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2007
Some girls wander by mistake
Seduto sul letto Luca sembrava un burattino ossuto e goffo. Vide i suoi occhi spalancarsi di stupore e la sua bocca iniziare a formare la proverbiale O. Si portò l’indice alla bocca domandandosi quanto potesse apparire un invito e non un ordine.
Il Viscido era di spalle, intento ad armeggiare con la cintura dei pantaloni. Pensò che avrebbe potuto prendere la sua vita in quell’istante, sarebbe crepato ignaro come un insetto schiacciato da un copertone mentre attraversa la strada. Non sarebbe stato divertente. Non sarebbe stato educativo.
Aspettò che si voltasse per gustare appieno la sua espressione nel vederla. La sua reazione fu, tuttosommato, contenuta.
Sorpreso con le braghe calate l’uomo rimase alcuni secondi a fissarla con l’espressione ebete, vedeva chiaramente la ragazza di fronte a lui, ne riconosceva i tratti sotto il trucco pesante eppure non riusciva a metterla a fuoco. Aveva gli occhi bistrati come una regina egizia, labbra nere come frutti avelenati ed unghie lucide come stiletti. Per associazione mentale si ritrovò a pensare ad un uccello da preda. Poi, improvvisamente lo colse l’illuminazione Tu? Ma non eri morta, puttanella?
Charlotte scrollò le spalle recitando poco convinta ma per questo drammaticamente efficace – La morte ci rende tutti angeli e ci dona ali dove prima avevamo spalle lisce come artigli di corvi
. Contemporaneamente a queste parole le sue ali si estesero fuori dalle pieghe sintetiche che le ospitavano come propaggini della sua volontà andando a ghermirlo come un piccolo roditore. Questa fu l’ultima cosa che vide prima di venire avvolto in un bozzolo di oscurità e perdere i sensi
Lascialo stare!
– il grido del ragazzo la colse di sorpresa, non aveva minimamente considerato l’impatto che le sue azioni potevano avere su di lui, inoltre nella sua hybris lo aveva completamente escluso dal suo campo visivo. Comprese l’errore quando sentì una lama conficcarsi nella coscia destra. Lascialo ho detto! È mio amico…
Reagì d’istinto colpendo il ragazzino con un manrovescio che lo fece volare oltre il letto. Estrasse la lama dalla ferita, era solo un coltellino, non avrebbe potuto ferirla nemmeno ad impegnarsi ciononostante rimase alcuni istanti ad osservarlo cercando di capire come poteva esserle sfuggita così di mano la situazione. Un debole singhiozzare la riportò alla realtà. Per fortuna non l’aveva ammazzato, sarebbe bastato poco. Era confusa, scossa, non poteva permettersi di perdere il controllo. Si caricò il Viscido come un fardello e si issò fuori dalla finestra.
Il vento che gli soffiava in faccia lo fece risvegliare, gli ci volle qualche istante per rendersi conto di dove si trovava, era scesa la notte ed era legato con del cavo elettrico in cima a qualche tetto. La ragazza era in piedi di fronte a lui, le braccia incrociate e lo sguardo contrariato. Qualcosa doveva avere intaccato la sicurezza che aveva mostrato al loro primo incontro
Perchè fai questo? Non provi mai…rimorso?
gli disse, parlava tra i denti cercando di tenere a freno l’aggressività. L’uomo fece un respiro profondo quanto gli consentivano i legacci poi le disse Conosci la storia dello scorpione ed il rospo? Fa così. Un giorno, uno scorpione dovendo attraversare un torrente chiede aiuto ad un rospo che sosta sulla riva. Il rospo osserva a lungo lo scorpione senza rispondere. Poi gli chiede – Se ti aiuto, chi mi garantisce che non mi colpirai col tuo aculeo? – Lo scorpione senza esitazione giura di non fare alcun danno al rospo amichevole. Il rospo allora gli dice di saltare sulla sua schiena e lui lo traghetterà dall’altra parte. Lo scorpione obbedisce ed il rospo comincia a nuotare verso l’altra riva.
Nel mezzo della traversata, il rospo sente un bruciore sulla schiena ed inizia lentamente a sentirsi debole e pesante i suoi muscoli perdono sensibilità, si fanno rigidi. Il rospo allora si rende conto che lo scorpione lo ha punto nonostante la promessa. Mentre cerca di non affondare gli parla con la poca voce che gli rimane – Ora annegheremo entrambi. Perché l’hai fatto?. Lo scorpione è molto confuso tuttavia sa che il suo atto finale sigilla il loro destino. Appena prima che i flutti li inghiottano lo scorpione dice – mi dispiace, non posso farci nulla, è la mia natura. – e così entrambi muoiono.
Non ho mai sopportato queste cagate zen
disse lei, prima di spiccargli di netto la testa con un singolo colpo d’ala.
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tweets
- in compenso ho visto lo spot di superenalotto. disgusto e indignazione. altro che trenitalia, com'è che non leggo polemiche?
- ma cazzo sono rimasto al freddo al pc aspettando almost true ma lo fanno dopodomani. #fail
- ce la posso fare. ce la devo fare. non mi spezzerete.
- @annalucylle segway ne vedevo sempre uno quando lavoravo vicino stazione garibaldi. sono differenti gradazioni secondo me
- adulti che girano in monopattino. Questo ci tocca in sorte.








