21
2004
water water everywhere
Mi guardo riflesso nella parete di plexiglass blu e mi domando che cazzo ci faccio qui.
In realtà lo so e so benissimo che non dovrei esserci. Quando ho risposto al telefono lunedì ed ho sentito Buongiorno sono Sarcazzis della banca Mxxxxxxxx
mi sono sentito mancare, nemmeno il tempo di rendermi conto che il mio conto non è alla Mxxxxxxx (“Noi siamo una banca commerciale, diversa dalle altre…”) e che non avevo nulla da temere ormai mi basta vedere un numero sconosciuto sul display del cellulare per sudare freddo.
Non ricordavo nemmeno di avere spedito il curriculum ma ora ricordo anche i dettagli, ho spedito la busta giovedì 8, pioveva e la buca della posta più vicina, quella di fronte al municipio era sigillata col duct tape. Misura antiterrorismo già, l’esercitazione alla fermata della metropolitana, le sirene, un acquazzone estivo, il traffico in tilt, il viaggio in bus per andare da mio padre, il ritorno lunghissimo e la telefonata. Quella telefonata. Vaffanculo.
E così ieri sono andato a tagliarmi i capelli ed eccomi qui, presentabile, rasato, con una fototessera nuova di zecca in cui sembro un rappresentante di occhiaie.
Un posto in banca, beh una sicurezza di questi tempi, tredicesima, quattordicesima e tutto il resto.
Choose life. Choose a job. Choose a career. Choose a family. Choose a fucking big television…
Avrei dovuto capirlo dalla fauna qui fuori che c’era il tranello nell’inserzione.
Il look , le auto, le borse in similpelle, il cellulare all’orecchio anche al bancone del bar…
Mi hanno fatto accomodare su una poltroncina azzurra, un tizio abbronzato dice qualcosa a proposito della macchina, mi rendo conto che sta parlando con me.
Lo guardo senza rispondere cercando di non lasciare trasparire il mio fastidio, cazzo come non li sopporto gli sconosciuti che ritengono necessario parlarti solo perchè siete incidentalmente nella stessa stanza, lui intanto prosegue imperterrito, vorrei dirgli che non mi importa una sega della sua auto in doppiafila, mi chiede se sono qui per un colloquio, che lui è un cliente ma ha sentito la voce in giro ed allora tanto vale provare, tanto lui sa vendere mi dice (e l’allarme nella mia testa suona impazzito, lo sapevo porcamerda), mi chiede se sono diplomato o laureato,
ma che cazzo ti frega, ci conosciamo? evidentemente valuta la concorrenza. Per fortuna arriva un uomo in azzurro e se lo porta via.
Mi guardo attorno, i manifesti sono tecnicamente ben fatti sebbene estremamente banali, le brochure aziendali invece sono assolutamente anonime e decisamente poco attraenti.
Mi guardo riflesso sulla la superice curva della paratia blu, ecco dove sono, nell’acquario, sono nella vasca degli squali e mi girano intorno con lo sguardo famelico, sono nel loro habitat, pronti ad azzannarsi al primo sentore di sangue.
Attraverso la paratia vedo una donna alla scrivania intenta a compilare dei fogli.
Dev’essere davvero idiota per metterci così tanto a finire due test. Dopo un’apnea infinita finalmente esce da dietro il separè, 35 anni circa, finta bionda platino, sopracciglia nere, occhi marroni, viso leggermente butterato coperto da fondotinta ed abbronzatura industriale, vestito nero scosciato, tacchi a spillo vertiginosi e tatuaggio verde da solarium di un geco sulla caviglia. Stupida vacca.
Non la conosco eppure mi sta già sul cazzo. Da come ondeggia su quei tacchi avrà presto una caviglia slogata.
Prendo il suo posto nella vasca, il tizio che mi spiega come eseguire il test ha gli occhi azurri da invasato. Il test è cervellotico e demenziale al tempo stesso.
Se sono uno sprovveduto non sono la persona che state cercando, se sono sveglio so benissimo quali risposte volete sentirvi dire e che state cercando un profilo con prevalenza di risposte j e k nel test.
Compilo rapidamente le risposte con una prevalenza di o e p (risposte infastidite e non comunicative) ed aspetto di poter parlare col selezionatore.
Mi fa accomodare in un ufficio al piano superiore, mi dice vedo che i suoi studi sono molto distanti dal nostro ramo, come mai ha risposto all’inserzione?
gli dico molto chiaramente che se scrivono “primaria banca cerca candidati da inserire in azienda” il minimo è che uno si aspetti un lavoro in banca, backoffice etc.
Noi siamo una banca commerciale, diversa dalle altre, non abbiamo back-office, cioè sì se ne occupa un centinaio di impiegati a Milano3
– e pronuncia Milano3 come se dicesse Avalon o Agartha, con l’occhio ceruleo e sognante – ma non cerchiamo persone per l’amministrativo, valutiamo candidature per l’iter di selezione dei promotori finanziari
.
Lo fermo, gli dico che non fa per me e che se lo scrivessero chiaramente eviterebbero di perdere tempo e farne perdere agli altri, mi dice che lui si occupa solo della selezione del personale (dovevo capirlo da come è “stonato” che è uno psicologo) e che questi annunci diversi dal solito li ha commissionati esplicitamente l’azienda.
Forse perchè hanno capito che altrimenti rispondono in quattro, forse perchè anche se cercano sempre termini nuovi, promoter, funzionario pubblicitario, account, alla fine sei sempre un fottuto rappresentante. Puoi occuparti di saponette, enciclopedie, rolls royce o fondi di investimento ma sei sempre la stessa fottuta merda. Porta a porta, sorrisi di plastica, cortesia posticcia e intento predatorio. Che si fottano.
Mi dice che è evidente che questo tipo di annuncio attrae gente non interessata ad una svolta lavorativa da professionista.
Professionista un cazzo imbecille, tu ed i tuoi test di merda, li ho letti per bene sai?
A) in base a cosa valuta un professionista? metta in ordine di priorità le seguenti risposte
- Preparazione
- Disponibilità e cortesia
- Simpatia
- Capacità di trovare soluzioni
- Senso degli affari
e secondo te cosa dovevo rispondere?
Io i professionisti li valuto in base alla preparazione, del resto mi importa una sega. Potrei selezionare un team ideale di professionisti coi controcazzi per un progetto web. Molto probabilmente li reputeresti un insieme di perdenti che vanno dallo sfigato al sociopatico. Molto probabilmente con quel team di persone non guadagneremmo mai una lira.
E penso quel tale, uno squalo, venditore di enciclopedie che si era messo a vendere siti, che non capiva un cazzo di internet, che voleva la porsche… e penso a quell’altro, che veniva in ufficio ustionato dopo ogni weekend o ponte feriale giusto per far vedere che lui è uno arrivato che appena ha due giorni va in montagna o al mare, quello che fino a ieri faceva l’assicuratore e che un pomeriggio mi si è seduto accanto a spiegarmi come formattare una tabella.
A spiegarmi.
Rincasando sono passato alla coop, ho comprato il latte al cioccolato, era una vita che non lo bevevo, cristo era dall’ultima volta che avevo comprato latte al cioccolato. È questo il genere di cose che si scrive sul blog no?
tweets
- in compenso ho visto lo spot di superenalotto. disgusto e indignazione. altro che trenitalia, com'è che non leggo polemiche?
- ma cazzo sono rimasto al freddo al pc aspettando almost true ma lo fanno dopodomani. #fail
- ce la posso fare. ce la devo fare. non mi spezzerete.
- @annalucylle segway ne vedevo sempre uno quando lavoravo vicino stazione garibaldi. sono differenti gradazioni secondo me
- adulti che girano in monopattino. Questo ci tocca in sorte.








