15
2002
Messico dalla A alla Z
Sono andato al Messico ma ho trovato chiuso.
Autobus
il mezzo indispensabile per muoversi in questo paese immenso. Mettete in conto attese interminabili in terminal affollatissimi, ispezioni corporali, tentativi di comunicazione non verbale con gli Ignoranti, aria condizionata assassina, la radio del jefe che passa musica improbabile, centinaia di kilometri di sterrato, tornanti a profusione, la porta del cesso che si apre e sbatte ad ogni curva quando cercate di dormire, odore di nachos e russare imperioso di bambole messicane.
Ovviamente sto parlando dei bus di prima classe.
Baffi
gli uomini messicani li portano lunghi, probabilmente per distinguersi dalle donne che li portano corti.
Coca-cola
onnipresente, nei bar, nei chioschi, nei murales, nell’albero di natale, nelle offerte votive. A San Juan de Chamula gli indios portano la Coca-cola in chiesa per poter ruttare e scacciare gli spiriti maligni. Ho molto apprezzato. Notare che l’ex direttore degli stabilimenti in Messico , Vincente Fox è diventato presidente della repubblica.
Un po’ come se in Italia l’uomo dietro il marchio mediatico più visibile salisse agli onori della politica.
Donne
le donne messicane sono fatte a forma di 8 schiacciato.
Equipaje
i messicani viaggiano leggeri, non più di otto colli a testa, ciascuno costituito da uno scatolone di cartone che in origine conteneva una fotocopiatrice industriale Mita ed ora sembra contenere qualcosa di più pesante. Poi ovviamente c’è il bagaglio a mano, un borsone di provviste per il viaggio e l’immancabile bibin de pezza.
Fumo
no, non quello che appena vi sgamano come italiani cercano di vendervi. In Messico ahimè non esiste nessuna legge anti-fumo nei locali pubblici. Ci sarà sempre un fottutissimo figlio di cane masai che si accenderà una paglia accanto a voi appena vi siederete per consumare un pasto.
Gradini
preparatevi a salirne tanti. Un ottimo allenamento alla Goku consiste nel farsi cinque piani per raggiungere la camera d’albergo con lo zaino grande in spalla e poi rifare le suddette scale cinque o sei volte al giorno approfittando dei benefici dell’allenamento in quota (Mexico city, 2240mt. sul livello del mare).
Affronterete le piramidi di slancio irridendo come albatross i gruppi di turisti da viaggio organizzato che salgono in cordata.
Riderete meno quando l’ultimo giorno scoprirete che in albergo c’era l’ascensore.
Herbalife
il modo peggiore per incominciare il viaggio: condividere il volo con un gruppo di seguaci di Herbalife diretti ad una convention. Garruli mentecatti, sono tutti chiacchiere e distintivo.
Vuoi perdere peso? Chiedimi come, ti mozzo una gamba imbecille.
Ignoranti
addetti al carico e scarico dell’equipaje, noti anche come de ignorants, coloro i quali ignorano qualsiasi cosa, dai basilari principi della fisica ai vostri appelli disperati affinchè non vi stipino l’ Invicta tra due enormi cartoni cosparsi di merda di pollo per favorirne lo scivolamento a fondo bagagliaio.
Trattateli con sufficienza e chiamateli Jonsy (il jefe chiamatelo cappu con lieve inflessione della valpolcevera).
Jalapeño
altro che peyote, questo è il vero allucinogeno messicano. Cercate di resistere alla tentazione di strafare con le bruschettine altrimenti potreste finire a fare sogni deliranti tipo che quel gondone di XXX vi tende tranelli seminando ragnatele alla Spiderman sul vostro cammino oppure che praticate un cunnilingus ad una tredicenne giapponese
Kahlo
Frida, a l’ea brütiximma. (vedi anche donne baffute)
Lustrascarpe
immancabili gli sciuscià sono insopportabili anche senza Santoro. Per il messicano la scarpa lucida è uno status-symbol, li vedrete seduti sulla sedia del lustrascarpe a leggere il giornale con un’espressione di soddisfazione impagabile. Vedrete anche il bambino col capello leccato che si rimira le scarpe lucidate di fresco e si sente un gran signore mentre lo portano dai parenti lontani a Guntanajuato. In periodo di magra i lustrascarpe verranno a cercarvi per chiedere di lucidarvi le Adidas. Col lucido nero.
Musica
in Messico c’è sempre musica; non importa che provenga dalla radiolina del jefe (che ha un bzzzz nel tbdh), dalla tienda de zapatos che non si capisce perché ha un amplificatore da concerto che spara un milione di watt, dall’orchestrina di finti mariachi, dal maggiolone convertito in limousine o dal culo di un nano ventriloquo, la musica sarà sempre a volume esagerato ed equalizzata da cani.
Per distinguersi i locali cool diffondono evergreen come “Woman in love” oppure “Ebony and Ivory” in formato muzak.
Nanna
i messicani sono come le bambole, appena reclinano il capo all’indietro chiudono gli occhi. Poi cominciano a russare.
Operazione al naso
a giudicare dal numero impressionante di nasi incerottati che ho visto la rinoplastica deve essere il regalo più trendy per le diciottenni middle-upper class di Mexico City.
Peyote
no, non l’abbiamo provato percui piantatela di scassare il cazzo con le domande sul peyote.
Quetzalcoatl
dai termini nahuatl quetzalli piuma preziosa e coatl serpente, Quetzalcoatl (Kukulkhan per i Maya) è il serpente piumato, il drago celestiale principale divinità Tolteca-Azteca principio di ordine cosmico e forza vitale.
La decadenza della civiltà azteca coincise con l’abbandono del culto di Quetzalcoatl in favore del sanguinario dio tribale Huizilopochtli.
Ok, coincise anche con l’arrivo di invasori muniti di corazze d’acciaio e polvere da sparo.
Ruta Maya
lungo la ruta Maya si incontrano sempre le stesse facce, il giorno prima facevano colazione con voi ad Oaxaca, il giorno dopo li trovate sul vostro autobus per Montalban, il giorno dopo ancora per le strade di Tuxtla e così via. Ci si scambia un cenno di riconoscimento e si tira dritto che la strada è lunga.
Sbirri
un paio ad ogni angolo di strada in tenuta antisommossa e con il fucile d’assalto e poi vigilanza privata in ogni grande negozio e vari corpi paramilitari. Loro non sono chiacchiere e distintivo ma shotgun e tonfa. Non fatevi impressionare, sono i più gentili nel fornire informazioni se vi perdete (o se una testa di cazzo di autista di pesero vi porta a perdere).
Tequila
che Messico sarebbe senza tequila? Due nomi su tutti Don Julio ed Herradura ovviamente reposado da centellinare sino all’ultima goccia.
Unam
i mitici Pumas di Città del Messico. Come sempre ho scelto la squadra con la maglia più bella.
Volkswagen
il maggiolone è onnipresente, quelli verdi sono taxi, quelli customizzati sono delle tarro-mobili da antologia, una chicca il clacson con la musica de “Il Padrino”
Waldek
eccentrico aristocratico britannico; nel XIX secolo il conte Waldek già ultrasessantenne decise di visitare le rovine dell’appena scoperta Palenque e visse per due anni in cima ad un edificio oggi noto come casa del Condè scrivendo deliranti reportage in cui affermava di aver trovato una civiltà mediterranea tra le foreste del Messico meridionale suscitando un grande scalpore in patria sui quotidiani e nei circoli scientifici. Un genio afflitto da demenza senile che ubriacò di fregnacce una nazione, fosse vissuto In italia ai giorni nostri come minimo sarebbe presidente del consiglio.
Xx
dos equis, e poi Corona, Sol, Modélo, Tecate e Victoria. La cerveza ha sempre lo stesso sapore ma basta una fettina di lime e la vita ti sorride. Ha parecchi denti marci.
Yucatàn
Vorrei dirvi qualcosa di interessante, buffo ed originale sullo Yucatàn ma proprio non mi viene. Arrangiatevi.
Zorro
avete presente quel video di Elio in cui sono tutti vestiti da Zorro? Ecco, non c’entra un cazzo.
¡ hasta lleno, merdine !
tweets
- un'amica mi scrive "mi sono sciolta al concerto dei Moda'". ma è il tipo che canta "poi ti graffio poi ti frusto con il boa di struzzo"? bah
- E comunque assumetemi, miglioriamo la convention! Io propongo Las Vegas in hotel 5 stelle con concerto di Elvis
- Miglioramento della user experience del sito Internet e ottimizzazione delle convention del canale Internet (attività di SEM) #jobads #fail
- @dilestella quindi stai tweetando nuda?
- @Hazelycious ahh dal Mac dici. no, avevo fretta di infilarmi in metro e tornare a casa...








