboyweb.jpg" width="275" height="234" align="right" alt="ride free" title="ride free" />Ricordo di essere molto triste.<br />Ricordo di essere senza speranza.<br />Ricordo che qualcosa di irreparabile &egrave; sucesso nella mia vita, talmente irreparabile da farmi saltare dalla mia orbita, come un meteorite troppo grosso contro una luna troppo poco fantasiosa nel scegliersi i tragitti.</p>
<p>Ricordo i miei piani di viaggio. Ci pensavo molto quand&#8217;ero adolescente. Ho modificato il percorso cento volte, a seconda dei miei interessi. Solo cento per&ograve; perch&eacute; l&#8217;area &egrave; troppo grande: ragionavo per regioni, e non per luoghi.</p>
<p>A quindici anni pensavo che avrei preso la patente, un giorno. Il giorno dopo avrei salutato tutti e me ne sarei andato via. Nel senso ampio del termine.</p>
<p>Andare &#8211; Via.<br />E sarei Andato &#8211; Via.</p>
<p>Il tour prevedeva un compagno di viaggio, e un luogo di partenza: il capolinea di un bus extraurbano che si fermava dove aspettavo il mio per tornare a casa, Fumeri (il nome dice molto). Passati pi&ugrave; di dieci anni ci trovo un simbolismo, che per&ograve; allora non c&#8217;era. Era semplicemente la prima tappa, la pi&ugrave; vicina e la pi&ugrave; facile.<br />
L&#8217;ultima tappa, un po&#8217; pi&ugrave; in l&agrave; di Fumeri, era la Cina.</p>
<p>Ricordo che il sogno che ho fatto ha saltato tutta la parte di viaggio che ho aggiunto da adulto. La parte che vorrei fare assolutamente attraverso l&#8217;Afghanistan, nonostante e sopratutto dopo la guerra e le guerre (anche perch&eacute; la guerra ormai fa parte del tessuto sociale della regione) non c&#8217;&egrave;. Non c&#8217;&egrave; la parte sul Tibet, che da ragazzo mi aveva ipnotizzato. Non c&#8217;&egrave; mai stata la parte riguardante come passare il Medio Oriente, se passare dalla Turchia, dall&#8217;Iran, dal Caucaso, non so, e non me ne sono mai interessato. Passavo su quella parte di cartina 1:1.000.000 con il dito come se quelle migliaia di kilometri fossero un incidente di percorso.</p>
<p>In realt&agrave; il sogno in s&eacute; &egrave; indescrivibile.<br />
Ricordo questa felicit&agrave; incontenibile. Ricordo di essere a cavallo, ricordo le colline verdi, e il deserto giallo, ricordo la polvere lontana, le tempeste di sabbia, le tende la notte, la notte buia, quella vera, quella densa,che ti avvolge, quella notte totale puntellata di stelle che in quella notte cos&igrave; notte diventano dee e fari e punte di spilli di speranza, perch&eacute; quella notte mette paura, e ne ha messa pure a me.</p>
<p>Per&ograve; poi &egrave; arrivata l&#8217;alba, e mi sono svegliato contento.</p>
<p><em>(immagini prese da <a href="http://www.mongolia.it" target="_blank">www.mongolia.it</a>. Le altre foto sono ugualmente fighe.)</em></p>
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		<title>La finestra di casa mia</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Dec 2003 22:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maffa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La finestra di casa mia
produce colori
affreschi di solitudine
la finestra di casa mia
sorride piangendo
alle foglie d&#8217;autunno
al sapore del vino
alle piogge improvvise
alle prime emozioni
la finestra di casa mia
rimane aperta
oltre<a href="http://www.neoprene.it/la-finestra-di-casa-mia/">[continua...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La finestra di casa mia<br />
produce colori<br />
affreschi di solitudine<br />
la finestra di casa mia<br />
sorride piangendo<br />
alle foglie d&#8217;autunno<br />
al sapore del vino<br />
alle piogge improvvise<br />
alle prime emozioni<br />
la finestra di casa mia<br />
rimane aperta<br />
oltre la nebbia che spaventa.</em></p>
<p><span id="more-130"></span></p>
<p>Sei stata una buona finestra.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vietato scendere dal treno in corsa</title>
		<link>http://www.neoprene.it/vietato-scendere-dal-treno-in-corsa/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2003 12:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Other Voices]]></category>
		<category><![CDATA[angst]]></category>

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Io sto abbastanza bene. Nonostante tutto.
A quanto pare sono -siamo- arrivati ad un altro grumo di vita, uno snodo nel giardino di Destino. Sembra di essere in<a href="http://www.neoprene.it/vietato-scendere-dal-treno-in-corsa/">[continua...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-123"></span><!--noteaser--></p>
<p>Io sto abbastanza bene. Nonostante tutto.</p>
<p>A quanto pare sono -siamo- arrivati ad un altro grumo di vita, uno snodo nel giardino di Destino. Sembra di essere in un romanzo di Asimov, giusto prima di una crisi seldoniana. Tutto spinge a cambiare direzione: lavori che si deteriorano improvvisamente, sfratto in arrivo, conto in rosso&#8230; Cosa vorr&agrave; dire? Che &egrave; venuto il momento di abbandonare velleit&agrave; di benessere terrene e di cercare l&#8217;illuminazione dall&#8217;altissimo? O basta solo banalmente allacciarci abusivamente alla rete generale, cos&igrave; non paghiamo la bolletta e l&#8217;illuminazione dall&#8217;altissimo la riceviamo ugualmente, e gratis (anche se pi&ugrave; scadente, non voglio dire)?</p>
<p>Tutto rema contro, ci stanno facendo capire che il sentiero non &egrave; pi&ugrave; buono per noi. Ma abbandonare il sentiero prima del tempo non si pu&ograve;, &egrave; come cambiare treno in corsa: se geometricamente sarebbe la cosa pi&ugrave; logica da fare, il pratica si muore spappolati, o pi&ugrave; semplicemente si resta tramortiti tra due coppie di binari, e i treni intanto vanno per i fatti loro.<br />Si sa, le nonne lo sanno, che nel bosco non bisogna abbandonare mai il sentiero: si arriva all&#8217;incrocio, e con la benedizione di Eleggu&agrave;, Sant&#8217;Antonio ed Hermes si gira, se si deve.</p>
<p>Mi sento strano a dire queste cose. Quante volte in veste di consolatore ho detto ad amici ed amiche di abbandonare (che so?) il partner perch&eacute; la storia stava morendo, e che era meglio finire prima che la storia di esaurisse del tutto: non ci si riusciva mai a staccare prima, per codardia -pensavo io- od ingordigia di mangiare tutto, fino all&#8217;ultima briciola, di quello che c&#8217;&egrave;, dolce o amaro che fosse il boccone: non ci si alza da tavola finch&egrave; l&#8217;ultimo non ha finito.</p>
<p>Invece mi sbagliavo, me ne rendo conto solo ora. Non si pu&ograve; cambiare treno in corsa. Si arriva in stazione, si scende, si aspetta l&#8217;arrivo dell&#8217;altro treno, magari perdendo tempo, comprando un giornale, facendo parole crociate; educatamente, quando il treno arriva, si lasciano scendere gli altri passeggeri, e si sale, facendo attenzione al bagaglio, che non ingombri gli altri. E si riparte.</p>
<p>Questo per dire che la prossima fermata &egrave; la nostra.</p>
<p>Manderemo una cartolina, o faremo uno squillo, quando arriviamo, cos&igrave; non state in pensiero.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Strategie</title>
		<link>http://www.neoprene.it/strategie/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2003 00:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Other Voices]]></category>
		<category><![CDATA[alcohol]]></category>
		<category><![CDATA[terziario avanzato]]></category>

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		<description><![CDATA[
La random selection di winamp mi dice &#8220;Strategie&#8221; degli After. E non posso, tra le altre microesplosioni sinaptiche, che non pensare a te.
&#160;Ricordo una chattata degli inizi,<a href="http://www.neoprene.it/strategie/">[continua...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-116"></span><!--noteaser--></p>
<p>La random selection di winamp mi dice &#8220;Strategie&#8221; degli After. E non posso, tra le altre microesplosioni sinaptiche, che non pensare a te.<br />
&nbsp;<br />Ricordo una chattata degli inizi, un qualcosa del tipo tu: &#8220;Cosa ascolti?&#8221; io:&#8221;blablabla&#8221; tu: &#8220;Io gli after&#8221;. Io: *mi mangio le mani, perch&eacute; per fare il figo avevo scritto blablabla, ma in realt&agrave; stavo sentendo gli after pure io, e via*</p>
<p>Posso non accettare il perdere -perch&eacute; di (lasciar) perdere si tratta- una persona come te?<br />
So che sei una persona molto&#8230; uhm&#8230; di moda, con mille impegni e mille interessi. E io, povero piccolo neociccione (ho messo su pi&ugrave; di 10 kili da quando mi conoscevi) borghesuccio che gioca su eBay per vincere ad un&#8217;asta un guscio di noce con una vela sopra, io -dicevo- che nel momento in cui le parole diventano il modo di sostentarmi (ora sono copy in pubblicit&agrave;) ho quasi del tutto perso l&#8217;ispirazione nell&#8217;esprimermi (forse manca <em>streben</em>, forse manca la sfiga, chiss&agrave;: la felicit&agrave; coniugale si paga), io beh io io io io.<br />
Io credo che tu sia una persona che mi ha arricchito molto. E ancora sulla scia del dubbio se nella frase precedente ci voleva un congiuntivo no, ribadisco il concetto. Forse sei una figura feticcio di un me che non c&#8217;&egrave; pi&ugrave;, e che rivorrei, a tratti.</p>
<p>Capriccioso. S&igrave;. Non so se sono mai stato generoso come avrei voluto, con te. Non mi riferisco alla mia vanit&agrave; (di allora). &Egrave; qualcosa di diverso dal palcoscenico che entrambi abbiamo reclamato per noi stessi, e che per una magia durata purtroppo poco ci ha visti entrambi sulla scena senza che ci pestassimo i piedi a vicenda. Il pensare a te mi fa venire dei grossi sensi di colpa, mal focalizzati attorno a dei fatti, un po&#8217; come grumi in una melassa pesante. Ho paura che non sia la quotidianit&agrave;, la routine, la corrente delle nostre rispettive vite che ci hano portato cos&igravi; distanti. Ho paura di avere responsabilit&agrave; in questo, e ho maggiormente paura che non baster&agrave; che tu mi dica &#8220;Nooo ma che dici!&#8221; per farmela passare. Non ha senso essere troppo nostalgici, per&ograve; non so rassegnarmi. Ti ho persa? Completamente persa? Come amica, come conoscente, come referente, come passante? Ci incontreremo aperitaviti per caso in un Art Factory di questo mondo da bere, e godendo di un breve entusiasmo alcolico ci racconteremo le nostre vite con molta foga nel dire e poco interesse nell&#8217;ascoltare, per poi suggellare l&#8217;inutilit&agrave; del tutto con un &#8220;Dobbiamo assssssssssolutamente tenerci in contatto!&#8221;?</p>
<p>Ti prego, dimmi che non &egrave; cos&igrave;. Dimmi che non sono stato una meteora nella tua vita, uno con una teca e una targhetta con su scritto &#8220;Quello l&igrave; che ha fatto quello l&agrave;, dal &#8211; al&#8221;.</p>
<p>E se tutto questo ti pare esagerato, superfluo, flamboyant, grottesco, rutilante, e troppo troppo troppo Troppo, ti chiedo una sola cosa, una soltanto.<br />
&nbsp;<br />Come va?<br />
&nbsp;<br />
Raff</p>
<p>PS: so che sarebbe bastato telefonarti. Ma vuoi mettere la drammaticit&agrave;? Eh? Eh?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I temi impossibili #2</title>
		<link>http://www.neoprene.it/i-temi-impossibili-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2003 16:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Other Voices]]></category>
		<category><![CDATA[humor]]></category>

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		<description><![CDATA[

Prova di matematica
Il candidato scelga a suo piacimento due dei seguenti problemi e li risolva:
Problema n. 1
Sia f(x) una funzione reale di variabile reale, continua su tutto<a href="http://www.neoprene.it/i-temi-impossibili-2/">[continua...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-115"></span><!--noteaser--></p>
<div style="background:#fff;">
<h4><span style="color:#000;">Prova di matematica</span></h4>
<p><span style="color:#000;">Il candidato scelga a suo piacimento due dei seguenti problemi e li risolva:<br />
<em>Problema n. 1</em><br />
Sia f(x) una funzione reale di variabile reale, continua su tutto  l&#8217;asse reale, tale che: <br />
[1]<img src="/images/fun1.gif" class="abs" /> e <img src="/images/fun2.gif" class="abs" />.<br />
a) Di ciascuno dei seguenti integrali:<br /><img src="/images/fun3.gif" class="abs" />, <img src="/images/fun4.gif" class="abs" />, <img src="/images/fun5.gif" class="abs" />, <img src="/images/fun6.gif" class="abs" />, <br />
dire se le condizioni [1] sono sufficienti per calcolarne il valore e in caso di risposta affermativa qual &egrave; questo.<br />
b) Posto:<br />
f(x) = ax3 + bx + c<br />
dove a, b, c sono parametri reali con, determinare le curve di  equazione y = f(x) che soddisfano alle condizioni [1].<br />
c) Dimostrare che ognuna delle curve trovate ha uno ed un solo punto di flesso che &egrave; centro di simmetria per la curva medesima.<br />
d) Determinare quella, tra tali curve, che ha il flesso nel punto di ordinata 4.<br />
e) Fra le curve suddette determinare, infine, quelle che hanno punti estremanti e quelle che non ne hanno.</span></p>
<p><span style="color:#000;"><em>Problema n. 2</em><br />
Il rettangolo ABCD &egrave; tale che la retta che congiunge i punti medi dei suoi lati pi&ugrave; lunghi, AB e CD, lo divide in due rettangoli simili a quello dato. Tali lati hanno lunghezza assegnata <em>a</em>.<br />
a) Determinare la lunghezza dei lati minori del rettangolo.<br />
b) Sulla retta condotta perpendicolarmente al piano del rettangolo nel punto medio del lato AD prendere un punto V in modo che il piano dei punti V, B, C formi col piano del rettangolo dato un angolo di coseno <img src="/images/fun61.gif" class="abs" />. Calcolare il volume della piramide di vertice V e base ABCD.<br />
c) Condotto il piano a parallelo al piano della faccia VAD della piramide, ad una distanza x da questo, in modo per&ograve; che a sechi la piramide stessa, esprimere in funzione di x l&#8217;area del poligono sezione.<br />
d) Calcolare infine i volumi delle due parti in cui il piano a divide la piramide nel caso in cui <img src="/images/fun7.gif" />.</span></p>
<p><span style="color:#000;"><em>Problema n. 3</em><br />
Il candidato dimostri i seguenti enunciati:<br />
a) Fra tutti i triangoli rettangoli aventi la stessa ipotenusa, quello isoscele ha l&#8217;area massima.<br />
b) Fra tutti i coni circolari retti circoscritti ad una sfera, quello di minima area laterale ha il suo vertice distante dalla superficie sferica della quantit&agrave; <img src="/images/fun8.gif" class="abs" /> , se<br />
r &egrave; il raggio della sfera.<br />
Il candidato chiarisca, infine, il significato di n! (fattoriale di n) e il suo legame con i coefficienti binomiali.</span></p>
<h4><span style="color:#000;">Svolgimento problema 3</span></h4>
<p><span style="color:#000;">Duuunque&#8230; er&#8230; eeer&#8230;<br />&nbsp;<br />
Uhm<br />
&nbsp;<br />
Dunque&#8230;<br />
&nbsp;<br />
Dunque.</span></p>
<p align=justify"><span style="color:#000;">Prof, e commissione tutta. Parliamoci chiaro.<br />
Usiamo questa occasione di incontro per confrontarci su qualche punto fumoso dell&#8217;educazione italiana. Prendiamo il problema n 3. Nessuna attivit&agrave; umana degna di essere percorsa pu&ograve; chiedermi una cosa come quella del problema 3.</span></p>
<p align="center"><span style="color:#000;"><em>Fra tutti i triangoli rettangoli aventi la stessa ipotenusa, quello isoscele ha l&#8217;area massima.</em></span></p>
<h3><span style="color:#000;">SI VEDE!</span></h3>
<p align="justify"><span style="color:#000;">Si vede che &egrave; pi&ugrave; grande! Fatevi il disegno, e vedrete che &egrave; cos&igrave;<br />
Anzi, voi lo sapete gi&agrave; che &egrave; cos&igrave;, perch&eacute; il problema l&#8217;avete creato voi. e io non sono qui per perdere tempo a risolvere problemi pretestuosi. Voglio dire, se avete un problema, OK, io sono qui, parliamone. Per&ograve; non fatemi perdere tempo con&#8230; eh? Dai.<br />
&Egrave; chiaro che son cose palesi ed evidenti. E poi tutti &#8217;sti disegni. Insegnateci la vita! LA VI-TA! Basta formule! Lo sappiamo che la matematica &egrave; simbologia della logica, che &egrave; rappresentazione della realt&agrave;! Ma allora, prendiamo la realt&agrave; in mano! Rotoliamoci con la materia, e sulla materia! Toh! Guarda come si fa!</span></p>
<p><img src="/images/imparalarte.jpg" alt="val pi&#038;ugrave la pratica dell'aritmetica" title="val pi&#038;ugrave la pratica dell'aritmetica" /><br /><img src="/images/tettine.jpg" alt="impariamo a giocare anche coi numeri negativi" title="impariamo a giocare anche coi numeri negativi" /><br /><img src="/images/trappa.jpg" alt="impariamo ad usare anche le parentesi" title="impariamo ad usare anche le parentesi" /></p>
<p><strong><span style="color:#f00;">Voto = 1</span></strong><br />
<em><span style="color:#f00;">Tra l&#8217;altro, &egrave; trigonometria, non algebra.<br />
Ma non ti preoccupare, Grieco.<br />
Ti rispiego tutto daccapo, e per benino.<br />
A Settembre.<br />
A modo mio.<br />
&nbsp;<br />
Il professore.</em></span></p>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un bus chiamato desiderio</title>
		<link>http://www.neoprene.it/un-bus-chiamato-desiderio/</link>
		<comments>http://www.neoprene.it/un-bus-chiamato-desiderio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2003 09:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Other Voices]]></category>
		<category><![CDATA[humor]]></category>
		<category><![CDATA[tassonomia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Viaggiare in autobus offre mille opportunit&#224; di sondare le abitudini e consuetudini sociali. D&#224; anche una possibilit&#224; preziosa di viaggiare (&#232; il caso di dirlo) sul limitare<a href="http://www.neoprene.it/un-bus-chiamato-desiderio/">[continua...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-114"></span><!--noteaser--></p>
<p align="justify">Viaggiare in autobus offre mille opportunit&agrave; di sondare le abitudini e consuetudini sociali. D&agrave; anche una possibilit&agrave; preziosa di viaggiare (&egrave; il caso di dirlo) sul limitare di queste consuetudini, come un acrobata cammina sul filo sospeso nel vuoto. E proprio come l&#8217;acrobata ogni tanto fa finta di perdere l&#8217;equilibrio, chi avesse voglia potrebbe far finta di &#8220;passare la linea&#8221;, per vedere l&#8217;effetto che fa. Faccio un paio di esempi, cos&igrave; ci capiamo subito: mollare una scorreggia, sopprimendola quel tanto che basta a non fare il rumore, oppure sfruttare qualche dote ventriloquia per sussurrare un Bigliettiprego&#8230;&#8221;: e osservare, tranquillamente le facce, come se niente fosse successo.</p>
<p>Un altro discorso invece &egrave; l&#8217;essere dall&#8217;altra parte del vetrino.<br />
Mi spiego.<br />
&nbsp;<br />
((oh, Syn, io vado a capo un casino: serve a creare suspence; tanto &egrave; gratis, vero?))<br />
Una realistica comprensione delle dinamiche (o meglio, delle meccaniche) dei bus consente di vivere con placido panico il susseguirsi di azioni che, inevitabilmente appunto, hanno il loro triste epilogo.</p>
<p>Ero bel bello che guardavo fuori dal finestrino del 9, all&#8217;altezza dell&#8217;inizio del parco del Valentino.<br />
Segnatamente, guardavo fuori dal finestrino per ragioni molto precise: vicino a me era seduta una ragazza di architettura compresa di valigione con brufoli troppo brutti per essere veri, e siccome le avevo mezzo sorriso perch&eacute; si stava sedendo vicino a me, perch&eacute; premio sempre con un mezzo sorriso decisioni del genere (amo mettere la gente a proprio agio), dovevo poi non dare troppa corda continuando a guardare dalla sua parte perch&eacute; poi chiss&agrave; che si crede; e poi perch&eacute;, un po&#8217; pi&ugrave; in l&agrave;, c&#8217;era un&#8217;altra ragazza che aveva una di quelle magliettine con la margheritona che andavano di moda l&#8217;anno scorso, e che aveva anche delle magnifiche unghie lunghe magenta, unghie vere, tra l&#8217;altro, non quelle che si vedono a kilometri che son finte, e sapevo che se glielo avessi permesso m&#8217;avrebbe certo ipnotizzato (gi&agrave; mezzo lo aveva fatto, visto che mi ero perso per un po&#8217; a pensare come mai una ragazza con una magliettina a margheritone poi porti unghie cos&igrave; lunghe laccate  con smalto magenta ma vabb&egrave; lasciamo perdere).<br />
Mi pare di avere spiegato sufficientemente perch&eacute; stessi guardando fuori dal finestrino (brufoli-unghie). Guardando fuori dal finestrino ho visto un tizio che stava entrando nel parco, in compangia di due cuccioli di cane lupo. Ho deciso che pensare ai cani avrebbe potuto essere un&#8217;attivit&agrave; lecita con la quale anestetizzare il cervello fino alla fermata del 68. Ho quindi iniziato a pensare ai mille giochi che ho fatto in vita mia ai cani, sorridendo e sghignazzando tra me e me: per esempio, c&#8217;&egrave; il famoso gioco di fare finta di piangere disperati con il volto tra le mani, cosa che di solito li fa andare nel panico, ai cani, i quali cercano di consolarti piangendo dietro a te e cercando di aprirti le mani con le zampe, per poi esplodere a ridere, cosa che di solito li fa impazzire di gioia, anzi di GIOIA, sempre ai cani, di quella GIOIA che solo chi dona anima e corpo alla felicit&agrave; di un essere pu&ograve; avere e trasmetterti; oppure, altro gioco facile facile, fare loro il solletico tirando loro i ciuffetti di peli sotto alle zampe mentre dormono: esilarante.<img src="/images/bau.jpg" alt="BAU! BAU!" title="BAU! BAU!" align="right" /></p>
<p>Vabb&egrave;, chiudiamo la parentesi cinoludica, e riapriamo quella del bus, che non sono manco ancora arrivato al punto di dove volevo arrivare. Ero talmente perso in questi miei pensieri, che non solo ho riso come un sciemo per tutta la durata del viaggio del 9, ma anche per buona parte di quello del 68. Il problema &egrave; che ad un certo punto ho deciso di guardarmi intorno.<br />
Non &egrave; stata una scelta casuale. Mi sono guardato intorno perch&eacute; il mio istinto mi ha fatto notare qualcosa. Di fronte a me c&#8217;era una ragazza -registro al volo che &egrave; pure carina- che mi sta fissando. Metto a fuoco su di lei: i nostri sguardi si incrociano, si allacciano, si intrecciano in un reciproco &#8220;Oddio, che vuole questo/a?&#8221;. Il tutto non dura pi&ugrave; di due secondi, un&#8217;eternit&agrave; per situazioni come queste. L&#8217;ho fissata con intensit&agrave;, come per dire che avevo visto che mi guardava, e che mi ero accorto che non lo faceva cos&igrave; per fare. Poi abbiamo reciprocamente buttato i nostri sguardi fuori dal finestrino, uno a destra, l&#8217;altro a&#8230; uh&#8230; destra (senn&ograve; ci beccavamo un&#8217;altra volta, ecco). Cerco di riacchiappare il filo del discorso coi cani. Per&ograve; sono disturbato, non ci riesco. Penso che forse mi stava fissando perch&egrave; stavo ridendo come un imbecille da solo, per cui non posso ripensare ai cani. Guardo in un punto sospeso a qualche decina di centimetri sopra la sua testa, anzi a parecchie decine di centimetri, per tenerla d&#8217;occhio. Sto quasi per scivolare di nuovo nei felici campi canini, quando lei mi riguarda&#8230; 3 decimi di secondo&#8230; 4&#8230; 5&#8230; 6&#8230; 7&#8230; 8&#8230; cazzo&#8230; la riguardo&#8230; mi riguarda&#8230; &#8220;Oddio, che vuole questo/a?&#8221; again&#8230; rilanciamo gli sguardi in parti opposte&#8230; hey&#8230;. heyheyhey&#8230; ma perch&eacute; mi guarda?&#8230; hey&#8230; ripensiamo con calma&#8230; muoveva piano le labbra&#8230; &egrave; una pazza? ha dei fogli in mano&#8230; possibile che stia studiando?&#8230; uhm&#8230; alle 7 di sera? No no&#8230; la riguardo meglio&#8230; scatta il suo sguardo sul mio&#8230; merda, stavolta m&#8217;ha beccato lei&#8230; meglio levarsi da &#8217;sta situazione&#8230; </p>
<p><img src="/images/bus.jpg" alt="Ciao! Cazzo guardi?" title="Ciao! Cazzo guardi?" align="left" />Le porte alla fermata prima della mia si richiudono; ne approfitto per alzarmi subit&#8230; cazzo! CAZZO! Mi ha preceduto di una frazione di secondo&#8230; ora penser&agrave; che mi sono alzato perch&eacute; s&#8217;&egrave; alzata lei&#8230; creder&agrave; che sono un maniaco&#8230; vabb&egrave;, fanculo&#8230; metto una persona tra me e lei, cos&igrave;&#8230; ecco&#8230; la persona si sposta&#8230; siamo lei davanti e io dietro&#8230; *sospiro* ecco fatto&#8230;<br />
Con la coda dell&#8217;orecchio sento &#8220;Carla&#8230; Car&#8230; eh si, vabb&egrave;&#8230;&#8221;<br />
ce l&#8217;ha con lei&#8230; non l&#8217;ha sentito&#8230;<br />
mi passa dietro&#8230; oddio&#8230;DISASTRO! LE FA LA MANO MORTA!<br />
&nbsp;<br />Lei si gira con lo sguardo sbarrato&#8230; mi guarda, mi fissa, io sto guardando da un&#8217;altra parte (dove sono i cani quando ti servono?!?), sposta lo sguardo leggermente di lato, vede il tipo e scoppia a ridere di un riso isterico&#8230; &#8220;AAAAAAH AHAHAHAAHAHAHAH Meno male che sei tu! Stavo per mettermi ad urlare!&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><small>Brutta troia.</small></p>
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		<title>No title</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Mar 2003 20:04:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erica</dc:creator>
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prima ancora di finirla di montare so gi&#224; che lo spettacolo &#232; finito. che gli eterni quattordicenni che verranno qui sopra a scopare o a fare l&#8217;amore,<a href="http://www.neoprene.it/no-title/">[continua...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-111"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/boef_01.jpg" align="left" alt="niente da dichiarare" title="niente da dichiarare" /><span style="font-family:courier new; font-size:11px;"><em>prima ancora di finirla di montare so gi&agrave; che lo spettacolo &egrave; finito. che gli eterni quattordicenni che verranno qui sopra a scopare o a fare l&#8217;amore, la mamma con bambino e padre a carico, se sono l&igrave; &egrave; perch&eacute; sanno che lo spettacolo &egrave; finito, e non possono che rincorrerne lo scheletro spelacchiato, dimenare anche loro la coda al ritmo delle luci dei baracchini.<br />
le larghe braccia di metallo della ruota accolgono tutti senza distinzione. io sono solo il traghettatore, raccolgo gli spiccioli e aziono la manovella.</em></span></p>
<p><span style="font-family:courier new; font-size:11px;">alla ragazzina con gli occhi stretti sono venute delle gambe quasi decenti, ma non ha nessuno a cui farle vedere. suo fratello &egrave; nella roulotte vicina che si gioca l&#8217;ultimo brandello di culo. poi, passer&agrave; a giocare il suo, se la partita dovesse proseguire. &egrave; il corso naturale delle cose, come autobus da un dirupo. ne vedresti la trama in tutti i cesti e in tutte le foglie, se la tua retina fosse fatta per quello basterebbe sovrapporvi lo sguardo. &egrave; quello che siamo e non cambia mai.</span></p>
<p><span style="font-family:courier new; font-size:11px;"><em>passami la penna sul cuore e trasferiscilo da qualche altra parte, perch&eacute; qui non serve pi&ugrave;. &egrave; soltanto un pezzo di carne che non riesce a tenere il passo degli eventi. forse ha ragione mio fratello a dire che in fondo non cambiamo mai mentre si accende una sigaretta sotto il piumone e non ride per circa venti secondi. ho paura delle mie parole, dei miei sbalzi di umore. di quanto riesco ad essere fervida e quanto in lungo riesco a sputare.</em></span></p>
<p><span style="font-family:courier new; font-size:11px;">il giostraio indovina le vite degli altri, le sente tendersi e contrarsi nello spazio di poca luce. svende a tutti un giro di ruota, non fa provini per l&#8217;ingresso. quando ero piccola credevo che dal mio balcone si vedesse il mare.</span></p>
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		<title>More adventures in Hi-Fi</title>
		<link>http://www.neoprene.it/more-adventures-in-hi-fi/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Feb 2003 23:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Klaproth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Other Voices]]></category>
		<category><![CDATA[love]]></category>

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		<description><![CDATA[
1 &#8211; Black, Pearl Jam.
And now my bitter hands
Grate on broken glass
Of what was everything
All my pictures have been washed in black
Tattooed everything
All my love gone bad<a href="http://www.neoprene.it/more-adventures-in-hi-fi/">[continua...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-109"></span><!--noteaser--></p>
<p><img src="/images/ten.jpg" width="200" height="200" align="left" alt="Pearl Jam" title="Pearl Jam" />1 &#8211; <strong>Black</strong>, Pearl Jam.<br />
<cite>And now my bitter hands<br />
Grate on broken glass<br />
Of what was everything<br />
All my pictures have been washed in black<br />
Tattooed everything<br />
All my love gone bad turned my world to black<br />
Tattooed all I see, All that I am<br />
All that will be.</cite></p>
<p>Il buon giorno si vede dal mattino, tipo le mie mattine recenti dove vengo svegliato alle 8.30 in punto dai muratori che fresano al piano di sopra, sollevo la saracinesca e fuori &egrave; tutta nebbia e un freddo da far gelare le balle ai pinguini, ed in #asphalto non c&#8217;&egrave; nessuno. Ma quella volta, almeno, fu tutta colpa mia: avevo un po&#8217; perso le proporzioni, e se non hai buoni amici a fianco che te ne facciano accorgere sono quelle situazioni da cui non verrai mai fuori.</p>
<p><img src="/images/garota.jpg" width="200" height="195" align="right" alt="Girl from Ipanema" title="Girl from Ipanema" />2 &#8211; <strong>Girl From Ipanema</strong>, Stan Getz.<br />
<cite>Tall and tan<br />
and young and lovely,<br />
the girl from Ipanema goes walking,<br />
and when she passes I smile,<br />
but she doesn&#8217;t see,<br />
no, she doesn&#8217;t see.</cite></p>
<p>Lo scrissi gi&agrave; sicuramente da qualche parte, ma ci sono ricordi nella mia mente che per quanto scavo non vanno mai via. Uno di questi &egrave; una fettuccia di luce su una spiaggia di sassi e scogli, riflessi su <em>meches</em> bionde, un vestito di cotone che fruscia a tempo con l&#8217;orchestrina del pianobar che suona &quot;La ragazza di Ipanema&quot;, un po&#8217; di mare e un profumo buono che non sono pi&ugrave; riuscito a sentire. E tu che invece ti eri girata.</p>
<p><img src="/images/rem.jpg" width="200" height="195" align="left" alt="R.E.M" title="R.E.M" /><br />
3 &#8211; <strong>Tongue</strong>, R.E.M.<br />
<cite>I should toss that vanity license plate<br />
toss that make-up painted face<br />
box those poems, chocolate cake<br />
scratch that name on the record player<br />
please just leave me be<br />
don&#8217;t lay that stuff all over me<br />
it crawls all over. all over me</cite></p>
<p>Non era proprio possibile cercare di cambiarmi, partecipare alle mie serate senza criticarle, conoscere i miei amici senza disprezzarli. Una delle poche volte in cui francamente non mi sento di potermi addossare nessuna colpa, tu mi avresti cancellato comunque prima o poi, per la prima camicia bianca con giacca e cravatta e voglia di una casa e di tre figli. Ed &egrave; una morte un po&#8217; peggiore.</p>
<p><img src="/images/pictures_you.jpg" width="200" height="187" align="right" alt="Pictures of you" title="Pictures of you" />4 &#8211; <strong>Pictures Of You</strong>, The Cure.<br />
<cite>I&#8217;ve been looking so long<br />
at these pictures of you<br />
that i almost believe that they&#8217;re real<br />
I&#8217;ve been living so long with my pictures of you<br />
that i almost believe that the pictures <br />
are all i can feel.</cite></p>
<p>Sei stata la prima persona di cui abbia sentito il bisogno di avere un supporto iconografico per i momenti in cui non c&#8217;eri, forse perch&egrave; abitavamo cos&igrave; distanti, forse perch&eacute; era cos&igrave; assurdo il modo in cui &egrave; incominciato tutto (&quot;Padova &egrave; in Emilia o in Romagna?&quot;), forse perch&egrave; eravamo il perfetto incontro di due folli. La delusione veniva quando si scopriva che la follia non rimane nelle foto, che allora come adesso restano solo a prendere polvere.</p>
<p><img src="/images/dave.jpg" width="200" height="200" align="left" alt="Dave Matthews Band"  title="Dave Matthews Band" />5 &#8211; <strong>Crash Into Me</strong>, Dave Matthews.<br />
<cite>You&#8217;ve got your ball<br />
you&#8217;ve got your chain<br />
Tied to me tight tie me up again<br />
Who&#8217;s got their claws<br />
in you my friend<br />
Into your heart I&#8217;ll beat again<br />
Sweet like candy to my soul<br />
Sweet you rock<br />
and sweet you roll<br />
Lost for you I&#8217;m so lost for you<br />
You come crash into me<br />
And I come into you,<br />
I come into you<br />
In a boys dream<br />
In a boys dream</cite></p>
<p>Altro vestitino di cotone bianco, capelli biondi e una location niente male per il momento dell&#8217;addio; pochi possono dire di essere stati lasciati in un castello medievale, credo. Abbiamo distrutto le rispettive esistenze per sei mesi di felicit&agrave;, e forse nonostante tutto quello che &egrave; venuto dopo nei tre anni pi&ugrave; difficili della mia vita ne &egrave; valsa la pena. Un po&#8217; come per i sampdoriani &egrave; valsa la pena giocare una finale di coppa Campioni anche se ora sono in B da anni.</p>
<p><img src="http://www.neoprene.it/images/favola.jpg" width="150" height="134" align="right" alt="Pure Gazz&egrave;, cristiddio &egrave; l'apocalisse..." title="Pure Gazz&egrave;, cristiddio &egrave; l'apocalisse..." />6 &#8211; <strong>L&#8217;amore pensato</strong>, Max Gazz&egrave;.<br />
<cite>Di santa pazienza e molto stupore<br />
Ma senza pudore tre dubbi di vita<br />
Amore in salita due figli o due figlie<br />
Ed un puzzle da mille<br />
Le poche parole lanciate nel mucchio<br />
Sassate su specchio che crepan silenzi<br />
O timidi assensi col cenno del capo<br />
E un bacio non dato l&#8217;amore pensato<br />
E un bacio non dato l&#8217;amore pensato</cite></p>
<p>Una maledetta progettazione sistematica, un tentativo di ricatturare la magia di una estate, quella del 1998, irripetibile e non per colpa tua, troppe tensioni di base e troppi conflitti da risolvere perch&eacute; le cose potessero funzionare. Sei stata la persona giusta nel momento sbagliato, ma mi lasci la soddisfazione di averti vista finalmente incominciare a scegliere anzich&egrave; farti scegliere.</p>
<p><img src="/images/pogues.jpg" width="200" height="200" align="left" alt="Pogues" title="Pogues" />7 &#8211; <strong>A Rainy Night In Soho</strong>, The Pogues.<br />
<cite>Sometimes I wake up in the morning<br />
The gingerlady by my bed<br />
Covered in a cloak of silence<br />
I hear you in my head<br />
I&#8217;m not singing for the future<br />
I&#8217;m not dreaming of the past<br />
I&#8217;m not talking of the fist time<br />
I never think about the last<br />
&nbsp;<br />
Now the song is nearly over<br />
We may never find out what it means<br />
Still there&#8217;s a light I hold before me<br />
You&#8217;re the measure of my dreams<br />
The measure of my dreams</cite></p>
<p>[No, non &egrave; ancora per nessuna, aspetto la mia Kate come fece John. Per&ograve; se mi leggi ed hai un po' di memoria ti ricorderai un pub con una Guinness buonissima ed io che a momenti mi metto a piangere ascoltando una canzone, e ti dico che mi &egrave; finito un po' di fumo negli occhi.<br />
Incomincio gi&agrave; a mentire, ed &egrave; un buon presupposto per una storia d'amore con me.]</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Hades</title>
		<link>http://www.neoprene.it/hades/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jan 2003 23:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maffa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Sono di quelle cose che ti dici non succeder&#224;, ma se succede non fa niente. E invece quando succedono fanno male. Perch&#232; tu costruisci i tuoi piani<a href="http://www.neoprene.it/hades/">[continua...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-107"></span><!--noteaser--></p>
<p align="justify"><img src="/images/thoughtwchichsees.gif" alt="Il pensiero che vede" title="Il pensiero che vede" align="right" width="218" height="288" /><em>Sono di quelle cose che ti dici non succeder&agrave;, ma se succede non fa niente. E invece quando succedono fanno male. Perch&egrave; tu costruisci i tuoi piani a medio termine in funzione di quelli a breve, e quelli di breve vengono attuati al momento in cui quelli a brevissimo li stai compiendo. E l&#8217;ipotesi che una cosa cos&igrave; ti possa succedere porta il tracollo di tutto, tutto quello che sai, tutto quello che sei, tutto quello che fai e che vorrai fare.<br />
Dall&#8217;universit&agrave; a casa mia non sono molti passi, una decina di minuti a piedi, dalla tranquillit&agrave; di una zona appena periferica (che diventa per&ograve; per un certo scherzo del Destino frenetica i primi di novembre) a ridosso del centro, alla neanche agitata vita dei quartieri universitari, dove per&ograve; sfortunate coincidenze di orari rendono la strada melmosa di zainetti e teste e cellulari. Superata quella palude umana, due ponti mi portano a casa. Non sono molti passi, ma neanche pochi; e quando non sei nella disposizione d&#8217;animo di essere tollerante e paziente, il viaggio ti pesa sui polpacci (specie se ne hai fatto uno uguale poche ore prima). Si fa, se si deve, in ogni caso.<br />
Ma dopo esserti sorbito la presenza molesta di un centinaio scarso di persone e esserti fatto 4 kilometri a piedi che non sono neanche le undici e mezza; pensare gi&agrave; alla colazione che farai che stamattina non avevi avuto tempo; preparare il borsone che oggi sar&agrave; la prima volta che torni a praticare arti marziali che sono due anni che aspetti questo momento; pensare -perch&eacute; no- di andare in bagno; pensare tutto questo, avere progetti per il continuo della giornata, ed essere tutto sommato sollevato di buttarti sul tuo divano che &egrave; l&#8217;invidia di chiunque ci si sieda sopra, tanto contento di ritardare un po&#8217; il piacere di averlo per te, tanto che ti fermi dal biciclettaro a chiedergli quanto costa rimettere in sesto la vecchia bici per non piangere troppo quella che mi hanno rubato delle persone che purtroppo non sono pi&ugrave; in questa valle di lacrime ma giacciono a pancia sotto in qualche fosso o canale, chiss&agrave; dove, senza che nessuno li cerchi pi&ugrave;; tanto da passare a cercare il posto dove una ragazza carina mi ha offerto di fare un corso di improvvisazione teatrale, e scoprire che ci metto meno ad andar l&igrave; che in bagno di casa mia partendo dal balcone di dietro; pensare tutto questo, penso tutto questo, metto insieme tutte queste cose, e scopro che tanto non servir&agrave; a niente, proprio a un bel niente, che niente potr&agrave; pi&ugrave; essere, perch&eacute; io ho lasciato le chiavi a casa.</em></p>
<p align="justify">No, non pu&ograve; essere. Idiota. Idiota. Idiota. Cretino che non sei altro. Ma come ma dove. Non restare l&igrave; in mezzo alla strada. Guarda nello zaino. Riguarda meglio. Ma queste sono le tasche, eh. Idiota. Urlerei, cristosanto. Asp&egrave;. Uhm. Uff&#8230; No. Diocristo. No. Chiama Marina, sto cazzo di cellulare si sta anche scaricando. Squilla, qui. Non risponde. Dio, diodiodiodiodiodio. Ma che cazzo lo tieni a fare il cellulare se non lo usi (maledetti cellllulari). Chiama Tonino, almeno mangio l&igrave;. Quando le cose cominciano ad andare male vanno peggio. Lo so. Me lo sento. Oh cazzo, dovevo passsare a prendere la targhetta del citofono dal ferramenta. &#8230; MA COME SI SONO SBAGLIATI A FARLO?!? NON ERA ROSSO SU ORO, ERA ROSSO SU ARGENTO!!! Eh no che non &egrave; lo stesso, intuitivamente non &egrave; lo stesso!! Ci ha mai vissuto in un condominio? Ha mai visto condomini con le targhette dei citofoni diversi? No? Ma guarda un po&#8217;! Che cosa strana! S&igrave; s&igrave;, no, mi tengo il pezzo di carta, settimana prossima. Va bene. Va bene. &#8230; Che poi non mi serve pi&ugrave; a un cazzo, i vigili sono gi&agrave;  passati a fare l&#8217;atto di notoriet&agrave; per la residenza. Solo che l&#8217;ho gi&agrave; pagato. 4 euro. Fanculo. Ah, gi&agrave; che sono qui mi faccio dare il floppy con le slides del laboratorio di Pianificazione Media. &#8230; Ma&#8230; ma come? Ma&#8230; ma saranno un centinaio di fotocopie!!! Ma siete scemi? Era una roba che stava sopra ad un dischetto! Ma chi te l&#8217;ha lasciato cos&igrave;? Il professore? Ce l&#8217;hai la mail? Come lo rintraccio a &#8217;sto qua? Ma a me spiace che sei qui da due giorni, ma io non mi posso fare 100 fotocopie se c&#8217;&egrave; il formato elettronico&#8230; era un documento Powerpoint, ha le animazioni e tutto il resto&#8230; era un cazzo di floppy!!! Uff&#8230; calma. Ok, dammi le fotocopie. Certo, in ordine come me l&#8217;hai dato. Pure il documento vuoi&#8230; mmmmmh&#8230; toh&#8230; &#8230; S&igrave;, devo fare queste fotocopie qui in automatico &#8230; da solo? &#8230; uhm&#8230; oh! OHHHH!!! CAZZO!!!. CAZZO HEY TIPA LA TUA FOTOCOPIATRICE SI STA MANGIANDO I CAZZO DI FOGLI CRISTOSANTO!!! ME LI STA DISTRUGGENDO!! FERMALA!!! fermala &#8230; &#8217;sta cazzo di macchina, fermala&#8230; incastrata dove? &#8230; ferma!!! mi mischi i fogli&#8230; sta&#8217; ferma!! Mi stai mischiando i fogli, &#8216;che non sono numerati!!! Diosanto&#8230; guarda qua, sono tutto zozzo di inchiostro&#8230; Ossignore &#8230; mmhh &#8230; No, non ne voglio pi&ugrave; di fotocopie. Ora mi tocca rimetterle in ordine&#8230; &#8230; vediamo se riesco a sostituire i fogli rotti con le fotocopie &#8230; guarda qui che casino&#8230; cazzo di baracca, ha preso i fogli dal mezzo! Cazzo. Andiamo dall&#8217;altra parte, che sono pi&ugrave; professionali &#8230; ok &#8230; &#8230; &#8230; quanto fa? 7.50?!? Cristo&#8230; Quattordicimila lire per non avere un dischetto del cazzo&#8230; *sospiro* &#8230; Si ti ho riportato le fotocopie&#8230; me le ha date la tua collega&#8230; asco&#8217;&#8230; alcune si sono rotte, le ho sostituite con le fotocopie&#8230; ma come le ristampi&#8230; come sarebbe a dire le ristampi&#8230; da dove? DA DOVE?!? Come ONLINE!!! SONO ONLINE?!? Ma cosa mi fotte se il server &egrave; gi&ugrave;, ho speso 7 euro di fotocopie, ho rotto i fogli, ho perso un&#8217;ora e c&#8217;&egrave; online? Ma ve le date le informazioni o avete litigato e non parlate pi&ugrave;? Non ci posso credere. Non ci posso credere. &#8230; Ciao To. No niente sono passato da lezione. Poi ho anche dimenticato le chiavi di casa. No, non sono passato perch6eacute; sono senza chiavi, scemo &#8230; sono passato cos&igrave;&#8230; brodino? Uhm &#8230; AHH!!! Ah, asp&egrave;, il cellulare&#8230; eh c&#8217;ho la vibrazione, non me l&#8217;aspetto&#8230; mi fa impressione, cos&igrave; sopra il rene&#8230; maledetti cellulari&#8230; Pronto? Ciao am&ograve;&#8230; sono da Tonino&#8230; eh, ti chiamavo per le chiavi di casa&#8230; le mie te le sei portate via tu&#8230; bella storia&#8230; per cui&#8230; eh? per cui niente palestra&#8230; a pranzo da te? &#8230; A parte che &egrave; dall&#8217;altra parte della citt&agrave;, va bene&#8230; eh? no no, dovevo anche passare dal dottore per la sana e robusta&#8230; per cui niente&#8230; si, ci vediamo da te&#8230; ok&#8230; ciao&#8230; ciao&#8230; To, niente brodino, ci vediamo dopo&#8230; dopopranzo&#8230; &#8230; SMS di Silvie&#8230; ah, bensvegliata eheheh&#8230; baci a Marina eheheh no non sono geloso, basta che vi possa massaggiare le tettone mentre limonate&#8230; ehehe&#8230; &#8230; non risponde&#8230; s&#8217;&egrave; offesa? Ecco fatto, s&#8217;&egrave; offesa. Squillino. Ma che vuol dire squillino? Che mi rappresenta? 3 SMS per dire che non s&#8217;&egrave; offesa e che lo squillo vuol dire ok. Maledetto cellulare. Maledetta mattinata. Ci vorr&agrave; ancora un&#8217;ora prima che tutta sta sfiga si scarichi.</p>
<p align="justify"><em>Dopo un&#8217;ora la sfiga si scarica con il botto. Al termine del pranzo, piacevolmente consumato in un barino cos&igrave; di periferia che di pi&ugrave; non si pu&ograve;, bacio Marina, e mi instrado. Mentre sono sul bus che mi riporta in centro citt&agrave;, un pensiero precede uno squillo sul cellulare (maledetto cellulare): mi sono ridimenticato le chiavi nella borsa di Marina.</em></p>
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		<title>Nestor</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jan 2003 10:40:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>maffa</dc:creator>
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<p align="justify"><img src="/images/caballo.gif" align="right" alt="See the trees, miss the forest" title="See the trees, miss the forest" />Al contrario di ieri, il professore viene bloccato allo scoccare delle 10, come aveva richiesto lui. &Egrave; un onest&#8217;uomo che cerca di fare interessare la sua platea a quello che dice; la diligente platea &egrave;, pi&ugrave; che refrattaria, annoiata di quello che racconta.</p>
<p align="justify">&Egrave; abbastanza interessante il meccanismo che provoca questa reazione.</p>
<p align="justify">Scienze della Comunicazione a Torino (come temo in altre parti d&#8217;Italia) nacque ai tempi con le migliori intenzioni di far nascere e crescere i professionisti della comunicazione, in grado di poter gestire tutte le problematiche relative a questo oggetto quantomai grande, variegato e importante nell&#8217;asset della vita moderna, sia che si parli di costruzione di portali web, sia che si parli di giornalismo, sia che si parli di strategie di comunicazione di una grossa azienda. Insomma, sulla carta tutto era pronto per sfornare i peggio fighetti del mondo del lavoro italiano, rivali statali delle private Bocconi, IULM, IED e compagnia cantando.</p>
<p align="justify">Purtroppo il progetto si &egrave; un po&#8217; perso per strada, perch&eacute; essendo, appunto, statale, ha calamitato come una specie di terrasanta tutti i baronetti senzaterra dell&#8217;universit&agrave;, indipendentemente dalla loro preparazione attinente alla materia. Ai miei tempi ci sono stati dei casi clamorosi, come il professore di Storia con problemi di vista che, noncurante del fatto che si trovasse a fare lezione a futuri scienziati della comunicazione e non ad un master di oftalmologia, ha tenuto i 4 mesi di corso obbligatorio sul ruolo dei ciechi nella storia industriale torinese; oppure, altro caso magnifico, il professore tenuto ad occupare la cattedra di Storia del Giornalismo che, nel primo giorno di lezione, esordisce dicendo che lui di giornalismo non sa niente, ma che confida in una proficua collaborazione con gli studenti nella materia specifica che, senz&#8217;altro nasconde degli elementi interesantissimi da scoprire, e che nel frattempo che gli alunni scoprivano appunto questi tesori per i fatti loro sul programma dell&#8217;anno prima (probabilmente istituito da qualcuno pi&ugrave; ferrato della materia), a lezione avrebbero portato dei quotidiani (giornalismo) ritagliando gli articoli nei quali si parlava di storia (storia), contrassegnandoli da 1 a 5 a seconda del grado di approfondimento storico nell&#8217;articolo (trasformando di fatto il corso da Storia del giornalismo a Storia nel giornalismo, nobilissima et utilissima materia peraltro).</p>
<p align="justify">Insomma, tutta questa infernale torma di assistenti incattiviti dall&#8217;attesa e a caccia di cattedre a casaccio avevano trasformato una buona idea in un pessimo modo di investire denari e tempo; e siccome professori incompetenti creano studenti cinici e svogliati, i potenziali fighetti si sono trasformati nei fatti in sfighetti, i &#8220;vorrei ma non posso&#8221;, tantalicamente condannati a cercare posti di lavoro yuppies (perch&eacute; hanno almeno i titoli per farlo) e facendosi irridere nel farsi trovare incapaci di distinguere il fax dalla fotocopiatrice (e pure senza avere gli elementi teorici per accettare il fatto che spesso fax e fotocopiatrice sono la stessa, diabolica macchina). Ultimamente le cose sono andate un po&#8217; meglio: molti dei vecchi assistenti sono riusciti nell&#8217;intento di morire come professori, e i famigerati &#8220;professori professionisti&#8221; di cui si annunciava l&#8217;avvento dal millennio scorso sono alla fine arrivati, e pure in numero crescente.</p>
<p align="justify">I miei compagni di corso tutto questo non lo sanno. Loro sono venuti a seguire il corso di Comunicazione d&#8217;Impresa, aspettandosi di trovare un abbronzato 40enne vestito di tweed e velluto, con un sorriso fluorescente e il Porsche parcheggiato fuori dal Palazzetto Venturi. Ma, pienamente nello spirito di Scienze della Comunicazione di Torino, e adeguandosi alle contingenze del caso, a farci lezione &egrave; venuto un professionista FIAT (probabilmente in aria di esubero) nei suoi tardi 60 anni, anni che hanno lasciato il segno oltre che nell&#8217;aspetto esteriore anche nell&#8217;eloquio strascicato e pesante. Ed &egrave; per questo che i miei compagni non gli danno molto retta: non ha una buona autorit&agrave;. E s&igrave; che di cose, questo signore, ne ha da insegnare. Tant&#8217;&egrave; vero che il dialogo che cerca ce l&#8217;ha con me soltanto, l&#8217;unico ad avere curiosit&agrave; e alcune competenze di base per potergli chiedere lumi e approfondimenti. E quando gli faccio una domanda, dietro di me sento sbuffi e risa: mi prendono per il culo, o semplicemente a loro non interessa e ne approfitano per parlare dei fatti loro. Non lo sanno che se non escono da qua dentro con tutte le competenze necessarie a posto, recuperarle altrove coster&agrave; loro decine e decine di migliaia di euro. Parlando di me, io queste migliaia di euro non ce le ho. Probabilmente molti di loro neppure, senn&ograve; sarebbero altrove. In questo caso io pago una scelta razionale; valuto il mio tempo in termini di 8.50 euri all&#8217;ora, e vedo di farlo fruttare il pi&ugrave; possibile. Non lo sanno, non lo sanno ancora, al momento anche se lo sapessero non gli fregherebbe neanche niente; seguono la corrente: in mancanza di meglio, un po&#8217; di routine non ha ancora ucciso nessuno.</p>
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