dic
14
2001

Voltababbani

di maffa  //  Other Voices  //  Commenti disabilitati  // 

Non c’entra nulla con la storia Mandinga, è una cosa che mi dovevo
levare dalla panza.
Oh, a me Harry Potter sta sul cazzo, almeno per il momento. Come mi stava sul cazzo Cobain quando i Nirvana avevano inventato la musica; per cui, vi leggete sta cosa liberamente tratta da qui.

abracadabra“Quando bombarderanno Harry Potter? I cattolici alla Cardini dicono che le fiabe di cui è protagonista H.P. veicolano una spiritualità satanica, anticristiana, alchemica e newage. Harry Potter è peggio di Bin Laden.

È lui che ha fatto venire il parkinson al Papa e il mal di testa a noi: da mesi – e già ci sembra da anni – siamo tempestati, affogati, schiacciati da un’immane macchina spettacolare e torturatrice che ci propone Harry Potter a forma di torta, di figurina, di film, di libro, di manichino, di ologramma, di videogioco, di articolo di giornale, di speciale di magazine, di homepage, di regalino natalizio, di bevanda gassata da ingurgitare.

Peggio di Padre Pio, Harry Potter è ubiquo: aprite un quotidiano e ve lo ritrovate lì, consultate gli indici di borsa e vedrete che adesso sta trainando lui l’economia mondiale, accendete la tivù e osserverete la sua incarnazione cinematografica, l’insopportabile Daniel Radcliffe.

fap fap fapVa chiarito un punto, anzitutto: Daniel Radcliffe non è un bambino, ma un nano miope di 54 anni, saccente e trasgressivo perchè la natura lo ha svantaggiato e lui ha sviluppato di contro un inestinguibile rancore.
Guardàtelo lì, con gli altri due piccoli protagonisti dell’allucinante film che, ci teniamo a dirlo, non abbiamo visto (così come del resto, per protesta, non abbiamo letto nessuno dei titoli della sfracannante saga scritta dalla Rawling): sono piccoli ma già la sanno lunga, sono aciduli e iperprotetti, fanno maramao a quei morti di fame dei bimbi africani, sono contentissimi di non avere visitato il World Trade Center la mattina dell’11 settembre. Li odiamo.
Così come odiamo gli orridi e untuosi ciccioni che stanno imbastendo il loro business per spillare grano da tutti gli aspiranti babbani, rifilando loro Harry Potter in forma di lego, calendario, merendina, freesbee, caleidoscopio, cartella scolastica, bambolina, cd musicale, gioco da tavola.

La harrypotterizzazione del mondo della comunicazione (che include l’ennesima, patetica caricatura a cura di Gene Gnocchi) assomiglia in maniera inquietante al periodo di euforia giornalistica per l’avvento della Rete. Sappiamo tutti com’è finita: a Virgilio non mangiano il panettone.
Speriamo che non lo mangi nemmeno quello che i colleghi chiamano “il piccolo mago”…”

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