18
2003
The Hollow Men (part II): A Murder of Crows
L’abitacolo del piccolo elicottero di sorveglianza era completamente buio fatto salvo per le spie luminose dei servizi minimi di navigazione e per il monitor su cui scorrevano le immagini catturate dalla telecamera ai raggi-T.
Col rumore dei rotori ridotto al minimo ed i dispositivi di mascheramento in azione l’Agusta-Hx200 serie Hades era come un grosso insetto nero in grado di spiare non visto qualsiasi punto della città. Mentre i piloti si occupavano di mantenere stabile l’assetto di volo stazionario il terzo membro dell’equipaggio studiava con attenzione le immagini al terahertz provenienti dal ventisettesimo piano dell’edificio di fronte. Il livello di dettaglio raggiungibile dalle riprese era fenomenale, poteva vedere chiaramente sette uomini ed una donna nella stanza, prompt digitali lo informavano del fatto che sei di loro erano armati e tre di loro avevano impianti. Il dato più interessante tuttavia era l’alone rosso che il programma sovrapponeva a due delle figure.
H- osservava l’uomo dal volto affilato di fronte a sé valutando la prossima mossa, sapeva perfettamente che Shinozuke Hirano non era uomo da dimenticare uno smacco subito, tuttavia in questo momento c’era qualcosa che lo preoccupava maggiormente della vendetta di un gangster. Spostò il suo sguardo dietro Hirano ed oltre le pistole che i suoi uomini stavano estraendo, si concentrò invece sull’uomo che gli yakuza avevano catturato. Nimda.
I jap erano riusciti in qualche modo a stordirlo ed ora lo sorreggevano uno per braccio mentre lui stava piantato immobile con la testa ciondolante in avanti ed una zazzera disordinata color paglia sporca che gli ricadeva sul viso dandogli l’aspetto di uno spaventapasseri. Uno spaventapasseri capace di rianimarsi in qualsiasi istante per diventare un feroce assassino.
Con un sorriso divertito Hirano lo apostrofò Lascia andare la ragazza, questa volta la partita è persa.
– Cosa volete da lei?
La signorina è venuta in contatto con il nostro prezioso amico, dovrà venire con noi. Mettila giù ed allontanati.
Due pistole che lo tenevano sottotiro aggiungevano valore all’ordine di Hirano. H- inclinò leggermente il busto permettendo a Charlotte di scivolare a terra e nel frattempo si rivolse al suo interlocutore: Da quando fate collezione di psicopatici omicidi?
Conosci il significato della parola aware?
Hirano sembrava essere caduto nel tentativo di H- di temporeggiare. Significa cosciente, accorto. In giapponese però aware significa instabilità, nella poetica haiku indica un particolare canone estetico riferito all’impermanenza nella natura delle cose ed al cambiamento visto come necessario e positivo. Scommetto che ti piacciono gli haiku, vero?
Certo
H- spostava continuamente lo sguardo dal sorriso beffardo di Hirano al cane alzato delle 357 magnum dei suoi uomini al volto indecifrabile di Nimda.
Molto bene, il soggetto che abbiamo recuperato è molto instabile, estremamente
. Quasi in risposta a queste parole H- vide che Nimda aveva alzato la testa scoprendo quel ghigno omicida che aveva imparato conoscere solo un’ora prima. L’istante successivo l’uomo alla destra di Nimda stava urlando di dolore mentre una fontana di sangue
aware
sprizzava dal cratere dove prima si trovava il suo orecchio sinistro. La distrazione fu più che sufficiente a fargli mollare la presa sul braccio del prigioniero. Con la mano libera Nimda andò a colpire in pieno volto l’uomo alla sua sinistra frantumandogli il naso e riacquistando la libertà. Nel frattempo gli altri due gangster si erano aperti a ventaglio, ora uno teneva sotto tiro H- e l’altro puntava l’arma su Nimda. H- vide Hirano posizionarsi esattamente a metà strada tra i due ed estrarre da sotto lo spolverino una katana. Solo un fottuto yakuza neo-tradizionalista poteva andarsene a spasso per la città con una spada nascosta sotto la giacca. Zanshin. H- decise di archiviare la punta di ammirazione che provava per Shinozuke a dopo che gli avrebbe piantato una pallottola in testa. Sempre che il pazzo omicida che li fissava con un orecchio tra i denti non li sbudellase prima entrambi, ipotesi che al momento pareva la più probabile.
Quello che nessuno si aspettava era il sibilo improvviso prima che la vetrata andasse in frantumi esplodendo in una tempesta di schegge all’interno della stanza mentre frammenti più grandi precipitavano sul parcheggio sottostante come lame di ghigliottina dando il via ad un concerto per antifurti in La maggiore.
H- ebbe a malapena la prontezza di riflessi di guardare fuori dalla finestra e scorgere la sagoma scura di un piccolo elicottero prima che questo iniziasse a scaricare raffiche di mitragliatrice dentro la suite.
H- afferrò Charlotte poi si gettò con lei dietro il divano mentre intorno le raffiche falciavano ogni cosa ad altezza uomo. Vide i due gangster cadere al suolo ma non riuscì a vedere dove aveva cercato riparo Shinozuke. Charlotte tremava e piangeva sommessamente, H- non era certo che fosse cosciente dell’inferno che si stava scatenando ma forse l’incubo che stava vivendo nella sua mente era anche peggio. Lanciò uno sguardo alla porta valutando le chance di raggiungerla trascinandosi dietro Charlotte prima di venire colpiti dal fuoco nemico (ma chi cazzo si prende la briga di usare un elicottero militare per crivellare una stanza d’albergo?) e vide Nimda lanciarsi verso l’uscita tagliando la distanza che lo separava con un unico scatto. Udì un altro sibilo e si abbassò di riflesso cercando di fare scudo alla ragazza mentre un altro piccolo razzo andava a centrare la suite. L’esplosione li sollevò entrambi in aria mandandoli a finire
contro ciò che restava della balaustra sotto la vetrata. H- vide Charlotte volare sopra di lui ed oltre il bordo mentre il divano che li aveva riparati li superava in una parabola discendente per andarsi a schiantare tra la folla dei primi curiosi. Con un riflesso disperato ed un colpo di reni allungò il braccio ad afferrarle il polso, assorbì lo strappo quando tutto il peso della ragazza lo trascinò avanti e si afferrò con la mano libera al primo appiglio ignorando le schegge di vetro che gli si conficcavano nel petto e nelle braccia.
Durante tutto questo non sentì Charlotte urlare.
H- si trascino in avanti strisciando sul pavimento di alcuni centimetri per guardare in basso, incontrò gli occhi di Charlotte, non era terrorizzata anzi, sembrava serena ed un poco stranita. Tieni la presa piccola, non ti lascio cadere
another time, another place…so far away
non ti lascio cadere.
Vide gli occhi di Charlotte farsi enormi di spavento mentre un ombra si stagliava sopra di lui, si costrinse ad una torsione impossibile del collo e si ritrovò a guardare Nimda. L’esplosione doveva averlo preso da vicino e gli aveva arrostito tutto il lato sinistro del corpo, aveva tra i capelli stopposi ancora qualche focolaio d’incendio da cui si alzavano piccole volute di fumo nero e puzzo di cheratina bruciata.
Improvvismente la stanza sventrata venne illuminata da una luce fredda ed intensa, doveva essere il faro ai vapori di cesio dell’elicottero.
Nimda barcollava centrato in pieno dal riflettore come in un film di Boris Karloff. H- strinse le palpebre e tornò a guardare verso Charlotte.
Era semi-accecato dalla luce, semi-assordato dall’esplosione e sentiva il braccio pronto a strapparsi per lo sforzo. Immaginò che l’elicottero fosse pronto a fare nuovamente fuoco. A questo punto non aveva più alcuna importanza se Nimda cercava di portarselo all’inferno o se l’intera baracca faceva il botto. Non sarebbe comunque riuscito a reggerla ancora per molto.
Vide le labbra della ragazza aprirsi e chiudersi e ne comprese perfettamente il labiale Lasciami volare
. La sentì abbandonare delicatamente la presa e lasciarsi cadere col viso trasfigurato in una maschera di serenità quasi mistica. H- rotolò via mentre il mondo si faceva buio.
Non fece minimamente caso all’ultimo colpo sparato dall’Hades prima di alzarsi in quota ed allontanarsi. Nella notte squarciata dalle sirene dei mezzi di soccorso la stanza 2701 continuava a bruciare.

V
Between the idea
And the reality
Between the motion
And the act
Falls the Shadow
For Thine is the Kingdom
Between the conception
And the creation
Between the emotion
And the response
Falls the Shadow
Life is very long
Between the desire
And the spasm
Between the potency
And the existence
Between the essence
And the descent
Falls the Shadow
For Thine is the Kingdom
For Thine is
Life is
For Thine is the
This is the way the world ends
This is the way the world ends
This is the way the world ends
Not with a bang but a whimper
“The Hollow Men” – T. S. Eliot
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- @IoeAnnie don't eat the yellow bear (F.Zappa)
- e corridio centrale sia!
- già ho l'ADD di mio se poi ogni volta che inizio a fare qualcosa mi chiedono di fare qualcosa di altro...
- 32 anni fa moriva Ian Curtis. adesso capisco perchè il cielo è così grigio stamattina.
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