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2003
The Hollow Men (part III): An Exaltation of Larks
inspira
uccidi
espira
uccidi
la sclerotica dell’uomo appariva quasi completamente divorata dalle pupille dilatate. Per contrasto ciò che restava del bianco di quegli occhi sembrava brillare di un candore abbacinante nel buio del vicolo.
Inspirò ancora profondamente inalando l’odore della notte in cui si alternavano salsedine ed escrementi, cibo e rifiuti e su tutti ad ondate intermittenti, prepotente come un’onda di marea l’odore della paura.
Non si era mai sentita così tremendamente viva, inebriata, intossicata quasi dalla miriade di input sensoriali che le provenivano da ogni dove. Sentiva l’eco delle pulsazioni impazzite dell’uomo alternarsi alle proprie, regolari e cadenzate. Poteva distinguere ogni singola vena, ogni rivolo di sudore impregnato di adrenalina, riusciva a seguirne il percorso ed a catturare il momento in cui ogni stilla, sconfitta la tensione superficiale si andava ad infrangere al suolo.
L’uomo era paralizzato, cercava di ricostruire gli ultimi concitati istanti nella sua testa per poter razionalizzare la situazione. Ricordava come aveva svoltato nel vicolo ancora leggermente alticcio con l’idea di svuotarsi la vescica tra due bidoni d’immondizia, ricordava un’ombra farsi sopra di lui mentre i ratti abbandonavano precipitosamente il loro bottino e poi l’incubo aveva avuto inizio.
Era calata su di lui come una furia e l’aveva sbattuto contro il muro con tanta forza da fargli quasi perdere i sensi. Sfortunatamente per lui invece era ancora cosciente quando l’aveva afferrato per le spalle e fatto girare su sé stesso. Si era ritrovato a guardarla in quegli occhi che parevano gioelli avvelenati
eyes I dare not meet in dreams
e vi aveva scorto la follia. Aveva visto le sue labbra distendersi in una risata malevola poi l’aveva vista gettare la testa all’indietro mentre due lembi di notte si animavano alle sue spalle e lo inchiodavano alla parete come una grottesca parodia di crocifisso.
Quando parlò la sua voce sapeva di lamette e vetri infranti. Lo sferzò con il peso di accuse a cui non avrebbe potuto ribattere se non con un’ammissione di colpa ma non aveva importanza. La sua attenzione era concentrata sulla fila di piume metalliche, affilate come rasoi, che gli avevano trafitto le braccia come chiodi da ventisette centimetri.
All’interno del locale erano tutti troppo presi dai loro discorsi o dai loro bicchieri per fare caso a ciò che avveniva all’esterno. Nessuno quindi, vide arrivare l’uomo sul monopattino.
Se qualcuno l’avesse osservato avrebbe trovato bizzarramente comico il modo in cui era passato una prima volta davanti all’ingresso zigzagando leziosamente, usando un piede per dare dei colpetti bruschi ed imporre un cambio di direzione ma sempre guardandosi distrattamente attorno quasi fosse lì per caso. Se avessa iniziato a fischiettare sarebbe sembrato un personaggio preso di peso da un film di Frank Capra.
Fatta eccezione, forse, per quel cappello dalla tesa larga che sarebbe apparso fuori luogo praticamente ovunque.
Al secondo passaggio la traiettoria dell’uomo si fece più stretta, passando accanto alla porta mise una mano in tasca e ne trasse con fare casuale un oggetto grande poco meno del suo pugno.
Ancora una volta nessuno all’interno del bar fece caso a quella sfera che era finita a rotolare sul pavimento.
L’uomo col monopattino aveva appena finito di allontanarsi dal vicolo quando questo si illuminò del bagliore arancione di un esplosione.
Mentre l’aria si andava riempiendo di fumo ed urla diede un altro colpetto con il piede ed incominciò a fischiettare
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tweets
- in compenso ho visto lo spot di superenalotto. disgusto e indignazione. altro che trenitalia, com'è che non leggo polemiche?
- ma cazzo sono rimasto al freddo al pc aspettando almost true ma lo fanno dopodomani. #fail
- ce la posso fare. ce la devo fare. non mi spezzerete.
- @annalucylle segway ne vedevo sempre uno quando lavoravo vicino stazione garibaldi. sono differenti gradazioni secondo me
- adulti che girano in monopattino. Questo ci tocca in sorte.








