11
2002
Charlotte sogna
Mille battiti al minuto. Motion blur. Farfalle vorticano impazzite, lasciano scie colorate in una zona franca compresa tra i venti centimetri dopo la punta del naso ed il nulla. Tutto il resto è ovatta, niente voci niente suoni. Pensare è troppo faticoso. C’è solo un
calore pulsante alla base della spina dorsale su cui focalizzare la coscienza. Kundalini.
Statica sullo schermo
L’uomo sollevò il telefono cellulare maledicendo dentro di sé la pessima qualità dei componenti elettronici non schermati nella telecamera di sorveglianza.

Funaki, è tutto sotto controllo lì?
Certo certo, la stim-patch ha reso quella puttanella docile come un cagnolino…
lanciò uno sguardo lubrico allo schermo che gli rimandava l’immagine di una giovane seminuda accovacciata in un angolo della stanza; nonostante la bassa risoluzione della telecamera si notavano chiaramente i segni blu sulla sua carne bianchissima. Altrettanto chiaramente spiccava la patch ipodermica che le era stata applicata alla base della spina dorsale e che ad intervalli regolari rilasciava nel suo organismo un potente mix di farmaci.
Non farti venire idee stupide Funaki
- la voce all’altro capo dell’apparecchio risuonò imperiosa -la ragazza è entrata in contatto con il soggetto, potrebbe essere infetta
Si, certo
Funaki si accarezzò contrariato il rigonfiamento al cavallo dei pantaloni
Tra una settimana, finita la consegna, andremo a spassarcela a Lubiana. Ci saranno troie in abbondanza. Limitati a tenerla sotto controllo mentre recuperiamo il guscio.
Funaki continuò ad accarezzarsi distrattamente.
Charlotte tentò di deglutire, si sentiva la lingua gonfia e credeva di soffocare. Aveva gli occhi sbarrati ma non vedeva nulla che non fosse nella sua mente, ammantato dei colori insani
del delirio chimico. Tuttavia non era nulla di nuovo, non era preoccupata e poi c’era quel calore nei suoi lombi, la cullava e la rassicurava. In un certo senso non si era mai sentita così bene.
Improvvisamente iniziò a ricordare, con un atto quasi cosciente come scegliere un cd da uno scaffale, la memoria si fece visiva di fronte a lei. Ricordò gli uomini che erano venuti a cercarla quel pomeriggio (se era stato davvero quel pomeriggio e non mille anni prima), sembravano uomini d’affari in trasferta, avevano promesso di pagarla molto bene e l’avevano portata allo Star Hotel in una bella suite all’ultimo piano.
Lei impazziva per quell’edificio così alto che dominava il quartiere, aveva sempre desiderato vedere la città dalle sue vetrate, le faceva desiderare di vivere in una torre di vetro ed acciaio e vedere il mare dalla terrazza panoramica. Le faceva desiderare di stare in piedi sul bordo e sfidare il vento, le faceva desiderare di lasciarsi cadere nel vuoto e poi spalancare le ali nella brezza della sera. Giunti alla suite però gli uomini l’avevano legata e picchiata, non volevano quello che volevano tutti da lei, volevano interrogarla sapere del suo ultimo cliente.
Lo ricordava. Non era stato piacevole, non lo era mai in effetti, ma quello avrebbe voluto dimenticarlo subito. Era arrivato da lei e sembrava invasato, blaterava cose senza senso ed era febbricitante. L’aveva presa senza fare complimenti ed a questo era abituata e le aveva stretto i polsi tanto da farle male ed a ben vedere anche a questo era abituata. Tuttavia quell’uomo era riuscito a farla sentire vuota, come un guscio e lei l’aveva odiato, stringendo i denti mentre lui la toccava così come aveva odiato quegli uomini non per come le avevano fatto male ma per averla obbligata a ricordare. Alla fine si era lasciata cadere sulla branda ranicchiata sul fianco con gli occhi fissi al muro mente lui passava la credit-stick nella sua fessura per pagarla e poi usciva senza dire una parola.
I finti uomini d’affari l’avevano interfacciata ad un pod per verificare la transazione poi le avevano applicato quella patch e l’avevano lasciata sul pavimento con i polsi legati ad aspettare in quella stanza senza finestre. Non le importava nulla di stare lì, non le importava nulla.
Voleva solo tornare al suo appartamento, contare il denaro che le mancava per l’intervento e poi incominciare una nuova vita. Una vita vera.
Pensò ad H- che dormiva al piano di sopra, per certi versi era come lei, accettava i lavori peggiori per pagarsi un grosso intervento e non sembrava importargli di nulla. Vivevano come comparse in un sogno squallido. La maggior parte delle notti lei le passava sulla branda ad immaginare la sua nuova vita con gli occhi sbarrati sul soffito; quando lui rincasava tardi lei sentiva i suoi passi, sapeva distinguere i percorsi che faceva nel piccolo appartamento, quando camminava dritto e quando barcollava, sapeva calcolare le pause e sapeva quando si abbandonava all’ago sublime e smidollato.
Lei sapeva che dormiva sempre solo.
Mentre pensava le sembrò di scorgere una figura alla sua destra come un ombra indistinta nella luce grigioazzurra, immaginò di chiedergli chi era e l’ombra rispose nella sua testa.
I love it all
These games we play
I close my eyes
You run away
I’m sure I asked you to stay
But now you’re gone
And so I feel the grey
Pulse in my head
I turn off the lights and crawl into bed
I try to think of sunshine
But my body goes wet
With the first crash of thunder
I don’t think I can know
Anyone but you dear
That’s for sure
When it gets to four
It’s my turn to go
Oh the kiss
So alcoholic and slow
Arranging me for Saturday
I thought you would know
That I always sleep
Alone
I don’t think I can know
Anyone but you
Dear
That’s for sure
The upstairs room is cool and bright
We can go up there in summer
And dance all night
Your sister started talking at a minute after ten
So everyone jumped up
And then fell over again
In April you can join them
And stare at me
At the ghost from your past
The Upstairs Room (The Cure)
tweets
- @IoeAnnie Rocco Siffredi?
- Timidissimi segnali di ripresa.
- ok vediamo quanto riusciamo a far cagare oggi. senza capitano. (che per me poteva partire a giugno)
- yup quindi i tatuaggi di cupcake sono espressione modaiola da mischiare con Old School http://t.co/jkyV3P7m @dilestella e roba "ironica"
- avevo fatto una spesa salutista ma poi ho svaccato con la cioccolata. brutta cosa la dipendenza.








