13
2007
Impressioni di settembre di Hiro Nakamura
appunti per i viaggi nel tempo
- non importa quante volte torni indietro, non potrai mai cambiare il passato
- non avere paura. mai
The summer days are gone too soon Now the fall is here again When the snows come rolling through
You shoot the moon
And miss completely
And now you’re left to face the gloom
The empty room that once smelled sweetly
Of all the flowers you plucked if only
You knew the reason
Why you had to each be lonely
Was it just the season?
You can’t begin to give in
It’s all over
You’re rolling too with some new lover
Will you think of times you’ve told me
That you knew the reason
Why we had to each be lonely
It was just the season
30
2005
C’est la UAT
User acceptance testing
From Wikipedia, the free encyclopedia.
User acceptance testing (UAT) is one of the final stages of a software project and will often occur before the customer accepts a new system.
Users of the system will perform these tests which, ideally, developers have derived from the User Requirements Specification, to which the system should conform.
Test designers will draw up a formal test plan and devise a range of severity levels. The focus in this type of testing is less on simple problems (spelling mistakes, cosmetic problems) and show stoppers (major problems like the software crashing, software will not run etc.). Developers should have worked out these issues during unit testing and integration testing. Rather, the focus is on a final verification of the required business function and flow of the system. The test scripts will emulate real-world usage of the system. The idea is that if the software works as intended and without issues during a simulation of normal use, it will work just the same in production.
Results of these tests will allow both the customers and the developers to be confident that the system will work as intended.
Accade invece che le specifiche siano decise dal marketing, implementate da programmatori esterni e l’utente mandato a seguire l’UAT veda un gruppetto di persone ad un tavolo che bisbigliano sottovoce di questo o di quello.
Accade che così tra il giorno e la notte il vecchio tool viene rimpiazzato dal nuovo e quando faccio notare che
- inserire un contenuto in fondo ad una pagina e ritrovarlo in un box scrollando nuovamente in alto una serie infinita di link testuali
- posizionare i link, anch’essi testuali che i bottoni costano, commit e delete a sinistra ed in quest’ordine
sono violazioni dei concetti base dell’usabilità e dell’ergonomia vengo accolto da un sorrisetto che dice sì vabbè ma che te frega basta che funzioni.
Già, basta che funzioni. Invece ho clonato 5 workspace apportato le modifiche previste dal palinsesto alla grid di home base, effettuato il logout e logandomi come approver ho approvato per le diverse proposition con il go-live previsto alle ore 19 di venerdì.
E non è successo nulla. Non funziona. Tutte le modifiche in palinsesto sulla homebase possono pure andare nel cesso. Tanto qui fanno tutti il ponte a parte noi e quattro stronzi di presidio dell’IT che non hanno saputo fornire risposta al trouble ticket che ho aperto in merito al disservizio.
Restiamo qui in un complesso deserto a roderci il fegato.
Avrei potuto prendere qualche giorno di ferie per fare ponte ma tanto la persona con cui l’avrei voluto passare non c’è.
Però avrò il primo novembre libero ed avrei preferito lavorare che almeno mi pagano di più per fare come al solito (per ora) un cazzo. Invece ho un meraviglioso giorno libero ma non posso dormire fino a tardi perchè passa la donna delle pulizie, non posso andare a fare la spesa perchè è tutto chiuso e tolta la spesa l’altra mia occupazione nel tempo libero e aspettare che si liberi una lavatrice nel locale lavanderia per fare il bucato. Ma l’ho già fatto ieri dopo aver incassato il solito pacco a fronte della richiesta di un cambio turno per avere la sera libera. Mi resta il mio appartamento nel residence dove non ho dvd, libri o xbox e nemmeno internet per sfogarmi un po’.
Potrei tornare a Genova ma sono stanco di farlo appena ho 24 ore libere e poi ora non ho nemmeno più una casa a cui tornare visto che avevo deciso di andare via comunque per inseguire qualcosa che comunque non c’è e non ci sarà.
26
2004
A mandala begs roots
Quanto è grigia Milano a Settembre quando certi vuoti si fanno ingombranti.
Ho passato due ore a pensare ad altro cercando di distrarmi e puntualmente appena sceso dal treno ho voltato la testa nella tua direzione. Ovviamente non c’eri, come non c’eri allora in ritardo perenne, come non ci sei mai stata davvero in fondo.
Eppure quel movimento mi ha fatto più male di quanto potessi credere. Lo spazio vuoto davanti alla vetrina mi ha ferito quanto quell’ultima conversazione. Mi sono portato a casa un bagaglio di sensazioni ed una certezza.
Ci sono voci che tacciono da troppo tempo ed ora ho bisogno di ascoltarle, di lasciarle venire fuori a riempire lo spazio con la loro presenza familiare, con le loro storie che sono cocci di vetro sotto la pelle e punture di acido sotto la lingua.
It’s not like you to say sorry
I was waiting on a different story
This time I’m mistaken
for handing you a heart worth breaking
and I’ve been wrong, i’ve been down,
been to the bottom of every bottle
these five words in my head
scream porco dio che imbecille, addio
16
2004
Mirror Mirror on the Floor…
Seduto in postazione come Kreutzneuer assediato dall’acqua mentre aspetto che asciughi il pavimento non posso fare a meno di pensare come in fondo certe metafore siano appropriate. Solo pochi minuti fa stavo ancora raccogliendo i cocci di quella sera, grossi affilati pezzi di vetro finiti dietro il divano e sotto la torre dei cd e chissà ancora dove e qualcosa mi dice che ancora ne troverò nei mesi a venire, piccole schegge malevole pronte ad infilarsi sotto la pelle con la forza bruciante dei ricordo che non vorremmo più.
Adesso il pavimento è limpido, lucido, ma basterebbe poco a spezzare l’illusione, a rivelare le macchie di sangue e sudore
don’t come around here dancing barefoot anymore…
per certe macchie non basta la pioggia e la pioggia non è mai abbastanza eppure continuo ad invocarla, pioverà questa notte lo sento, in un modo o nell’altro…
avete mai fatto caso a quanto il vostro volto riflesso in una pozza assomigli a quello che avete scordato?
at last he pulled off, tears were running down in streams from her eyes like bitter milk on a mother’s breast. I’m scared, he said, and it all started slipping away.
tweets
- @IoeAnnie Rocco Siffredi?
- Timidissimi segnali di ripresa.
- ok vediamo quanto riusciamo a far cagare oggi. senza capitano. (che per me poteva partire a giugno)
- yup quindi i tatuaggi di cupcake sono espressione modaiola da mischiare con Old School http://t.co/jkyV3P7m @dilestella e roba "ironica"
- avevo fatto una spesa salutista ma poi ho svaccato con la cioccolata. brutta cosa la dipendenza.




