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2007
Spiderman 3 o i dolori del giovane Parker
Ma parliamo di Peter Parker, all’inizio del film sembra andare tutto a gonfie vele per il nostro eroe eppure lui è più sfigato del solito probabilmente a causa di un Maguire appannato e col doppiomento. Ovviamente presto le cose iniziano a cambiare, Petey si vede soffiare il lavoro dall’ultimo arrivato, riemergono dettagli sulla morte di zio Ben che lo riportano a confrontarsi col fantasma del senso di colpa e soprattutto vede vacillare la sua relazione con Mary Jane. Pur dovendo segnalare l’indegna prova di recitazione nella scena sul ponte il subplot della crisi con MJ è l’unico a seguire uno sviluppo plausibile a livello di reazioni emotive dei protagonisti. Fondamentalmente la sua relazione va a puttane sulla base di una serie di coincidenze, non detto, incomprensioni e scariche di statica random nel cervello di lei, un pattern universalmente riconosciuto e realistico, così come è da manuale la reazione di lei secondo la celeberrima equazione mi sento confusa = mi sento troia.
A questo punto però la sceneggiatura viene incontro al protagonista nella figura del simbiote alieno che si insinua nella mente del nostro eroe facendo emergere la sua metà oscura ed aggressiva.
Notevole la caratterizzazione visiva di questo cambiamento, come ci ha insegnato Heroes basta pettinarsi i capelli all’indietro col gel per passare da otaku patacroccoloso a samurai sicuro di se’, allo stesso modo basta pettinarsi i capelli col ciuffo sull’occhio per passare da nerd sfigatello a…uhm…nerd emo sfigatello.
E così ci tocca vedere il buon Peter Parker con tanto di ciuffo ed eyeliner purtroppo però invece di limitarsi a sfogare il suo lato oscuro aprendo un Myspace con la musica dei My Chemical Romance per scrivere della sua ex (quella zoccola), Peter se ne esce a passeggiare pavoneggiandosi come il peggior Tony Manero poi secondo una consolidata tradizione cinematografica che va da Jerry Lewis ne "Il Professore Matto" a "The Mask" esce a folleggiare in un jazz-club comportandosi peggio di Ricky Martin nel video di La Vida Loca. Insomma uno sviluppo così imbarazzante che mi ha fatto domandare come abbia fatto Stan Lee a metterci la faccia. Ma c’è un’ultima nota dolente.
Peter va al locale in cui lavora Mary Jane e ci porta una donna solo per farla ingelosire (una donna, dio mi perdoni, anche più bella di MJ). Quella donna è Gwen Stacy. Al di là della pochezza dell’espediente è scandaloso l’utilizzo del personaggio fatto in questo film. Quando ho visto per la prima volta il trailer mesi orsono ho creduto per un istante che avrebbero realmente dato spessore a Gwendolyn costruendo un intreccio sentimentale nuovo ed interessante per il film. Invece qui Gwen Stacy, interpretata da una Bryce Dallas Howard così splendida che non trovo le parole, è relegata al ruolo della stereotipale bimbo, neanche fosse Crissy di Tre Cuori in Affitto.
Giusto per mettere le cose in prospettiva bisogna tenere presente che Gwen Stacy è la donna angelicata del mythos di Spiderman nonchè il primo vero amore di Peter Parker. Nella vita di ogni uomo, anche quelli fatti di carta colorata, c’è una donna che funge da paradigma per qualsiasi altra figura femminile, a volte si tratta di una donna angelicata altre volte di una fottuta dark-lady. Nella vita di Peter quella donna è stata Gwen Stacy, non importa se poi ha sposato Mary Jane Watson.
La scena del primo film in cui Goblin tiene Mary Jane sospesa sopra il ponte di Queensboro era una citazione della sequenza quasi analoga di Amazing Spider-Man #121 dove Gwen è tenuta sospesa da Goblin sopra il ponte di Brooklyn. In quella storia Spiderman riesce ad afferrare Gwen con una raganatela mentre precipita. Purtroppo però quando la raggiunge scopre di non averla salvata. La decelerazione improvvisa le ha spezzato il collo.
Questa morte segnò in maniera indelebile non solo la storia di Spiderman ma ebbe un impatto tale sul mondo dei comics da venire considerata il momento in cui finì la cosiddetta silver age of comics. Peter Parker visse il trauma defintivo che lo portò fuori dall’adolescenza emotiva e con lui il suo pubblico. Nonostante qualche inevitabile rimaneggiamento con la continuity la morte di Gwen resta una delle pochissime morti "significative" e pertanto inalterabili dell’universo Marvel. Quest’episodio fu anche quello che fece avvicinare Peter ed MJ mettendo in moto gli sviluppi per gli anni a venire.
Pertanto mi si perdoneranno i toni da Studio Aperto ma sento di dire "oggi con questo film Gwen Stacy è stata uccisa una seconda volta".
Critiche a parte alla fine il film è passabile e comprerò il DVD in edizione deluxe quando uscirà. La scena che mi è piaciuta di più è quella in cui Spiderman salta lo squalo. Piacerà anche a voi.
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