mag
21
2004

Il cineracconto: Van Helsing (no purtroppo non parla di cacao olandese)

di Harlequin  //  Recensioni  //  Commenti disabilitati  // 

maiahi maiaha maiaha-ha
che paura mi fa carletto, l’uomo lupo, frenk e dracula
lupo, frenk e dracula

Il film si apre con una scena che è un gustoso omaggio alle produzioni Hammer, bianco e nero, inquadrature clichè citazioni di Frankenstein jr. che cita a sua volta etc.
Una folla inferocita aizzata dalle numerose paludi presenti nel vicinato si avvia con torce e forconi a stanare il professor Frankenstein che ha ormai terminato la sua creatura per conto di un misterioso committente, tale conte Dracula, interpetato per l’occasione da un sosia di Tonino Carotone senza baffi che per tutto il film ci infastidirà con una pessima imitazione del Gary Oldman più gigione e con un accento rumeno da macchietta.

Pregevoli le sequenze con i lampi che rivelano la natura bestiale del vampiro e le trasformazioni, il resto è pura maniera (ci scappa anche una citazione da Terminator).
In breve la creatura si anima, prende a pattoni Dracula si carica in spalletta il dottore e cerca rifugio in un improbabile mulino a vento di legno dove trova una fine ingloriosa grazie al fuoco appiccato dai villici.

Cambio scena, Parigi, un tipo che per non farsi riconoscere si concia secondo la più tipica iconografia del cacciatore di streghe e/o vampiri (cfr. Warhammer, MtG e Vampire Hunter per PSX per fare due nomi, anzi tre) si aggira all’ombra di una Tour Eiffel in costruzione e trova il cadavere di una mignotta con la gola squarciata e un mozzicone di sigaro. In lontananza una figura scimmiesca si arrampica sulla facciata di NotreDame.
Quasimodo? ma no… non avete visto La Leggenda degli uomini straordinEri? ecco lo sanno tutti che era stato mr.Hyde il brutale assassino della Rue Morgue a terrorizzare Pargi…
il nostro eroe si mette in caccia e si imbatte subito nello scimmiesco Hyde che con i favoriti, il corpo nerboruto e peloso, il ghigno ferale ed il sigaraccio in bocca ci ricorda un certo canadese dal brutto carattere.
Ma Hugh Jackman che di queste cose ne sa estrae due lame rotanti e SNIkt! ci spacca u culu…il mostro precipita dalla cattedrale non prima di aver fatto danni inestimabili al patrimonio artistico dell’umanità. Accorre una piccola folla intorno all’uomo precipitato a terra, si sente bisbigliare un “la polìs la polìs” ed ecco giungere le flic, sempre molto chic che osserva il nostro eroe stagliarsi sul tetto della cattedrale e lo ammonisce con un accento da barzelletta Maledetto Van Helsing non sfusgirai, i grisbì saranno miei parbleu.
Sullo sfondo VidocQ si allontana nell’ombra.

Scena successiva, come ormai è consuetudine (Vampires di Carpenter docet) l’eroe si reca in Vaticano dove segretamente è gestita e sponsorizzata la sua attività di cacciatore. Scambia due chiacchiere con un cardinale giusto perché non si dica che non ha spessore psicologico e che è un brutale assassino senza rimorsi e questo gli racconta una storia
improbabile
che gronda
del concetto di
“vai in
transilvania e spacca
dei gran culy”
una storia improbabile che gronda del concetto di “vai in transilvania e spacca dei gran culy”.
VH allora si reca presso il dipartimento Q dove un frate (e non monaco attenzione, quindi dispensato dal bestemmiare etc) tale Robertino da Crema, interpretato da quel perdente che faceva Faramir in LOTR dopo un evidente malattia che lo ha prostrato nel fisico e nel morale, gli illustra le meraviglie delle sue ricerche tipo la balestra ripetizione e la nitroglicerina. VH saggiamente cerca di appropriarsi anche di un gatling ma il frate gli dice che per i vampiri ci vuole altro e lo riempie di uno stock di croci, collane d’aglio ed acqua santa che si riveleranno utili quanto la contraerea irachena. Inoltre gli intima di non toccare un suo congegno sperimentale, una granata a base di lava dell’Etna e sabbia del Gobi (sic!) che potrebbe generare un lampo di intensità pari a quello della luce solare. A cosa diavolo mai servirà un oggetto del genere? Noi che siamo smaliziati lo capiamo subito, i due si grattano un attimo la testa e lo mettono in borsa perché come in tutte le avventure che si rispettino se un oggetto idiota viene descritto per più di due secondi avrà sicuramente un suo utilizzo nella storia. Vh obbliga il monaco reticente a seguirlo in quest’impresa suicida e si mette in viaggio

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