Oni padme parimpam pù 04gen04

Tra l’eco di conchiglie trombe campane
fragore di tamburi di piatti
Lo sgretolarsi tremolante dei gong

Tra l’eco di conchiglie trombe campane
fragore di tamburi di piatti
Lo sgretolarsi tremolante dei gong
Cosa spinge a comprare l’amore delle donne? Qual’è la molla, la scintilla: il calore dei lombi o il gelo insopportabile dell’anima? Cosa li spinge, sarariman infreddoliti in grisaglia scura, a scendere in Vicolo degli Angeli, circospetti, lo sguardo in basso ad evitare altri occhi, altri sguardi…
Have you ever been to electric ladyland?
Alla poesia si accompagnano le immagini di quello che viene narrato, mentre viene narrato. La coppia fa esattamente quello che c’è scritto che fanno; solo non sono sicuro che fosse bossanova, non so. Non stanno assieme da molto, non si sono mai neanche mai baciati. L’appartamento è di lui, ed è molto ben arredato, con il gusto di una persona ultra65enne con dei soldi a disposizione per fare quello che gli pare di un appartamento in fatto di mobili e luci. Io sono io, il mio interlocutore è lei, lo scambio di battute tra me e lei avviene fuori dalla narrazione vera e propria, è un dialogo reale inserito nel testo, ma non ne fa parte originariamente. Lei e la protagonista della scena sono affini, hanno un legame molto stretto, forse sono nonna e nipote.
Manca tutta una parte prima, narravo un’altra poesia dove Grits era il protagonista di un simbolico gioco a premi. Poi invece sempre lei mi fa notare quanto quello che avevo narrato fosse simile, troppo simile ad una poesia musicata di Jim Morrison. Non me la ricordo più, mi ricordo solo che mi piaceva più di quest’altra che state per leggere.
Non so altro.
Mille battiti al minuto. Motion blur. Farfalle vorticano impazzite, lasciano scie colorate in una zona franca compresa tra i venti centimetri dopo la punta del naso ed il nulla. Tutto il resto è ovatta, niente voci niente suoni. Pensare è troppo faticoso. C’è solo un
calore pulsante alla base della spina dorsale su cui focalizzare la coscienza. Kundalini.
Statica sullo schermo
L’uomo sollevò il telefono cellulare maledicendo dentro di sé la pessima qualità dei componenti elettronici non schermati nella telecamera di sorveglianza.
Cazzo vi ridete?