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set
10
2002

La Muerte Seca

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati

i touched her thigh and death smiledIncespicando tra i rifuti la vecchia si accostò ad un tratto di muro scrostato, si voltò e si lasciò cadere a peso morto incurante dei cocci di bottiglia che le si conficcavano nella schiena ossuta. Respirava affannosamente ed aveva la vista annebbiata. L’ospite si era svegliato presto quella mattina e l’aveva condotta in quella parte di città a lei sconosciuta. Erano ore che controllava febbricitante pareti, bidoni, angoli di marciapiede ed ogni superficie utile in cerca dei segni. Doveva trovare un nodo e doveva trovarlo ora.

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ago
11
2002

Charlotte sogna

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati

Mille battiti al minuto. Motion blur. Farfalle vorticano impazzite, lasciano scie colorate in una zona franca compresa tra i venti centimetri dopo la punta del naso ed il nulla. Tutto il resto è ovatta, niente voci niente suoni. Pensare è troppo faticoso. C’è solo un
calore pulsante alla base della spina dorsale su cui focalizzare la coscienza. Kundalini.

Statica sullo schermo

L’uomo sollevò il telefono cellulare maledicendo dentro di sé la pessima qualità dei componenti elettronici non schermati nella telecamera di sorveglianza.

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lug
29
2002

The Passion of Lovers

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati

L’aria era stantia, sapeva di sudore ed eiaculazioni tamponate col kleenex.
Ko Dahunt, DevNull per gli amici del circolo, sedeva di fronte al computer immerso nella penombra della sua cameretta. Con la mano destra armeggiava col mouse (surfava in maniera tradizionale, sapevano gli dei quanto fosse difficile mettere le mani su hardware non obsoleto a Yangoon di questi tempi), con la mano sinistra reggeva un pacchetto semivuoto di patatine-stick. La maggior parte del contenuto faceva bella mostra di sé nella sua bocca semispalancata.
Sullo schermo in tutta la gloria di sedici milioni di colori campeggiava lo sguardo vitreo di un cadavere. DevNull era praticamente ipnotizzato, non prestava la minima attenzione ai rumori provenienti dall’esterno dove impazzavano i gavettoni del Thin-gyan, il festival dell’acqua. Occasionalmente si sentiva esplodere qualche fuoco d’artificio, ma la maggior parte del rumore era solo un vociare festoso ed uno scrosciare d’acqua. Lui tuttavia preferiva trascorrere il capodanno così, i suoi genitori l’avrebbero definito malsano se solo avessero saputo ma a lui non importava. Continuò a far scorrere le immagini sullo schermo, roba europea, tosta.
Con la sua ultima brillante intuizione DevNull pensò che se Gesù Cristo fosse morto l’altro ieri le sue foto sarebbero su rottendotcom.

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lug
13
2002

Barabba

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati

Il corridoio era umido e male illuminato, un altro aborto della speculazione edilizia lasciato al suo destino come un tumore maligno in espansione. Svoltato l’angolo H- si fermò di scatto, qualcosa lo colpì lievemente alla tempia. Era la punta affusolata di un aeroplano di carta. Abbassò lo sguardo alla sua sinistra, un bambino riccioluto seduto su un quad giocattolo in plastica scadente lo osservava con un sorriso compiaciuto.
H- stimò che a cinque anni il bambino era probabilmente ancora troppo ingenuo per mettere uno spillo nella punta dell’aereo. Forse, semplicemente, non l’aveva trovato.

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giu
9
2002

Change (in the house of flies)

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati

Era un cielo slavato ed inerte quello che si apriva sopra di lui, componendosi ad ogni passo mentre saliva lentamente i gradini del sottopassaggio lasciandosi alle spalle l’odore di muffa a cui si era aggiunto un altro, nuovo, dolciastro e vischioso. Se gli auricolari non avessero frapposto 13 watt di isolamento acustico fra lui ed il mondo esterno avrebbe potuto sentire la voce cantilenante di una donna che parlava un paio di metri più in alto all’imbocco delle scale.
Ecco lo vedi, ci siamo persi di nuovo…e girala quella cartina, ma sai leggere? hmpf…aspetta che arriva qualcuno…
La donna in cima alle scale, con i suoi bermuda khaki e gli occhiali da sole oversize pareva presa di peso da uno spot di villaggi vacanze. Poco più in là, appoggiato al muro un uomo sovrappeso cercava di venire a capo di una cartina plastificata della città.
La donna scrutò con una certa curiosità l’uomo che le si faceva incontro emergendo dal passaggio male illuminato. Portava uno spolverino nero che scendeva sino alle caviglie e un qualche modello hi-tech di lenti annerite, sembrava procedere per forza di inerzia, come se non stesse andando da nessuna parte in realtà.
La donna si armò del suo migliore sorriso e gli rivolse una timida domanda:
Mi scusi, cosa c’è lì sotto?
Lui le passò accanto ignorandola come fosse stata un fantasma e continuando a fissare un punto indefinito oltre l’orizzonte rispose:
L’inferno

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