Interessante fauna per l'ultima data del tour della Sacerdotessa del Rock che ha scelto il capoluogo meneghino come punto d'arrivo del suo più recente viaggio. Un album di cover da promuovere ma è solo un pretesto per un'artista che non ha bisogno di dimostrare nulla, nememno agli scettici come me che la davano per "bollita". Invece Patti vanta crediti presso il pubblico che può spendersi come re-roll dopo aver mancato per due volte l'attacco di una canzone. Ma ill pubblico capisce, applaude e la incoraggia. E Patti va avanti, emoziona e si emoziona. Parte in sordina con due pezzi meno pregiati del repertorio e poi attacca la cover di Are You Experienced?. Un'arrangiamento allucinato, echi d'oriente, mentre vado a predermi una birra mi domando se sarà un lungo set di brani stravolti in chiave mistico-freak. Invece la nuova band attacca Ghost Dance (che a parte ricordarmi Shadowrun non mi ha mai fatto impazzire) e mi ritrovo con la pelle d'oca. Il concerto sale di intensità, la musica si fa trasicnante, il pubblico si fa coinvolgere.
Parte Gimme Shelter, la mia preferita degli Stones ed un brano a cui sono anche legato e mi trovo a guadagnare posizioni per segurla da vicino.
Il cielo s'è fatto buio ed il concerto scorre naturale, alternando i classici che ci si aspetta di sentire a qualche cover dell'ultimo disco. Sorprendente e personalissima la rilettura di Smells like Teen Spirit arrangiata col banjo. Mi stupisco non facciano anche Helpless di Neal Young invece a sorpresa fanno Blitzkrieg Bop dei Ramones. Il pubblico saltella, le mie amiche si buttano nella calca io resto indietro. Scopriamo che era il momento di gloria dei roadie. Del resto commentiamo, Blitzkrieg Bop la possiamo suonare pure noi, senz asaper suonare. E la suonavo coi Rotten Mire, dio mi perdoni.
Parte Because the night, una di quelle canzoni che ti fanno venire la gelosia a sentirle cantare da tutti, come se la potessero sciupare, cantando a squarciagola traviati da troppe notti a guardare Fuori Orario. Ma è il prezzo che pagano le hit.
Suonano anche People Have the Power e la lascio scorrere, è la canzone che skippo sempre sul CD, mai piaciuta, troppo vicina al mio limite di tollerabilità per il populismo in canzonetta, subito a fianco di Bitter Fruit di Little Steven.
Ancora un paio di canzoni ed ecco Gloria, per la felicità della mia amica. Di riflesso sono felice anche io. L'atmosfera è elettrica mi rendo conto che è stato un gran concerto e si fa strada quella spiacevole sensazione che stia per finire a breve. Come tutte le cose belle.
Ancora un paio di giri di giostra poi la fine. Non hanno fatto Pissing in a River. Non ci avevo messo il cuore su in ogni caso ma c'è spazio per un bis, ancora a sopresa con Perfect Day, un altro classico che pure mi lascia indifferente. E poi si chiude con un po' di Rock, anche se il set e l'amplificazione non erano da sonorità aggressive. Si chiude con Rock'n'roll Nigger. Giusto perchè ogni tanto le Fender bisogna farle sfogare. Restiamo travolti dall'intensità. Resta addosso una carica elettrica che ci accompagnerà per ore.
in the night we trust
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Patti Smith, Milano 16-07-07
(3 posts)-
Posted 4 years ago #
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un pò lacrimuccia...ma avevo un'esame il giorno dopo.
Posted 4 years ago # -
Di italiano? E quando lo ritenti?
Posted 4 years ago #
Reply
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