8
2010
Instant Karma
“È tutto ciò che vuoi?” gli aveva chiesto. Aveva annuito per tutta risposta e si era allontanato mettendo il suo prezioso trofeo sotto la giacca. Aveva trascorso gli utltimi giorni girovagando senza meta come in preda ad una sorta di stupore. Talvolta aveva la sensazione di stare sul sedile posteriore della sua testa, intento solamente a lasciarsi trasportare e godersi il paesaggio. Aveva calpestato un tappeto di foglie marroni a Central Park soffiando volute di vapore acqueo nella pungente aria del mattino. Era rimasto deluso constatando la presenza di uno sparuto gruppetto di anatre nel laghetto, trovava frustrante quando le cose non soddisfacevano le sue aspettative. Note familiari avevano richiamato la sua attenzione, una versione gracchiante di “Sleepwalk” di Santo&Johnny usciva dalla radiolina di un chioschetto ambulante di hot-dog.
Ricordava perfettamente l’ultima volta che l’aveva ascoltata, era ad Honolulu e stava litigando con sua madre, come al solito. Gli aveva detto che era un buono a nulla e che non avrebbe mai combinato niente nella vita.
Già, come no, le avrebbe fatto cambiare idea, avrebbero saputo tutti chi era. Ne aveva preso uno con doppia senape e l’aveva sbocconcellato facendo attenzione a non macchiarsi. Voleva presentarsi impeccabile all’appuntamento.
Quando l’aveva visto uscire si era mescolato agli altri e gli si era avvicinato senza esitazione.
“È tutto ciò che vuoi?” gli aveva chiesto. Aveva annuito. Aveva mentito.
L’autografo era solo una prova. Doveva dimostrare a se’ stesso che sarebbe andato fino in fondo, non come un mese prima quando se l’era fatta sotto all’ultimo minuto ed aveva preso un aereo per tornare a casa. Aveva trascorso quasi sei ore aspettando il suo ritorno, nascosto nell’ombra.
Vide la limousine accostare ad un centinaio di metri dall’ingresso, seguì con lo sguardo i suoi passi mentre si avvicinava al portone, contandoli mentalmente come un mantra, era di nuovo sul sedile posteriore. Come un bravo soldatino meccanico assunse la posizione Weaver ed esplose cinque colpi in rapida successione. Cinque proiettili a punta cava si staccarono dalla sua .38 special come frutti troppo maturi poi furono solo cacofonia ed immagini sfocate. Il concierge che si affrettava a coprire l’uomo a terra con la sua giacca gallonata, un bozzolo sul marciapiede mentre da sotto si andava espandendo inesorabilmente la chiazza umida e scura, un uomo che gli correva incontro togliendogli l’arma, l’urlo di una donna.
Sedette sul marciapiede ed attese in silenzio. Adesso tutti avrebbero saputo.
Instant Karma’s gonna get you,
Gonna knock you right on the head,
You better get yourself together,
Pretty soon you’re gonna be dead
Leave a comment
tweets
- domanda del giorno:"che programmi hai?" risposta:"sopravvivere". penso sia tutto. anzi no. fear and consequences.
- "le organizzazioni anarcoinsurrezionaliste stanno per fare il salto di qualità" si doteranno di spa, lounge wifi e programma fedeltà a punti
- è incredibile come si possa contemporaneamente essere oberato di cose da fare ed annoiato a morte
- @tamburinepier @DenisChiarello http://t.co/MatW6YLZ
- ok ticketone pare non essere intenzionata a rimborsare i biglietti dei Black Sabbath. male. molto male.








