11
2007
Spiderman 3 o i dolori del giovane Parker
La prima cosa che mi è venuta in mente è la recensione di un disco dei Ratt che lessi molti anni fa su Metal Hammer: "è come
un
bel piatto
di carne al
sangue servito
con sopra dei
cubetti di zucchero""è come un bel piatto di carne al sangue servito con sopra dei cubetti di zucchero". Incidentalmente quel disco faceva cagare.
Ora, pur essendo incline ad abbinamenti culinari improbabili devo ammettere che la metafora è calzante e ben si addice a questo che le note di produzione definivano il terzo capitolo di un franchise che ha incassato oltre un miliardo e mezzo di dollari in tutto il mondo. Purtroppo quello che funziona egregiamente per il fast-food non funziona altrettanto bene quando si tratta di cinema. Facendo la tara all’hype intorno alla pellicola, dimenticando per un istante il budget faraonico e gli effetti speciali di primissima qualità e mettendo da parte l’approccio da fan al personaggio quello che resta è un film modesto che mostra la corda, privo di grossi spunti creativi e di momenti di vero coinvolgimento cinematografico, puntellato ed è la nota peggiore, da siparietti comici eccessivi e spesso fuori luogo. Non so se dipenda dal maggiore coinvolgimento di Raimi nella stesura della sceneggiatura rispetto ai due capitoli precedenti ma il cambio di registro è palese e fastidioso, un esempio su tutti la scena del ristorante con Bruce Campbell che evidentemente ha un contratto con Raimi per fare un cameo in ogni film. La gag del maître oltre ad essere poco divertente toglie ogni pathos a quello che dovrebbe essere uno dei nodi drammatici della vicenda per quanto concerne la relazione tra Peter e MJ. Verosimilmente se qualcosa si è rotto nel giocattolo Spiderman è nell’equilibrio tra azione, drama e commedia. Ingredienti miscelati in proporzioni perfette nel primo episodio facendone il miglior film di supereroi per il grande pubblico e qui invece completamente sbilanciati.
Il secondo capitolo mi aveva fatto storcere il naso per la sproporzione tra azione e soap-opera e mi aspettavo si trattasse di un passaggio interlocutorio per legare i due capi della trilogia così come "L’impero colpisce ancora" era un film di minor respiro rispetto a "Guerre Stellari" tuttavia mentre il secondo episodio della trilogia di Lucas aveva i suoi momenti memorabili Spiderman 2 era invece un melenso triangolo sentimentale intervallato da qualche sana sequenza di mazzate acrobatiche. Purtroppo questo terzo episodio riprende le fila della vicenda stemperandola ulteriormente nei toni della commedia rosa
Il peggior difetto della sceneggiatura è che cerca di spremere in 139 minuti un paio di centinaia di numeri del fumetto infilandoci dentro troppe sottotrame nessuna sviluppata in maniera coerente. La storia sovraffollata di personaggi è come un motore troppo complesso che si mette in moto, si ferma, tossisce, riparte ma non entra mai veramente a regime.
Per certi versi sembra soffrire della sindrome da moltiplicazione dei film di Batman pre-Nolan, qui ci sono tre villain e nessuno viene sfruttato al massimo.
Sandman, eccellente nella resa in CGI soprattutto la sequenza della trasformazione iniziale, forse l’unica davvero memorabile, offre lo spunto per le migliori scene di combattimento ma resta un personaggio bidimensionale quanto a resa psicologica, una sorta di Boris Karloff mostro incompreso anchè perché la storia non ci da modo di comprenderlo.
Venom, piatto forte del film, è solo un’effetto banalotto di animazione, diventa notevole solo quando si impossessa di Eddie Brock ma a quel punto sono già trascorse due ore di film e resta poco per gustarselo, quanto agli effetti tragicomici del simbiote alieno su Peter Parker dirò in seguito. Goblin poi è il personaggio più debole, comodamente messo fuori combattimento da un’amnesia per buona parte del film salvo tornare come vertice del triangolo con MJ e Peter, fare la figura del malamente prima, della vittima poi e riscattarsi quindi nel finale con una buona dose di buonismo complice la trovata del maggiordomo deus ex-machina, tipica scorciatoia da sceneggiatore in crisi, Lost insegna.
Quanto al nostro amichevole uomo ragno di quartiere troppo spesso è sostituito dalla sua gommosa controparte in CGI e questo è male. Ricordo ancora quando da piccolo mi portarono al cinema a vedere il film di Spiderman con Nicholas Hammond, in fondo era solo un bietolone vestito con una tutina di spandex ridicola ma era la fottuta magia di vedere l’eroe dei fumetti in carne ed ossa a fare la differenza. Ai miei occhi di bambino era una cosa incredibile e quella magia è in fondo quello che cerco ogni volta che vado a vedere un film di supereroi. Voglio vedere quanto può sembrare reale. Per questo non mi è piaciuto l’Hulk di Ang Lee, se voglio vedere un pupazzo gommoso mi guardo un cartone animato. Inoltre siccome ci sono fondamentalmente una serie limitata di variazioni possibili sulle pose plastiche mentre ci si dondola da una ragnatela la brillante idea di questo sequel è stata di rigirare le scene tra i grattacieli praticamente uguali ai precedenti film ma a velocità accelerata il risultato è che il primo combattimento contro Goblin è così frenetico e confuso che non si riesce a vedere cosa sta succedendo.
Pagine: Pagina 1 Pagina 2
tweets
- "Il Papa ai giovani, il posto fisso non è tutto" http://bit.ly/aaJZiB Ne riparliamo quando accetteranno le avemarie al supermercato. KTHXBYE
- the one and only, Jerry Only. The Misfits live at Carroponte http://twitpic.com/2knw9a
- @fil_ quelli di jerry ord oggidì comunque queli
- At Carroponte waiting for Misfits
- @henrymanicomio è il social network musicale di apple. praticamente l'ultimo chiodo nella bara di myspace ed il primo in quella di last.fm








