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2002
Raffaele Grieco, un’epigrafe
I bambini non conoscono le persone; le subiscono, devono trattarci, le sfruttano, ma non arrivano mai a conoscerle. L’adolescenza arriva dopo, con un minimo di coscienza, di insight nelle cose, nelle persone, nelle proprie coscienze innanzitutto. E ci si rende conto di tante cose, di come informazioni dormienti nella coscienza assumano, dopo, significato negli atti, nei pensieri, nelle azioni, e nelle loro conseguenze.
Bisogna saper rispettare gli altri, gli spazi degli altri, le parole degli altri, i silenzi degli altri. Con le belle parole di Bobbio, bisogna sapersi fermare di fronte al segreto di ogni coscienza, e accettarla per tale. Bisogna saper fermare pochi punti saldi a cui ancorarsi, e sapere far muovere il resto in funzione; il porsi degli obiettivi, qualsiasi obiettivo, e orientarsi per arrivare lì. Per chi ci riesce, bisognerebbe anche parlare poco, dire molto, e dare tantissimo, per quelli che riescono a tramutare ogni cosa data in una cosa ricevuta senza la presenza effettiva della controparte materiale -una cosa tra se stessi, per se stessi. E questi genii, perchè tali sono, che ci riescono, a parlare poco e a dare tanto con le azioni, con gli sguardi, con gli insegnamenti muti, queste persone lasciano testamenti che valgono molto più per chi le ha viste dei vangeli e delle bibbie messe assieme, perchè non sono interpretabili, non ci si può appigliare o impigliare alla parola, non si può vedere o far finta di vedere il dito: c’è solo la luna, da ammirare, ed è lì.
Fin da ragazzo ho avuto a disposizione questo tipo di insegnamento da parte di un cavaliere silenzioso, un galantuomo per necessità prima di tutto per sé stesso, prima che per gli altri. E poi ho deciso che è importante essere affidabili e disponibili, anche se poi si corre il rischio di venire scambiati per prevedibili o noiosi da parte di persone che forse hanno bisogno più di accelerazioni dell’anima, di emozioni a prescindere, di scosse contro una noia perenne, e che non sanno gioire della quieta tranquillità della sincerità di un gesto casuale.
Un giorno forse mi toccherà di stare dentro un lettino, quando sarò vecchio e malfermo, forse la lucidità della mente mi lascerà, forse sarò incapace di provvedere a me stesso, e mi vergognerei se fossi lucido nel vedere quanto disturbo darei ai miei cari. Ma io lo so, vedendolo dall’altra parte, so che l’amore e il rispetto che una persona ha guadagnato per 76 anni non possono essere spazzati via dalla necessità; sono sempre lì, e danno la forza di fare cose noiose, brutte, sgradevoli, che diventano, senza poi molto clamore, atti di amore.
Tutto questo per dire che, da venerdì, c’è un Raffaele di meno in giro.
Buon viaggio, nonno.
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- in compenso ho visto lo spot di superenalotto. disgusto e indignazione. altro che trenitalia, com'è che non leggo polemiche?
- ma cazzo sono rimasto al freddo al pc aspettando almost true ma lo fanno dopodomani. #fail
- ce la posso fare. ce la devo fare. non mi spezzerete.
- @annalucylle segway ne vedevo sempre uno quando lavoravo vicino stazione garibaldi. sono differenti gradazioni secondo me
- adulti che girano in monopattino. Questo ci tocca in sorte.








