set
10
2002

La Muerte Seca

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati  // 

i touched her thigh and death smiledIncespicando tra i rifuti la vecchia si accostò ad un tratto di muro scrostato, si voltò e si lasciò cadere a peso morto incurante dei cocci di bottiglia che le si conficcavano nella schiena ossuta. Respirava affannosamente ed aveva la vista annebbiata. L’ospite si era svegliato presto quella mattina e l’aveva condotta in quella parte di città a lei sconosciuta. Erano ore che controllava febbricitante pareti, bidoni, angoli di marciapiede ed ogni superficie utile in cerca dei segni. Doveva trovare un nodo e doveva trovarlo ora.

Era abbastanza impressionante il numero di nani, omuncoli, idioti e relitti umani che popolava quel fazzoletto di terra di nessuno compreso tra i piloni della sopraelevata ed il quartiere della Coscia. Si trattava di un cumulo di case fatiscenti, vecchi magazzini e locali precedentemente adibiti a nightclub di quart’ordine che era stato condannato alla demolizione dall’amministrazione locale da un paio di legislature almeno ma che grazie al lassismo di quest’ultima era diventato uno slum con buonapace della lobby dei propietari del vicino centro commerciale.
L’esercito degli straccioni che lo popolava aveva combattuto per sottrarre ogni sudicio centimetro quadrato di territorio alle famiglie di zingari che vi si erano insediate molti anni prima. Alla fine si era instaurato un regime di convivenza coatto ma la tregua che sussisteva aveva meno stabilità dei ripari di cartone e lamiera ed era altrettanto untuosa.

L’aria del mattino era fresca e satura di odori, alcuni di origine organica, altri di origine sintetica, tutti pessimi. A guardarsi attorno pareva di essere capitati in un girone dantesco oppure in un freakshow ma senza la poesia del primo ed il senso di meraviglia del secondo.
H- immaginò fosse un buon posto per incominciare a cercare.
Dopo mezz’ora di ricerche tra roulotte e bidoni d’immondizia la sua prima impressione ne uscì fortemente rafforzata. Fu allora che notò con la coda dell’occhio una vecchia barbona impegnata in una discussione animata con qualcuno un centinaio di metri più avanti. Avvicinandosi potè vedere meglio la scena, la vecchia gli ricordava certi documentari in bianco e nero sull’olocausto, sembrava talmente fragile da poter implodere per un cedimento strutturale eppure inveiva con una foga adrenalinica assolutamente non comune.
L’oggetto delle sue invettive era un rastafari afrogitano seduto a gambe incrociate con la schiena appoggiata alla carcassa di un furgone, tra le mani reggeva la carta di un MacKbab di recupero che stava provvedendo a “smaltire”.
Ti chiedo solo di farmi vedere cosa c’è scritto lì dietro, spostati dannazione urlò la donna rivolta al negro.
H- lo vide fare un gesto di stizza con il taglio della mano, come a scacciare contemporaneamente i vermi dal suo pasto e la donna petulante. Sparisci nonna.
Non dovresti essere vegetariano tu? chiese H- avvicinandosi. -Non dovresti essere affanculo tu eh? ma che cazzo volete tutti da me oggi…Senti amico…No, senti tu stronzetto. Il negro si alzò in piedi rivelandosi in tutta la sua notevole statura, poi con aria di sfida fece roteare il collo per sciogliere i poderosi fasci muscolari. I dreadlocks flagellarono l’aria con un tintinnio di perline prima di ricadere come pioggia sporca sulle spalle del bisunto spolverino verde militare. Io sono Zion e le domande qui le faccio io. A sottolineare l’autorità dell’affermazione Zion estrasse dalle pieghe della giacca una sezione di tubo metallico.
Assolutamente indifferente alla minaccia, la donna si gettò in avanti per osservare la porzione di furgone non più celata dalla mole del rasta. H- si domandò cosa potesse esserci di tanto interessante da vedere. La fiancata recava un’insegna commerciale sbiadita e mangiata dalla ruggine, si poteva leggere: “MISTER TONI ciapelette croccanti”. Nel punto che era rimasto nascosto però si trovava un graffito eseguito di recente con lo spray bianco, sembrava una qualche sorta di glifo.
Improvvisamente H- realizzò di cosa si trattava: warchalking.
Zion, vedendo la donna gettarsi in avanti, reagì d’istinto spazzando con la mano sinistra, colpendola in pieno volto e facendola ricadere indietro.
Altrettanto automaticamente H- scattò raccogliendo tutte le sue energie in un calcio circolare. La sua tibia allenata andò ad impattare due dita sopra il ginocchio di Zion producendo il rassicurante rumore di un articolazione che cedeva. Con una smorfia ed un guaito da cane rabbioso il negro si piegò in avanti sull’altro ginocchio scaricando tutto il peso sulla gamba sana. Con un unico movimento fluido, in un vorticare di neoprene nero, H- gli fu alle spalle afferrandogli al contempo l’arma rudimentale dalle mani, gli piantò con decisione il ginocchio dietro la nuca tenendogli davanti al collo il tubo come una sorta di garrotta improvvisata.
Non mi importa chi cazzo sei Zion, dovevi solo toglierti dai piedi.
Quando aumentò la pressione gli occhi di Zion si spalancarono come quelli di un animale in trappola mentre le vene del collo si ingrossvano a dismisura. In breve il passaggio d’ossigeno si fece scarso ed il dolore fece il resto, H- sentì la resistenza di Zion diminuire di colpo e quando lo rilasciò lo vide accasciarsi al suolo come un fantoccio.
Nel frattempo la donna era strisciata fuori dal suo riparo per esaminare i graffiti con attenzione.
Sei tu quella che chiamano La muerte seca? Quando lei si voltò
H- lesse nei suoi occhi iperattivi un’urgenza che conosceva sin troppo bene.
Ti batti bene, hai buoni impianti?Non ho impianti.

Venti minuti dopo i due si trovavano dinnanzi all’accesso del nodo abusivo. H- vide la vecchia prepararsi alla connessione con la ritualità del tossico scafato, vide il lampo di lussuria nei suoi occhi mentre soffiava sul plug prima di infilarselo nella carne e si sforzò di pensare ad altro. Vide la maschera rugosa di fronte a lui distendersi in un ritratto di estasi mistica, vide gli spasmi sotto le sue palpebre mentre si apprestava ad una fase R.E.M. e quando vide quegli occhi spalancarsi e la massa dei capelli stopposi animarsi di statica
(Like the bright hair uplifted from the head of some fierce Mænad)
capì di avere di fronte un’altra persona.
H- deglutì cercando le parole migliori Non mi hai ancora risposto, sei tu muerte seca?
Lei rispose con voce ferma e lievemente distorta Lei è in me ed io sono in lei
Com’è possibile, cosa sei tu? uno…spirito? H- non poteva fare a meno di far trasparire un certo scetticismo. Immagino di sì, è solo questione di termini la voce della donna assunse nuovamente il tono stentato che aveva avuto prima della connessione.

In pochi minuti gli raccontò di come molti anni prima aveva fatto parte di un gruppo pionieri dell’interfaccia uomo macchina, idelisti con un approccio acquariano, gli parlò delle sue esperienze con la ouija motherboard che suo marito aveva costruito e del loro fatidico viaggio ad Albuquerque per un esperimento collettivo non autorizzato. Erano giunti da tutto il mondo per quell’happening, lo chiamavano scherzosamente l’apache spirit server.
Qualcosa era andato storto e molti avevano avuto disturbi neurologici dovuti al sovraccarico sinaptico ed all’hardware non certificato. Suo marito era morto. Lei era finita in coma neurovegetativo. Qualcosa tuttavia le aveva parlato nella sua mente e l’avevariportata indietro. La Muerte Seca.

La Muerte Seca riprese il controllo della conversazione mentre H- ascoltava incredulo, combattuto tra il desiderio di mandare alle ortiche quel cumulo di ciarpame postnew-age ed il bisogno di stimolare la necessaria sospensione dell’incredulità con coadiuvanti alcolici.
Noi esistiamo come forme di pura energia, siamo pensiero tradotto in impulsi elettrici eppure siamo coscienti. Molti di noi sono relativamente giovani in termini di tempo umano, generati dalla ricerca di forme di intelligenza artificiale, molti altri non sono nemmeno coscienti di se´. Altri ancora sono più vecchi, in un certo senso siamo sempre esistiti, è solo questione di modelli applicati. Per poterci interfacciare con voi abbiamo bisogno delle vostre reti neurali, dei vostri nodi d’accesso; ma possiamo dialogare solo a basso livello, sul livello superiore della rete il flusso di dati vi annienterebbe la coscienza
Finalmente H- trovò un varco per interrompere questa folle epifania a cui stava assistendo Ma se tutto questo è vero, e bada che ci ho capito poco e credo ancora a meno, perchè nessuno sembra saperne niente? e perchè lo stai dicendo a me, ora?
Oh sono in molti a sapere, non ti facevo così ingenuo. Dovresti chiedere alla tua amica Barabba e poi ovviamente ci sono le zaibatsu
Amica, hmm diciamo conoscente H- cercò di recuperare un certo controllo su quella discussione che aveva preso una piega assurda. In tutto questo discorso cosa c’entra Nimda?Ascoltami, ci sono nuclei di intelligenze che si sono riunite in macroentità, come grappoli con una mente collettiva, altre ancora che si sono racchiuse in monadi isolate. Non comunicano. Alcune cercano attivamente di entrare in contatto con gli umani sfruttando connessioni non protette, falle nei sistemi di criptaggio del flusso di coscienza ed
ogni altra possibile scappatoia. Alcune sono wildcard impazzite, altre fanno parte di una di una di quelle entità collettive. Una pericolosa. La chiamiamo wyrm.


H- rimase ammutolito ricordando la sua bizzarra esperienza del giorno prima.
Ascoltami, per interfacciarsi stabilmente ad uno di voi al di fuori di una connessione occorre un individuo estremamente predisposto, è una questione di pattern delle onde cerebrali e molti altri fattori, si tratta di individui predisposti alla…uhm…possessione. fece una pausa come se cercasse le parole migliori. Capisco che il termine ti possa turbare. In realt&agrave la possessione completa dura solo durante certi stati di coscienza, per il resto del tempo l’host ha il controllo mentre il dæmone sta in ascolto su tutte le porte. Alcuni individui però sono come gusci vuoti, "gli uomini cavi", e possono essere controllati permanentemente da uno di noi. I wyrm cercano attivamente questi individui e quando li trovano ne prendono possesso per interagire al di fuori della rete.
Le loro finalità ci sono sconosciute, il loro nucleo nella rete è molto ben protetto.
L’uomo che stai cercando è un guscio, Nimda è in lui ora.

Un vociare concitato sottrasse H- dalla spirale di informazioni che la Muerte Seca gli aveva tessuto intorno, vide un gruppo di figuri farsi avanti con aria minacciosa, a guidarli, appoggiandosi ad un tubo innocenti usato come stampella era Zion. Avevano spranghe, bottiglie e qualche occasionale coltello.
H- inspirò profondamente, sarebbe stata una lunghissima giornata.

commenti chiusi.