28
2002
Ventinove novembre: giornata del Non Acquisto
signori. signore. pubblicitari borsisti speculatori edili verdurieri pusher. un attimo di attenzione.
domani è la giornata di qualcosa che comincia per N. qualcosa che striscerà all’interno delle nostre coscienze stravolte dal senso di colpa per i mille morti del consumismo. qualcosa che immersi come siamo nella brodaglia che ogni giorno il sistema ci fa trangugiare, magari non sapremo neanche che c’è, come non sappiamo nulla delle moltitudini silenziose che ogni giorno lottano per la sopravvivenza.
no, encomiabili spazzini assicuratori casellanti pornodive, non sto per incitarvi a una rivolta contro lo stato padrone che ha alzato il prezzo delle gauloises blondes di dieci eurocent. sto per parlarvi di una giornata che segna il passo da anni di un processo di sensibilizzazione nei confronti di chi non ha, di chi non è. sto parlando della giornata del non acquisto. per un giorno, tutti noi che non ci sentiamo schiavi delle carabattole scintillanti che l’occidente ci propina sotto il nome di civiltà, dimostreremo la nostra libertà, il nostro rispetto, la nostra sensibilità ai conflitti economici che lacerano il globo tutto, non comprando assolutamente nulla. un gesto simbolico per dimostrare come non sia in nostro nome che le ingiustizie vengono perpetrate, per dimostrare che anche dal calduccio della mia camera, con un pentium III corredato di scanner e stampante e sull’altra scrivania uno stereo con le casse larghe circa come il palmo della mia mano e i bassi che pompano tantissimo quando ascolto i canti di protesta degli alpini ribelli dell’appennino funebre, poi vediamo, riscaldamento, cd e audiocassette a profusione, libri quanti ne ho voglia e quanti mi servono per studiare, vestiti per più di quanto ne posso indossare in due mesi cambiandomi tutti i giorni, telefono, telefonino, occhiali perchè non ci vedo bene, dicevo, anche dalla mia camera posso contare qualcosa semplicemente non comprando.
se dobbiamo essere obiettivi, nella mia vita non cambierà niente, ho la dispensa ripiena di pasta grissini scatolette di legumi cereali che pucciati nel latte sono buoni troppo merendine frutta verdura crackers acqua riso zucchero e miele, ma hey, è il gesto simbolico, l’attenzione ai poveri, ai piccoli, agli ultimi, anche a quelli che non vedo quando guardo il telegiornale spaparanzata sul divano del soggiorno. come dite? piuttosto di non comprare, investire i soldi della spesa in qualcosa di utile? e che cazzo faccio, un piatto di lasagne e poi lo mando in ruanda? ma se non hanno neanche l’acqua per lavare i piatti. come? cominciare dal più piccolo per avere delle incidenze sul più grande? tirarmi su le maniche, dite? non posso, lunedì ho scherma, martedì devo studiare, mercoledì mi faccio i cazzi miei e gli altri giorni pure. cosa? fare qualcosa, comportarsi attivamente, voglio dire? ma io sono attivo. io protesto.
non comprate, signori e signore, veline operai tessili petrolieri impiegati, non comprate. ma pontificate, pontificate, pontificate, che va sempre bene.
tweets
- in compenso ho visto lo spot di superenalotto. disgusto e indignazione. altro che trenitalia, com'è che non leggo polemiche?
- ma cazzo sono rimasto al freddo al pc aspettando almost true ma lo fanno dopodomani. #fail
- ce la posso fare. ce la devo fare. non mi spezzerete.
- @annalucylle segway ne vedevo sempre uno quando lavoravo vicino stazione garibaldi. sono differenti gradazioni secondo me
- adulti che girano in monopattino. Questo ci tocca in sorte.








