18
2002
Whitenoise
…era come un esperimento dissennato di darwinismo sociale, concepito da un ricercatore annoiato che tenesse premuto il pulsante di avanti veloce. Smetti un attimo di farti largo a spintoni, e affonteresti senza lasciar traccia; muoviti un po’ troppo velocemente, e finiresti per spezzare la fragile tensione superficiale (…); in entrambi i casi spariresti senza lasciare traccia…
Gente che ride, gente che ride. Cazzo ti ridi, vien da pensare, che hai mille problemi, lo vedo che non sei contenta, che sei facciata. Stupidissimi chabot a punta pitonati gialli sotto stupidissimi pantaloni slavati bluette, stupidissimi come ce l’hanno migliaia di altre sciacquette come te in tutta Milano. Ahahahahahahahah, te la ridi. Che ti ridi? Ma cosa ridi? Ti vedi camiciola bianca sotto il golfino, le punte del colletto che t’arrivano sotto le ascelle deodorate. Uscite tutte uguali da quelle boutique? Non c’è un cazzo di commesso che ha pietà di voi, magre, grasse, medie, piatte, tettone, che vi dice che non vi può vendere quel completino perchè ne ha venduti troppi uguali oggi? Non vi chiede per favore di passare domani, che magari c’è qualcos’altro, almeno di un altro colore? Ahahahahaahahah
AHAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAH. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.

Il cielo là fuori è grigio scuro come lo schermo di un televisore fuori sintonia. E se hai la testa dentro il cappuccio della felpa, riesci anche a sentire il rumore bianco. Ne vale la pena, la maggior parte delle volte, in città non c’è molto che valga la pena di sentire casualmente. Chiacchiere casuali, a volte musica da dentro i negozi à-la-page; ma è niente in confronto al traffico, l’onnipresente traffico. Un flusso continuo di gente che va e va (ma che vada, però). E allora metti la testa dentro il cappuccio, che è un po’ come appoggiare l’orecchio sulla conchiglia, l’effetto è più o meno quello: rumore bianco.
Capita di essere frastornati, di essere feriti dall’elevato contrasto di un monitor, per ore e ore nella propria giornata. E a fine giornata ci si sente come se un gas si agitasse dietro la faccia, un gas denso che si sposta lento da una parte all’altra. Chiudi gli occhi, vedi il rumore bianco, senti il rumore bianco, vorresti magari anche toccarlo, abbracciarlo, perché no, questo qualcosa neutro, riposante, defatigante, droga sinestetica che ti riporta all’Uno.
Il rumore bianco. Sublime sinestesia. Perchè bianco. Perchè è la somma di tutti i rumori, verrebbe da rispondersi. Tutti i rumori che si zittiscono a vicenda, shhh shhh, cercando un po’ di quiete dentro la conchiglia. o dentro il mio cappuccio. O dentro la coclea dentro il mio cappuccio. Zitti, zitti. Shhhhhhhh. È il rumore bianco.
Shhhhhhhhhhhhhhhhhh.
La pace nel nirvana di questo inverno muto.
Un cerchio nero su un campo bianco.
Rumore bianco.
Shhhhhh.
tweets
- @IoeAnnie Rocco Siffredi?
- Timidissimi segnali di ripresa.
- ok vediamo quanto riusciamo a far cagare oggi. senza capitano. (che per me poteva partire a giugno)
- yup quindi i tatuaggi di cupcake sono espressione modaiola da mischiare con Old School http://t.co/jkyV3P7m @dilestella e roba "ironica"
- avevo fatto una spesa salutista ma poi ho svaccato con la cioccolata. brutta cosa la dipendenza.








