29
2002
The Passion of Lovers
i fall down, every time you seem to come around
L’aria era stantia, sapeva di sudore ed eiaculazioni tamponate col kleenex.
Ko Dahunt, DevNull per gli amici del circolo, sedeva di fronte al computer immerso nella penombra della sua cameretta. Con la mano destra armeggiava col mouse (surfava in maniera tradizionale, sapevano gli dei quanto fosse difficile mettere le mani su hardware non obsoleto a Yangoon di questi tempi), con la mano sinistra reggeva un pacchetto semivuoto di patatine-stick. La maggior parte del contenuto faceva bella mostra di sé nella sua bocca semispalancata.
Sullo schermo in tutta la gloria di sedici milioni di colori campeggiava lo sguardo vitreo di un cadavere. DevNull era praticamente ipnotizzato, non prestava la minima attenzione ai rumori provenienti dall’esterno dove impazzavano i gavettoni del Thin-gyan, il festival dell’acqua. Occasionalmente si sentiva esplodere qualche fuoco d’artificio, ma la maggior parte del rumore era solo un vociare festoso ed uno scrosciare d’acqua. Lui tuttavia preferiva trascorrere il capodanno così, i suoi genitori l’avrebbero definito malsano se solo avessero saputo ma a lui non importava. Continuò a far scorrere le immagini sullo schermo, roba europea, tosta.
Con la sua ultima brillante intuizione DevNull pensò che se Gesù Cristo fosse morto l’altro ieri le sue foto sarebbero su rottendotcom.
Un istante dopo un calcio ben assestato violò per sempre la calma innaturale della stanza mandando la porta in frantumi. DevNull si voltò in slow motion ancora incredulo e vide tre uomini in uniforme nera antisommossa fare irruzione nel locale. Fece in tempo ad alzarsi mentre l’agente di fronte a lui alzava uno sfollagente e ne attivava la carica stordente col dito indice. Il maglio si abbattè sulla clavicola spigolosa del ragazzo spezzandone l’osso friabile e rilasciando una carica elettrica che fece calare un velo nero davanti ai suoi occhi. Mentre miriadi di stelle esplodevano nella sua testa DevNull si chiese se il cyberspazio facesse lo stesso effetto, come fuochi d’artificio in un cielo freddo.
Il mento del ragazzo colpì il pavimento serrando la mandibola con uno scatto sordo e portando finalmente a compimento la masticazione. Dietro di lui, sullo schermo acceso, una foto mostrava una scritta tracciata col sangue su una parete. Il terzo agente si avvicinò per smontare l’hard disk.
H- scendeva il vicolo col solito passo deciso reggendo nella mano sinistra il sacchetto della cena. Le ragazze stavano tutte per abbandonare il posto di lavoro e ritornare a qualsiasi cosa facesero quando non erano lì a vendersi per pochi euro. H- passò accanto ad una sudamericana dai fianchi extralarge e le fece un cenno: Hai visto Charlotte?
Sono passati dei tipi…distinti, orientali, l’hanno portata via, affittata per una fiesta privata credo. Beata lei che si diverte no?
la donna accompagnò quest’ultima affermazione con un broncio che voleva essere vezzoso.
Evidentemente gli affari non le andavano bene. H- pensò che probabilmente Charlotte non si divertiva poi molto, ma fu costretto a scacciare il pensiero ed avvicinarsi al portone.
Un paio di minuti dopo appoggiò il sacchetto sul tavolo e ne estrasse il contenuto: un pasto cinese monoporzione pronto per il microonde ed una bottiglia di tequila.
Passando accanto al tavolo basso sfiorò con un dito la segreteria del telefono. Partì una voce arrochita dal fumo che lui ben conosceva:
Perchè cazzo non tieni il cellulare acceso eh? Comunque ascolta, qualche imbecille ha fatto uscire le foto della scientifica, sono già finite in rete porca troia. Richiamami.
Ramon, ti farai venire un infarto prima o poi.
Più tardi H- era seduto al tavolo di fronte al computer per il suo piccolo rituale di autodistruzione quotidiano. Prese il bicchiere ed inghiottì un sorso stringendo i denti subito dopo. Lasciò che il sapore aspro del lime gli risvegliasse i sensi. Si mise a fissare la fiamma innanzi a sé e si ritrovò immerso in un’altra fiamma
another time, another place
un’altra fiamma, una candela al tavolino del bar sulla Karl-Marx-Allee, due boccali di Berliner Weiße mit Schuß. Il sapore aspro sulla lingua mentre soffiava la brezza serale e lei parlava e parlava dei suoi progetti. Progetti che non lo riguardavano ma questo lui l’ignorava e forse all’epoca anche lei. In quell’istante era stato ebbro di vita e dei suoi occhi di iridio. La notte sembrava distare un’eternità.
Riemerse dalla fiamma e con un respiro profondo si apprestò a completare i preparativi. Per certi versi era un tradizionalista. Preparò il lime, il cucchiaino e la siringa.
Quando abbassò lo stantuffo immaginò il volto scheletrico di un bigliettaio fantasma che gli sorrideva.
Benvenuto a bordo signore.
tweets
- in compenso ho visto lo spot di superenalotto. disgusto e indignazione. altro che trenitalia, com'è che non leggo polemiche?
- ma cazzo sono rimasto al freddo al pc aspettando almost true ma lo fanno dopodomani. #fail
- ce la posso fare. ce la devo fare. non mi spezzerete.
- @annalucylle segway ne vedevo sempre uno quando lavoravo vicino stazione garibaldi. sono differenti gradazioni secondo me
- adulti che girano in monopattino. Questo ci tocca in sorte.








