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apr
28
2010

Piccoli fuochi (parte II): L’uomo obsoleto

di Harlequin  //  Racconti  //  2 Comments

Ansimando leggermente si issò a metà del condotto. Lo spazio angusto era a malapena sufficiente a strisciare sui gomiti ma questo tratto era completamente verticale. L’aria era secca, l’impianto non veniva acceso da mesi ed i filtri ai carboni attivi erano sporchi. Il pulviscolo gli si infilava nelle narici ed in gola con un retrogusto ferroso che gli portava alla mente ricordi spiacevoli di viagggi in treno e stazioni lontane.
Rinunciò con un ultimo movimento stizzito del collo a togliersi dalla fronte un ciuffo intriso di sudore, la tuta in kevlar gli si era praticamente incollata addosso.
"Prendi fiato, ce la fai? Le tue pulsazioni stanno salendo, noto anche una leggera aritmia"

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lug
21
2004

water water everywhere

di Harlequin  //  Blog  //  Commenti disabilitati

Mi guardo riflesso nella parete di plexiglass blu e mi domando che cazzo ci faccio qui.
In realtà lo so e so benissimo che non dovrei esserci. Quando ho risposto al telefono lunedì ed ho sentito Buongiorno sono Sarcazzis della banca Mxxxxxxxx mi sono sentito mancare, nemmeno il tempo di rendermi conto che il mio conto non è alla Mxxxxxxx (“Noi siamo una banca commerciale, diversa dalle altre…”) e che non avevo nulla da temere ormai mi basta vedere un numero sconosciuto sul display del cellulare per sudare freddo.

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set
2
2002

Libello contro i vegetariani

di maffa  //  Other Voices  //  Commenti disabilitati

U l'è lëBarba = Zio
Baxaicò = Basilico
Bazanha = Fava
Bazzanotto = Fra sodo e tenero (detto anche di belino)
 
(da qui)

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mag
17
2002

Gea

di maffa  //  Other Voices  //  Commenti disabilitati

O Gea
madre di noi tutti
principio di vita
tu che mi cibi
e mi vesti
ti prego
se puoi
ridammi il pallone.

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feb
20
2002

A dinner with sharks

di Harlequin  //  Racconti  //  Commenti disabilitati

sharkUn carnevale di lucine rosse e verdi si inseguiva sul volto contrariato dell’assistente. Con uno sbuffo controllò per l’ennesima volta i valori sul monitor, non poteva credere di stare sprecando così un altro sabato sera. Infilò la mano nella tasca del camice ed estrasse una provetta che aveva preventivamente riempito di brandy, ne trasse una fugace sorsata mentre guardava il soggetto sulla sua destra fluttuare in una colonna di plexiglass riempita di liquido amniotico. Trafitto da un paio di dozzine tra sonde ed elettrodi gli ricordava un grottesco puntaspilli.

Ancora nulla Ibiki?
La voce lo fece trasalire, mentre si voltava per rispondere si augurò che il dottore non l’avesse notato mentre faceva sparire furtivamente la fialetta. Il suo stato di servizio aveva già troppe macchie. L’anziano dottore non mostrò il minimo segno di essersi accorto di nulla, era troppo interessato dal soggetto e viveva questi esami con piglio monomaniacale. – Abbiamo registrato un altro picco poco fa
Continuano a riaffiorarne di quei, come li ha definiti Dottore? Fantasmi Neurali?
abbiamo anche un paio di ottime scansioni, si tratta sempre della stessa donna…il soggetto è poco fantasioso eh?

Ibiki fu interrotto da un nuovo bip dell’attrezzatura che iniziò a crescere di insistenza.
Pare che ne arrivi un altro
Il Dottor M non lo ascoltò nemmeno e gli passò accanto come fosse stato un pezzo dell’arredamento e gli si parò davanti bloccandogli la visuale del monitor.
Ibiki scartò a destra e vide una sagoma farsi avanti sullo schermo.
Cos’ abbiamo questa volta Doc? uno…
Squalo.

Questa volta era riuscito a sorprenderlo

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