7
2002
Have you ever been to electric ladyland?
Sognava ali membranose e trasparenti attraversate da grandi venature. Era un sogno spiacevole in un’estate spiacevole. Il ronzio insopportabile, il sudore che le impiastrava i capelli. Tutto quadrava, le mancava il respiro. Fumatrice e vegetariana era il bersaglio perfetto per quelle maledette zanzare. Colpa dell’ottanolo o qualcosa del genere. L’aveva letto su una rivista, forse.
Ricordare era difficile, la testa pesante. D’improvviso le urla. Puttana!
questo è gia accaduto io lo so…
- Embriaca! Sei ubriaca ancora! Marcia! Puttana!
-
- Cosa dici eh? Cosa gridi! Io? Iooo? Stai zitta mamma, vai a dormire va.
-
Rumore. Fiamme liquide dietro le palpebre chiuse.
la voce più giovane aveva delle impennate improvvise, accellerava e si deformava, vomitava insulti in un dialetto incomprensibile e poi rallentava. Le ricordava quella vecchia pellicola sulla bambina indemoniata. Glossolalia e sillabe impastate di vino in tetrabrick.
La voce anziana era monocorde, cantilenante. Riusciva a capire solo due parole: ubriaca e puttana.
voglio dormire, cazzo voglio dormire state zitte. mi fa male la testa. anche lui dorme. lasciatelo dormire…
in realtà nemmeno lui dormiva e Charlotte lo sapeva. Vedeva la debole luminescenza del terminale filtrare dalle persiane sino a notte inoltrata. Non aveva bisogno di vederlo, sapeva bene cosa faceva. Sapeva che passava il pomeriggio in torpore, disteso sul letto, a volte non apriva la finestra per giorni. Era così da mesi, da quando aveva perso il lavoro. Da quando aveva perso Lei.
Charlotte dal vicolo vedeva tutto tra un cliente e l’altro. Lo vedeva uscire la sera in cerca di rifornimenti con addosso quell’aria predatoria che aveva visto mile volte. Quando rincasava sembrava più tranquillo ed un poco più curvo.
Nemmeno lui dormiva quella sera, era una sera spiacevole di un’estate spiacevole. Trascorreva le ora tra lo stupore chimico ed il riverbero della rete. Spesso riusciva solo a distinguere quelle voci fuori dalla finestra come in uno sceneggiato radiofonico del secolo scorso. La giovane battona e l’anziana madre con la voce cantilenante. Cercava di immaginare i volti da associare a quelle voci. Le sentiva litigare, parlare di soldi, ridere a volte. La vecchia odiosa veniva spesso sotto la sua finestra a cercare la sua cagna che doveva essere ormai sorda. La sentiva chiamare:
Stella! Steellla!
come in un’orrenda parodia di “Un tram chiamato desiderio”. In quei momenti provava fortissimo il desiderio di prendere la pistola dal comodino e piantarle un bell’ hollow point in gola. Ma la pistola era più lontana della sua volontà e non aveva comunque hollow point a disposizione, quella d’ordinanza aveva dovuto restituirla.
Ancora urla: – Ti ammazzo! Ti Ammazzo sai, puttana!
– rumore di colluttazione, un cane abbaia l’altro uggiola spaventato poi due tonfi sordi.
state zitte vi prego, io questo l’ho gia sentito, non farle male ti prego, nooo
Silenzio. Un lamento sottile. È la giovane donna ora ad uggiolare.
- Mi hai picchiato, perchè? Quante botte mi hai dato eh, ricordi? Ricordi brutta troia quante botte mi hai dato…ero piccola. Ero piccola.
-
perchè? voglio dormire, fatemi dormire, ho gia visto tutto questo…
Singhiozzando Charlotte continuava a sognare, le lacrime le rigavano il volto mentre si girava sul fianco. Faceva caldo nella stanza d’albergo ma era Novembre ed aveva i polsi legati e pieni di abrasioni. – perchè?
– mormorava.
Perchè?
tweets
- un'amica mi scrive "mi sono sciolta al concerto dei Moda'". ma è il tipo che canta "poi ti graffio poi ti frusto con il boa di struzzo"? bah
- E comunque assumetemi, miglioriamo la convention! Io propongo Las Vegas in hotel 5 stelle con concerto di Elvis
- Miglioramento della user experience del sito Internet e ottimizzazione delle convention del canale Internet (attività di SEM) #jobads #fail
- @dilestella quindi stai tweetando nuda?
- @Hazelycious ahh dal Mac dici. no, avevo fretta di infilarmi in metro e tornare a casa...








