1
2002
Freefalling
April is the cruellest month,
breeding Lilacs out of the dead land,
mixing Memory and desire,
stirring Dull roots with spring rain.
Aprile. Mese fottuto. Era una di quelle giornate in cui la pioggia scivola addosso come una flebile sciocca risata lasciandosi dietro un lieve residuo alcalino che resta incollato addosso come una pellicola. Una di quelle giornate in cui l’unica ragione plausibile per uscire di casa sembra essere un omicidio. O magari un drink. O magari entrambi.
H- pensò che il drink avrebbe dovuto attendere un po’, prima veniva il dovere. Si tirò dietro il portone con uno strattone deciso e fece per infilarsi gli auricolari che avrebbero tagliato fuori il mondo esterno almeno sino alla fine del tragitto ma una voce squillante lo fece interrompere.Hey, dove vai così mattiniero? Shit, non è nemmeno mezzogiorno!
Si voltò a guardarla; Charlotte stava sull’uscio saltellando infreddolita da un anfibio all’altro, poteva contare solo su un impermeabile in plastica trasparente e poco altro per proteggersi dalla pioggia. Aveva i capelli bagnati, l’acqua ne faceva risultare i riflessi bluastri. Si intonavano al trucco sbavato intorno agli occhi.
Perchè non entri un minuto?
Charlotte si prostituiva in un locale situato proprio sotto la finestra del suo appartamento.
Gli capitava a volte di sentirla cantare, quando non era troppo ubriaco o sconvolto per rendersene conto,comunque. Non era certo un cosa da brava ragazza cinese esercitare il meretricio in quella zona, le brave ragazze cinesi, quelle che si prostituivano, lo facevano tutte in appartamenti situati nella nuova Chinatown, sorta quasi da un giorno all’altro intorno alla stazione Principe, dove l’occhio benevolo delle Triadi vegliava su di loro.
Charlotte tuttavia era solo per metà cinese e condannata comunque ad un ruolo da
misfit. Era anche per questo che gli piaceva.
H- abozzò un sorriso dei suoi, e si avvicinò all’uscio, dietro la figura minuta intravedeva un tavolino con due sedie, uno stereo e ovviamente l’indispensabile brandina. Gli elementi più interessanti della stanza però erano altri due, almeno per lui.
Il primo era la bottiglia di liquore verdastro che stava sul tavolino. L’etichetta diceva Coca Buton ma avrebbe scommesso un mese di stipendio che si trattava di abSynth.
Dovresti andarci piano con quella robaccia, specie al mattino
– disse burbero
Peccato che la pensi così, stavo per offrirti un goccio…
– civettò lei in tutta risposta.
H- entrò nell’appartamento dal soffitto basso e si tolse il trench di neoprene nero sistemandolo sulla sedia, dove rimase appoggiato conservando un minimo di rigidità dovuta al micromesh di kevlar di cui era foderato. Non ho detto che non l’avrei gradito
.
Mentre versava i liquore spostò la sua attenzione sul secondo elemento interessante, il più interessante, il poster sulla parete di fronte a lui. Raffigurava un angelo, in uno stile indefinito tra l’art nouveau e l’illustrazione fantasy, gli ricordava certe copertine di cd epic metal che ascoltava da ragazzo.
Charlotte aveva una vera fissazione per gli angeli, andava ben oltre certe manie post acquariane sugli angeli custodi, H- dubitava che Charlotte fosse andata oltre la scuola dell’obbligo ma era ferratissima in angelogia ebraica e soprattutto era affetta da una forma grave di BDD.
Ogni suo risparmio veniva messo via nella speranza di poter un giorno realizzare il suo progetto, un intervento di chirurgia plastica che le avrebbe donato un paio di ali vere, vestigiali certo ma perfettamente sensibili e vive. Un intervento di alterazione cosmetica simile aveva costi esorbitanti, sicuramente fuori dalla portata di una prostituta dei vicoli ma lei pareva crederci lo stesso e lo teneva periodicamente aggiornato sui suoi risparmi, e sulle tabelle di marcia che elaborava di continuo.ah, l’hai notato eh? bello vero? è Uriel. Sai questa notte ho fatto un sogno stranissimo…
Charlotte gli trasmetteva un misto di tenerezza e pena sebbene si astenesse per quanto possibile dal giudicare gli altri; probabilmente anche lui avrebbe fatto pena a chi avesse avuto la sfortuna di gettare uno sguardo sul suo abisso interiore ed era un pensiero che in fondo lo infastidiva. Provava un forte affetto per quella ragazzina così sciroccata che percepiva come uno spirito affine ed era conscio dell’attaccamento morboso che lei aveva nei suoi riguardi. Fortunatamente era ancora abbstanza saggio da non complicare il rapporto tra loro due.
C’era stata una sola donna nella sua vita, una sola che importasse veramente. Lei era sempre lì dentro la sua testa anche se se n’era andata da molto tempo, ogni istante era impresso indelebilmente nella sua memoria
another time…another place…
l’aveva vista per l’ultima volta alla stazione, ricordava come l’aveva tenuta stretta, lei era solita lasciarsi cadere all’indietro, abbandonandosi per vedere se lui la reggeva e poi chiedere con tono meravigliato – ma mi reggi? non mi fai cadere vero?
no, non ti lascio cadere
– no, eppure alla fine aveva dovuto farlo, aveva dovuto lasciarla andare via, libera di vivere una vita vera. Era rimasto solo a ripetere quella frase come un mantra, un milione di volte
another time…another place…
…capisci ero sul cornicione e poi, bon, mi lasciavo cadere, una senzazione incredibile il vuoto e poi mi spuntavano le ali, come quelle, stupende, oh ma mi ascolti?…
H- sbattè le palpebre cercando di focalizzare di nuovo la stanza. Lei lo fissava contrariata – insomma io ti racconto di come cadevo nel vuoto e poi volavo e tu, tu te ne stai lì con lo sguardo glassato e…cazzo, colpa mia che ti ho fatto bere
-
Qualsiasi cosa significasse glassato era certo che i suoi non erano i soli sogni tormentati in Vico degli Angeli.
tweets
- @IoeAnnie Rocco Siffredi?
- Timidissimi segnali di ripresa.
- ok vediamo quanto riusciamo a far cagare oggi. senza capitano. (che per me poteva partire a giugno)
- yup quindi i tatuaggi di cupcake sono espressione modaiola da mischiare con Old School http://t.co/jkyV3P7m @dilestella e roba "ironica"
- avevo fatto una spesa salutista ma poi ho svaccato con la cioccolata. brutta cosa la dipendenza.

Alcuni studiosi di scienze sociali sostengono che in Occidente si sta diffondendo un “epidemia globale” di BDD (Body Dysmorphic Disorder), una condizione che porta chi ne è afflitto a percepire il proprio corpo come qualcosa di imperfetto che deve essere corretto, spesso ricorrendo alla chirurgia. Le manifestazioni di BDD più diffuse sono i disordini dell’alimentazione come anoressia e bulimia, tuttavia si registrano casi di individui che si sono fatti rimuovere arti sani perché percepiti come repellenti o estranei.






