mag
21
2004

Il cineracconto: Van Helsing (no purtroppo non parla di cacao olandese)

di Harlequin  //  Recensioni  //  Commenti disabilitati  // 

In breve i nostri eroi raggiungono la transilvania ed il villaggio della bella principessa zingara che a differenza di ogni zingara possiate aver visto in vita vostra è un tocco di figa, bianca, pulita e non ha lineamenti che denotino la reiterata abitudine all’accoppiamento tra consanguinei sebbene sembri morbosamente affezionata al fratello che è stato appena attaccato da un licantropo e viene dato per morto (see come no…e chi l’ha mai visto un film dai).
Sicuramente frutto di accoppiamenti tra consanguinei ed affetti pertanto da demenza delle valli sono i villici del paese guidati dallo stesso capopopolo che guidò l’assalto al castello di Frankenstein. Costui è sostanzialmente Riff Raff del Rocky Horror con la tuba di Slash ed è anche il becchino del villaggio infatti nella migliore tradizione western estrae un metro e prende le misure all’eroe per la sua bara ma questo gustoso siparietto è interotto dall’arrivo delle spose di Dracula che si presentano sotto forma di arpie. Sentendole parlare è subito evidente che una è doppiata da Lisa Simpson. Ci sarebbe da piangere non fosse che le altre sembrano doppiate da Valeria Marini la bionda e da Monica Bellucci la bruna. Entrambe con uno pseudo accento rumeno e la bruna con il vezzo di fare l’imitazione di Gollum (teSSSoro). Siccome sono tre inutili sciampiste non rapiscono la bella zingara e anzi la più sfigata delle tre si fa inchiodare ad un tetto sinchè magistralmente le nuvole si spostano e scoprono il sole che la disintegra.
La principessa annuncia al popolo che se ha ucciso un vampiro il nostro eroe non può che essere VanHelsing. Il popolo si tocca. Non per autoerotismo.

A questo punto la principessa invita VH nella sua magione piena di ogni sorta di arma contundente ed i due decidono che è giunta l’ora di spaccare culy tuttavia VH decide che è troppo pericoloso portare la ragazza con sé e la addormenta con una presa vulcaniana in modo che resti al sicuro.
Nella scena successiva come da tradizione lei si sveglia e viene subito assalita da un licantropo (perché infatti VH porta nero ed il popolo lo sa).
Segue un carosello di nuvole che oscurano la luna ad hoc a scandire le trasformazioni come l’acqua calda in un manga della Takahashi. Scopriamo così che il fratello della principessa è diventato licantropo (colpo di scena!) ed è obbligato a servire Dracula.
Ne deriva un inseguimento ed una scena assolutamente inutile quanto incomprensibile in cui Riff Raff il becchino cerca di ammazzare VH a badilate perché “è il suo lavoro”… ma arriva il licantropo e lo tampona senza constatazione amichevole. Ciao Riff Raff passa pure a ritirare il cestino della produzione.
Quanto al licantropo VH lo vorrebbe impallinare ma la nostra eroina si fa muovere a pietà e lo dissuade con ammiccamenti lascivi. Segue un intermezzo romantico in cui lei si lamenta di aver dedicato tutta la sua vita allo sterminio del vampiro e gli dice “io…non ho mai visto il mare”
VH sogghigna
con
l’aria di
quello che pensa
“non preoccuparti
bella appena finito
qui ho un gommone
giù a Valona che ti aspetta”
VH sogghigna con l’aria di quello che pensa “non preoccuparti bella appena finito qui ho un gommone giù a Valona che ti aspetta”

Van Helsing e la sua bella si dirigono quindi al castello di Frankenstein e tra un belin e l’altro, dopo aver aggirato i temibli duerghi (duergar per i più colti), orrendi nani a metà strada tra gli umpa-lumpa e i sabbivori di SW, scoprono una stanza piena di caciocavalli enormi messi a stagionare. Parte la musichetta di Gusto e ci si aspetterebbe di veder spuntare fuori lo Squallido Master invece VH spetascia uno dei caciocavalli e ne fuoriesce slime e la faccia di Neo. L’intera distesa di caciocavalli è in realtà una cultura di tank idroponici che contengono…I FIGLI DI DRACULA

cioè porcozzio invece di fare delle proli normali quel fesso ha cagato dei feti malpresi in stile alien…
nel frattempo il lupo mannaro rientra alla base ed è una buona scusa per rifare la computer graphic della trasformazione. Molto bella eh, solo che non si capisce perché quando era ridiventato umano nella scena con la sorella era pettinato e vestito e qui dopo la traformazione è scarmigliato e nudo fatto salvo un paio di braghe viola stracciate, bah.
In ogni caso siccome ha culo viene attaccato ad un macchinario sadomaso ed usato come pila umana a basso voltaggio.
Grazie all’energia degli stronzi dimmerda si schiudono i caciocavalli e ne fuoriescono orde di piccoli imp giallastri che come esuli cubani sul vespero migrano verso il villaggio dove semineranno morte e distruzione finché il nostro amico frate (credevate si fosse perso nei menadri della sceneggiatura vero?) non li eliminerà con qualche improbabile trucco che non ricordo guadagnandoci una trombata con la più gnocca delle villiche.
Nel frattempo, finalmente, la scena cult del film: VH allo schiudersi dei caciocavalli pianta un sacco di casini e poi dice a Dracula “bene, ed adesso che ho attirato la tua attenzione…” dopodiché fugge nella notte insieme alla sua bella. In sottofondo il midi della colonna sonora di Castlevania: Symphony of the Night.

I due piccioncini si vanno a rifugiare nel rudere pericolante del mulino bruciato e manco a farlo apposta precipitano in un buco. Ci trovano il mostro di Frankenstein con tutto il suo contorno di buonismo peloso alla elephant man.
L’utilità narrativa del mostro è espressa dalla scritta duracell sulla sua schiena. Egli rivela che i caciocavalli rappresentavano solo un’annata dell’immensa produzione delle spose di Dracula e che con la sua energia il conte potrebbe risvegliare un orda di vampiri.
Arriva il licantropo, morde VH e fugge. Vh si incazza e decide di portare Frenkie a Roma.
Evidentemente a questo punto allo sceneggiatore è scappato qualcosa di mano…

per leggere il finale del film capovolgere lo schermo

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