gen
17
2002

In risonanza

di Erica  //  Other Voices  //  Commenti disabilitati  // 


punto di domandale parole feriscono, gli sguardi feriscono. tutto è spigolo tagliente contro cui sbattere e sanguinare.
tutto fa male.
le parole hanno il tono sbagliato, gli sguardi sono troppo freddi o troppo violenti, i nervi si spezzano.

le parole sono il modo più difficile per comunicare.
devo trovare una perifrasi smussata per non aggravare, un tono atono per non graffiare, tenere sotto controllo i nervi che ormai vanno completamente per i cazzi loro, riuscire a non guardarti con lo sguardo che temi.

le parole feriscono anche quando non voglio, e in ogni caso non ho mai conosciuto le parole
che guariscono. anch’io ho sempre ascoltato il riflesso delle visuali altrui.

le parole sono difficili da usare, perchè richiedono un autocontrollo e una padronanza della situazione che io ingestibile e ingestita non ho mai avuto.

le parole sono pietre.

le domande stroncano. tolgono il terreno da sotto i piedi. annunciano capovolgimenti, apocalissi, terremoti e girotondi spiraliformi.
non domandare mai non domandarti mai.
le domande prosciugano. di ogni forza, resistenza e volontà. il dubbio è insicurezza, l’insicurezza paura, la paura spezza la corda su cui si era voluto ballare.

i punti di domanda sono sinuosi. hanno squame e una lingua biforcuta che tanto sempre la cosa sbagliata mi andrà a consigliare e io sempre la cosa sbagliata ascolterò.
sono curvi, devianti, allettanti.
il guardrail tra la fuga e la liberazione, fino al prossimo incidente stradale.

le domande non lasciano scampo. attanagliano, angosciano, tirano le lenzuola di notte, rompono i coglioni, rompono i timpani, rompono.

se non è scossa sismica sarà azione erosiva. non c’è scampo non hai scampo.

i punti di domanda sono serpenti. a volte hanno in bocca la mela proibita, a volte quando
l’addenti scopri che è aria.

commenti chiusi.