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apr
28
2010

Piccoli fuochi (parte II): L’uomo obsoleto

di Harlequin  //  Racconti  //  2 Comments

Ansimando leggermente si issò a metà del condotto. Lo spazio angusto era a malapena sufficiente a strisciare sui gomiti ma questo tratto era completamente verticale. L’aria era secca, l’impianto non veniva acceso da mesi ed i filtri ai carboni attivi erano sporchi. Il pulviscolo gli si infilava nelle narici ed in gola con un retrogusto ferroso che gli portava alla mente ricordi spiacevoli di viagggi in treno e stazioni lontane.
Rinunciò con un ultimo movimento stizzito del collo a togliersi dalla fronte un ciuffo intriso di sudore, la tuta in kevlar gli si era praticamente incollata addosso.
"Prendi fiato, ce la fai? Le tue pulsazioni stanno salendo, noto anche una leggera aritmia"

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apr
1
2007

Some girls wander by mistake

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati

Have you seen your mother, baby, standing in the shadow?
Have you had another baby, standing in the shadow?
Have you seen your mother baby, standing in the shadow?
(Jagger/Richards)

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giu
23
2004

Piccoli fuochi

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati

S1

  1. The symbol for the element sulfur.
  2. The symbol for entropy.

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dic
7
2003

Incipit

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati

Veniamo tutti al mondo urlando. Un modo plateale di asserire la propria esistenza. Forse solo perché già coscienti del ruolo di comparse che ci spetta in questo insensato teatro del dolore. L’entrata in scena, si sa, è fondamentale. La prima impressione è tutto. Solo che l’approccio è sbagliato. Errore di valutazione. Tendenza a sopravvalutare, ad esagerare.
Basta guardarsi attorno, le facce su un bus solo parzialmente affollato in un martedì qualsiasi di un Novembre indolente. Le figure tragiche che cerchiamo di essere sono in gran parte macchiette, avventori anonimi visti rigorosamente di spalle come al bancone di un bar in un quadro di Hopper, personaggi che si giocano la vita ai tocchi in un brano mediocre intitolato “Blues di una città delusa”

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nov
11
2003

Solitude standing

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati

Solitude standing è la sensazione di non sapere chi ci sia dall’altro capo del terminale, posto che ci sia davvero qualcuno…
[una rivista di videogiochi, un milione di anni fa]

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