Libello contro i vegetariani 02set02
Barba = Zio
Baxaicò = Basilico
Bazanha = Fava
Bazzanotto = Fra sodo e tenero (detto anche di belino)
(da qui)
Barba = Zio
Baxaicò = Basilico
Bazanha = Fava
Bazzanotto = Fra sodo e tenero (detto anche di belino)
(da qui)
O Gea
madre di noi tutti
principio di vita
tu che mi cibi
e mi vesti
ti prego
se puoi
ridammi il pallone.
Un carnevale di lucine rosse e verdi si inseguiva sul volto contrariato dell’assistente. Con uno sbuffo controllò per l’ennesima volta i valori sul monitor, non poteva credere di stare sprecando così un altro sabato sera. Infilò la mano nella tasca del camice ed estrasse una provetta che aveva preventivamente riempito di brandy, ne trasse una fugace sorsata mentre guardava il soggetto sulla sua destra fluttuare in una colonna di plexiglass riempita di liquido amniotico. Trafitto da un paio di dozzine tra sonde ed elettrodi gli ricordava un grottesco puntaspilli.
Ancora nulla Ibiki?
La voce lo fece trasalire, mentre si voltava per rispondere si augurò che il dottore non l’avesse notato mentre faceva sparire furtivamente la fialetta. Il suo stato di servizio aveva già troppe macchie. L’anziano dottore non mostrò il minimo segno di essersi accorto di nulla, era troppo interessato dal soggetto e viveva questi esami con piglio monomaniacale. – Abbiamo registrato un altro picco poco fa
Continuano a riaffiorarne di quei, come li ha definiti Dottore? Fantasmi Neurali?
abbiamo anche un paio di ottime scansioni, si tratta sempre della stessa donna…il soggetto è poco fantasioso eh?
Ibiki fu interrotto da un nuovo bip dell’attrezzatura che iniziò a crescere di insistenza.Pare che ne arrivi un altro
Il Dottor M non lo ascoltò nemmeno e gli passò accanto come fosse stato un pezzo dell’arredamento e gli si parò davanti bloccandogli la visuale del monitor.
Ibiki scartò a destra e vide una sagoma farsi avanti sullo schermo.
Cos’ abbiamo questa volta Doc? uno…
Squalo
.
Questa volta era riuscito a sorprenderlo
Il canto modulato del muezzin lo strappò alla sua reverie costringendolo a sentire il vento pungente sferzargli il viso.
Tuttosommato la vista non era pessima, l’orizzonte incendiato dal tramonto valeva la pena di un po’ di grecale e poco importava che ad incendiarlo fosse una fiamma chimica.
La città pareva meno meschina vista dall’alto ed il mare verde e profondo come in una vecchia canzone.
Solo un piccolo salto.
“Nothing of him that doth fade
but doth suffer a sea-change
into something rich and strange.”
“Pioggia che cade sui vetri mi graffia l’anima. Ti prego, lava via la stanchezza delle parole non dette.”
Lo scrissi un mese fa e credevo di essere infelice.
Stavo sottovalutando la situazione.