nov
11
2003

Solitude standing

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati  // 

Solitude standing è la sensazione di non sapere chi ci sia dall’altro capo del terminale, posto che ci sia davvero qualcuno…
[una rivista di videogiochi, un milione di anni fa]

light in CampecheMentre mi libro in volo non posso fare a meno di notare quanto mi ricordi Mexico City all’atterraggio, un tappeto percorso da milioni di luci intermittenti che spezzano l’oscurità in trame ortogonali. Tutto questo senza il sentore di pessima digestione del pasto monoporzione di AirFrance, un netto miglioramento.
Il programma per questa sera non è nuovo: legge ed entropia l’un contro l’altro armati e chi perde sputa.
Ripasso mentalmente le procedure domandandomi perché diavolo ho scelto un deltaplano come decoy. Non c’è un filo di vento quassù, del resto sarebbe solo un inutile spreco di risorse di sistema.
Vista dall’alto l’arcology appare vasta e silenziosa, sembrerebbe un volo di piacere ma i dæmoni di sorveglianza sono in ascolto su molte porte. Devo tenere sotto controllo le onde alpha, lasciare che la mente mi si riempia di pensieri random, muovermi con la tattica del pesce piccolo nel banco. Impermanenza.
Dall’archivio dei ricordi mi appaiono i suoi occhi, monalisa cyberpunk, sapore di lamette ed amara ironia.
Rinomino il file, tolgo una vocale significativa, le infinite permutazioni del nome di Dio.
Madre è il nome di Dio sulle bocche e sui cuori dei nostri figli
Citazionismo gratuito. Sono in missione suicida in pieno trip edipico irrisolto, recito un mantra
Io sono la colonna di luce che spezza la tenebra
tu sei cristallino she said. Un’altra permutazione.
Io sono la colonna di luce che spezza la tenebra
Ancora poco e sarò sopra il mainframe, potrò sganciare Midwinter dritto nell’occhio del mælstrom, come Frodo, come Luke Skywalker. Greimas sarebbe fiero di me, oppure Vogler non ha importanza.
Il tempo stringe, guardo istintivamente il punto dove dovrebbe trovarsi il mio Rolex falso. È l’ultima cosa che mi ha regalato mio padre. Perde qualche colpo ed è una gran patacca ma gli sono affezionato. Proprio come lui. Non credo di aver mai trovato il tempo di dirglielo. Ormai è tardi.
Io sono la colonna di luce che spezza la tenebra
Ecco il punto d’accesso, è come un fiore di fuoco sbocciato nel buio. Scrissi un haiku per una studentessa di Storia Mediovale una volta
Schiudono i petali cremisi
un dono di luce abbagliante

una gran merda in effetti, non rispetta neppure la metrica.
Avrei dovuto laurearmi in Informatica. Avrei dovuto laurearmi in ogni caso, cazzo.
Forse la soia avrebbe un sapore diverso.
Io sono la colonna di luce che spezza la tenebra
tu sei cristallino she said.
shut up you! czech polizei, control!

Marie, Marie, hold on tight. And down we went.
 
Looking into the heart of light, the silence.

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